In vista un possibile intervento militare da parte di Ankara

  • Haftar ai libici: armatevi contro i turchi.

Il generale Khalifa Haftar ha lanciato un appello a tutti i libici affinche’ si armino in risposta ad un possibile intervento militare da parte della Turchia per rafforzare il governo di Tripoli sostenuto dall’Onu e guidato da Fayez al-Sarraj. Il Parlamento turco ha approvato giovedì l’invio di truppe in Libia su richiesta di un supporto militare da parte del governo di Sarraj. “Noi accettiamo la sfida e dichiariamo la jihad e una chiamata alle armi”, ha detto Haftar ieri sera durante un discorso trasmesso in tv. Ed ha poi esortato “tutti i libici” ad armarsi: “uomini e donne, soldati e civili, per difendere la nostra terra e il nostro onore”.




Evacuate compagnie petrolifere in Iraq

Centinaia di persone evacuate dalla regione di Bassora.

 

compagnie petrolifere straniere presenti nella regione irachena di Bassora, vicino al confine con l’Iran, hanno ordinato l’evacuazione di decine di loro dipendenti. Ne danno notizia media libanesi citando la televisione di Stato irachena.

 




Di Maio: Haftar presto a Roma

‘Con Serraj ci risentiremo stasera o domani per fare il punto’ dice il ministro degli esteri.

“Con Serraj ci sentiremo o stasera o domattina per aggiornarci sull’esito di tutta la missione. E con Haftar ci vedremo nelle prossime settimane a Roma, come ci siamo detti a Bengasi”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri italiano a Ciampino rientrando dalla sua missione lampo in Libia.




7 morti, naufragio in Marocco

20 dispersi e 63 salvati.

Minimo 7 persone sono decedute ed una ventina risultano disperse a seguito di un naufragio al largo del Marocco. Lo riporta l’ong Alarm Phone spiegando di aver dialogato con il centro di soccorsi di Rabat che ha dato conferma il naufragio e aggiunto che 63 persone sono state salvate. “Siamo distrutti e speriamo che altri sopravvissuti vengano trovati”, tweetta l’ong, che poche ore prima aveva dichiarato di aver ricevuto l’allarme da una barca al largo di Nador con a bordo 90 persone tra cui donne e bambini e di aver avvertito le autorità marocchine e spagnole.




Pm di Roma, su Regeni intrigo egiziano

Persone vicine a Giulio complici.

“Intorno a Giulio Regeni è stata stretta una ragnatela dalla National security egiziana già dall’ottobre prima del rapimento e omicidio. Una ragnatela in cui gli apparati si sono serviti delle persone più vicine a Giulio al Cairo tra cui il suo coinquilino avvocato, il sindacalista degli ambulanti e Noura Whaby, la sua amica che lo aiutava nelle traduzioni”. Lo dichiara il pm Sergio Colaiocco ascoltato, con il procuratore Michele Prestipino, davanti alla commissione di inchiesta sul decesso di Regeni.( “Una ragnatela – aggiunge Colaiocco – che si è stretta sempre di più è in cui Giulio è finito al centro”.
“La Procura – ha aggiunto Prestipino – continuerà con determinazione a compiere tutte le attività per continuare ad acquisire elementi di prova per accertare quanto accaduto”, il quale ha sottolineato che “grande è stata l’azione portata avanti dalla famiglia che ha costantemente esercitato un’attività finalizzata alla ricerca della verità”.

 




Famiglie congolesi coraggiose fanno causa ad Apple, Google, Dell, Microsoft e Tes

Accusandole di essere complici nella morte o nella mutilazione di bambini costretti a lavorare in condizioni pericolose nelle miniere di cobalto

Lo riporta il giornale britannico the Guardian, il quale afferma che è la prima volta che le tech company si trovano davanti ad una azione legale del genere e di queste proporzioni. La causa è stata presentata a Washington Dc dall’ong locale International Rights Advocates per conto di 14 genitori e bimbi provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo. Le famiglie congolesi pretendono i danni per lavoro forzato ed ulteriori indennizzi per ingiusto arricchimento, supervisione negligente, imposizione intenzionale di stress emotivo. Le compagnie tech citate – si denuncia – incoraggiano società minerarie come la Glencore che sfruttano il lavoro minorile, pagando i baby minatori soltanto un paio di dollari al giorno e facendoli lavorare in condizioni rischiose.




Intesa Libia-Turchia criticata dal governo Ateniese.

“Presunto tentativo di espandere le trivellazioni turche”

Il memorandum d’intesa concordato tra Erdogan ed il governo libico a novembre sulle frontiere marittime “è una minaccia per la stabilità regionale”.
Lo afferma Stelios Petsas, il portavoce del governo greco, nel corso di una conferenza stampa, questo e’ quanto viene riferito dal sito Ekathimerini. La Grecia ha inviato un paio di lettere all’Onu per richiedere una presa di posizione  da parte delle Nazioni Unite, evidenziando le obiezioni all’accordo, considerato come un tentativo di espandere i diritti di trivellazione turca nel Mediterraneo orientale.




Sono almeno i 16 morti causati dalle alluvioni in Uganda

 La Croce Rossa afferma: Piogge incessanti lungo tutto il Corno d’Africa

Si susseguono da settimane le alluvioni in Uganda, la Croce Rossa dona un bilancio complessivo di almeno 16 decessi, ma potrebbe anche trattarsi di un numero molto più elevato.
In Uganda alluvioni senza preavviso, frane e smottamenti stanno continuando a distruggere migliaia di abitazioni e sommergono o cancellano molte strade, rendendo difficili i soccorsi per quanto riguarda oltre una decina di regioni, afferma la Bbc.
I soccorsi sono eseguiti principalmente dalla Croce Rossa. I volontari sostengono di aver recuperato i cadaveri che galleggiavano a pelo d’acqua oppure impigliati sugli alberi nella regione collinare di Bubdibugyo.
La BBC rammenda che le piogge sono il rimasuglio della tempesta tropicale Pawan nell’Oceano Indiano, la quale ha flagellato vaste aree dell’Africa orientale, provocando in totale centinaia di morti e milioni di sfollati temporanei.




Opec+ taglia produzione di petrolio

Annuncia ulteriore riduzione di 500mila barili al giorno.

I paesi che aderenti al Cartello OPEC più gli altri produttori di petrolio  tra cui la Russia s sono accordati per un tagliare la produzione ulteriormente per un ammontare di – 500mila barili ogni giorno. L’annuncio proviene direttamente da un delegato ai lavori di Vienna. Alexander Novak, ministro dell’energia russo, ci tiene a precisare che per la Russia si tratta di un taglio di 70mila barili al giorno.
A seguti dell’annuncio in rialzo crescono le quotazioni del petrolio: il Wti è salito a 58,83 dollari al barile dopo essere sceso fino all’1,3% durante la seduta, mentre il Brent supera quota 64 dollari (64,03) dopo aver registrato un calo dello 0,9%.




Ebola, più di 500 bambini morti in Congo negli ultimi sei mesi secondo i dati di Save the Children

L’Ebola è una piaga sociale che sta distruggendo milioni di vite nella Repubblica Democratica del Congo. Il bilancio di Salve the Children.

L’epidemia di Ebola che ha colpito la Repubblica Democratica del Congo sta mietendo milioni di vittime. Secondo Save the Children più di 500 bambini hanno perso la vita, con un picco di vittime registrato in particolare negli ultimi sei mesi. Il fenomeno è denunciato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e lavora per sensibilizzare le popolazioni. “Nei sei mesi successivi al 1 agosto 2018, quando l’Ebola ha cominciato a diffondersi nel Paese, i decessi tra i bambini erano meno di 100, mentre si sono più che quadruplicati negli ultimi mesi, sottolinea l’Organizzazione. In totale, circa 740 minori sono stati infettati dal virus dall’inizio dell’epidemia”, riferisce l’Organizzazione in un comunicato. Oltre agli evidenti danni per la salute, che portati alle estreme conseguenze determinano la morte degli ammalati, bisogna sottolineare che il virus rappresenta anche un rischio di stigmatizzazione sociale per chi ne è affetto. I malati, quindi, vengono spesso isolati o abbandonati, lasciati in balia di ogni tipo di abuso e sfruttamento, anche nei gruppi armati. Inoltre molti bambini smettono di andare a scuola dopo aver perso i genitori, poiché non c’è più nessuno in grado di pagare le tasse scolastiche o perché le scuole vengono chiuse a causa dell’insicurezza costante.

“I team di Save the Children che operano nella Repubblica Democratica del Congo sono impegnati sul campo sin dalla prima settimana della diffusione dell’epidemia di Ebola e da allora sono state raggiunte più di 1,1 milioni di persone, di cui più di 834.000 bambini”. In più, l’Organizzazione lavora con il Ministero della Salute per prevenire e controllare le infezioni, e assicurarsi che i servizi igienico-sanitari nelle cliniche vengano erogati costantemente. “Grazie alle nostre attività di sensibilizzazione delle comunità, solo lo scorso giugno, abbiamo raggiunto 58.290 famiglie e più di 245.000 persone, tra cui oltre 110.000 bambini, attraverso messaggi salvavita sulla prevenzione e l’individuazione dell’Ebola”, scrivono.