In 500 a messa clochard morti per freddo

– Circa cinquecento persone hanno preso parte alla messa in ricordo dei senza dimora che sono morti per la durezza della vita di strada. La celebrazione si è tenuta stamani nella basilica dell’Annunziata: il mondo della solidarietà e i tanti volontari che aiutano chi vive per strada, si sono stretti attorno a tanti senza dimora in occasione dell’anniversario della morte di Pietro Magliocco. Magliocco è una delle prime persone conosciute dalla Comunità di Sant’Egidio durante il servizio serale a chi vive per strada. Dormiva nella stazione ferroviaria di Sampierdarena: malato di polmonite, è morto la notte del suo ricovero in ospedale, l’11 febbraio 1993.
    Aveva 57 anni. Con lui, sono state ricordate circa 120 persone morte negli anni per strada. Al termine della messa i senza dimora e i volontari di sono messi in fila per accendere una candela mentre venivano letti i nomi dei clochard morti negli ultimi anni come Nicholas, neonato rom morto bruciato nella roulotte dove dormiva.




Università Genova sospende attività

Per prevenire il rischio contagio da coronavirus l’Università di Genova “ha deciso cautelativamente di sospendere per una settimana ogni attività didattica (lezioni e esami) a partire da domani, lunedì 24 febbraio”. Lo annuncia il rettore dell’Ateneo Paolo Comanducci stamani in una nota. “La situazione, sempre più seria, richiede di attuare misure appropriate nell’interesse della comunità accademica e della popolazione ligure – scrive Comanducci – Al fine quindi di contribuire a ridurre gli spostamenti di grandi numeri di soggetti, vista l’ampia area di provenienza e la numerosità degli studenti del nostro Ateneo, abbiamo deciso cautelativamente di sospendere per una settimana ogni attività didattica. Garantendo, nella misura del possibile, che date e scadenze del calendario accademico saranno adeguate di conseguenza. L’ateneo e i suoi spazi rimangono comunque aperti e fruibili, comprese le biblioteche”.

Anche il Polo Marconi, propaggine spezzina dell’università di Genova, ferma lezioni e esami per una settimana, così come deciso dal rettore dell’ateneo genovese Comanducci. Non è esclusa la chiusura delle scuole “Stiamo valutando – ha detto il sindaco di Genova Bucci -, ne parleremo stasera”. “Dovremo trovare un equilibrio – ha detto il governatore Toti – Stiamo predisponendo un’ordinanza regionale condivisa col ministero che preveda elementari precauzioni. Siamo pronti a emanarla stasera e sarà in vigore da domattina”.




Liguria chiude scuole e musei fino al 1^

Regione Liguria ha disposto con ordinanza la chiusura di scuole e musei fino al 1^ marzo a partire dalla mezzanotte di lunedì. Sospese le manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, sospesi i viaggi di istruzione e i concorsi pubblici. Nell’ordinanza firmata dal governatore Toti, si dispone anche la costituzione di una ‘Cabina di Regia’ composta da Protezione civile, Alisa, Dipartimento salute e Servizi sociali ed Emergenza territoriale, Anci Federsanità Liguria con l’obiettivo di “coordinare la complessiva attività logistica sanitaria e organizzativa”. Inoltre, è fatto obbligo “a tutti gli individui che, negli ultimi 14 giorni abbiano fatto ingresso in Liguria dalle aree oggetto di provvedimenti restrittivi da parte delle Autorità sanitarie delle regioni di pertinenza, dalle aree della Cina interessate dall’epidemia ovvero dalle altre aree del mondo di conclamato contagio, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente”.




Scuole chiuse ed eventi annullati in Lombardia

Queste due dei provvedimenti contenuti nell’ordinanza firmata dal governatore lombardo e dal Ministro della Salute.

Prevede anche la chiusura di tutte le scuole della Lombardia l’ordinanza sul coronavirus firmata dal presidente Attilio Fontana di concerto con il ministro della salute Roberto Speranza. Ordinanza valida per tutto il territorio lombardo.

L’ordinanza, si legge in una nota della Regione, prevede la “sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha deciso “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”, in seguito all’emergenza per il coronavirus. Sospesa anche l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura




Coronavirus: Italia terzo Paese per numero di contagi

Con 152 casi confermati di coronavirus, compresi i tre decessi, annunciati dal commissario Borrelli, l’Italia diventa il terzo Paese al mondo per numero di contagi, secondo i dati della Johns Hopkins University.

La Cina con quasi 77 mila casi resta il Paese più colpito, seguito dalla Corea del Sud con 602. L’Italia scalza il Giappone, dove al momento i casi sono 135. Oltre 630 casi di contagio si sono registrati sulla nave da crociera Diamond Princess, che però non viene menzionata tra i Paesi ma come “altro”.

Il numero di 152 positivi tiene conto anche del ricercatore rientrato da Wuhan poi guarito e dimesso dallo Spallanzani. In base ai dati forniti da Borrelli, i casi in Lombardia sono 110 (ai quali vanno aggiunte le due vittime) e in Veneto 21 (più la vittima a Vo’ Euganeo); 9 sono invece i casi in Emilia Romagna, 6 in Piemonte e 2 nel Lazio (la coppia di cinesi ricoverata allo Spallanzani).

Dei 152 positivi, ha concluso Borrelli, 55 sono ricoverati con sintomi e 25 in terapia intensiva, 19 sono in assistenza domiciliare e 27 in verifica.




Coronavirus in Italia: 155 i contagiati, tre decessi. Stop al Carnevale di Venezia, scuole chiuse al Nord

Continua a salire il numero dei positivi al Coronavirus in Italia: al momento – secondo i dati forniti dal Commissario Angelo Borrelli – sono 152, comprese le tre vittime: la donna morta oggi a Crema, il 77enne di Vo’ Euganeo e una donna di Casalpusterlengo. I contagiati restano dunque 149. Il numero di 152 positivi tiene conto anche del ricercatore rientrato da Wuhan poi guarito e dimesso dallo Spallanzani. In base ai dati forniti da Borrelli, i casi in Lombardia sono 110 (ai quali vanno aggiunte le due vittime) e in Veneto 21 (più la vittima a Vo’ Euganeo); 9 sono invece i casi in Emilia Romagna, 6 in Piemonte e 2 nel Lazio (la coppia di cinesi ricoverata allo Spallanzani). Dei 152 positivi, ha concluso Borrelli, 55 sono ricoverati con sintomi e 25 in terapia intensiva, 19 sono in assistenza domiciliare e 27 in verifica. A questi si sono aggiunti in serata tre casi in Trentino.Si tartta di tre turisti lombardi provenienti da una delle zone focolaio del virus.

“Abbiamo un altro decesso in Lombardia, a Crema, una donna che era ricoverata in oncologia con una situazione molto compromessa e aveva anche il coronavirus”. Lo ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

Aumentano i casi di contagio, soprattutto al Nord, scuole chiuse, manifestazioni pubbliche bloccate, e un paese – Vo’ Euganeo – isolato e pattugliato dai carabinieri. Si ampliano le dimensioni dell’emergenza coronavirus in Italia. Intanto, un infermiere dell’ospedale di Codogno, raggiunto telefonicamente dall’ANSA afferma che “Tutto ciò che dicono non è vero, non c’è niente sotto controllo. E’ il panico assoluto, l’ospedale è chiuso al pubblico e i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i loro familiari ricoverati, che oggi sono stati sottoposti al tampone”. “La mia impressione è che prima hanno lasciato scappare i buoi e poi – riflette l’operatore sanitario – hanno chiuso la stalla”.

Scattano le procedure di filtraggio sulle strade di accesso alla zona rossa del Lodigiano. Le forze dell’ordine stanno avvisando gli automobilisti che, una volta entrati, non potranno più uscire. I blocchi agli ingressi dei dieci comuni, come previsto dalle disposizioni del governo.

STOP ALLA DIDATTICA
Chiuse tutte le scuole di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte ed Emilia Romagna: nelle sei regioni è prevista la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza”. 
Chiusi asili e Università in Trentino Alto Adige: in Alto Adige, sino a domenica 2 marzo, saranno chiusi le strutture socio-educative, pubbliche e private, dedicate alla prima infanzia (asili nido e microstrutture aziendali). Inoltre, sempre nello stesso periodo, saranno sospese le attività didattiche presso Università, Scuola superiore di sanità “Claudiana” e Conservatorio “Monteverdi”.
In Friuli Venezia Giulia fino al 1 marzo compreso saranno sospese tutte le attività delle Università di Trieste e di Udine e della Scuola internazionale superiore di Studi avanzati del capoluogo giuliano. Sospesa anche l’attività didattica nelle Università piemontesi e nelle università genovesi. 
L’Università Campus Bio-Medico di Roma ha disposto il rinvio della prova di ammissione al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia. 

STOP ALLE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, assieme al ministro Speranza ha “firmato l’ordinanza con la quale vengono bloccate, Carnevale di Venezia compreso, tutte le manifestazioni pubbliche, private, la chiusura delle scuole e dei musei fino al primo di marzo”. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha deciso “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”. Il teatro alla Scala di Milano ha deciso di sospendere “tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo in attesa di disposizioni”. Il Comune di Torino ha ordinato “la sospensione di tutte le manifestazioni sportive aperte al pubblico”. Rinviate nel Bolognese, all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) le prove, scritta e pratica, del concorso congiunto tra Azienda Usl di Bologna, Azienda ospedaliero universitaria di Bologna, Azienda usl di Imola e Istituto ortopedico Rizzoli per la copertura di posti a tempo indeterminato nel profilo di ‘Collaboratore professionale sanitario infermiere’ previsto per i giorni 25 e 26 febbraio. Il sindaco di Acerra (Napoli), Raffaele Lettieri, ha sospeso in via precauzionale la sfilata di carnevale e il concorso per la maschera più bella.
Divieto di sbarco sull’isola di Ischia per i residenti in Lombardia e in Veneto, per i cittadini cinesi provenienti dall’aree dell’epidemia e per chi vi abbia soggiornato negli ultimi 14 giorni, provvedimento poi revocato dal preferro di Napoli.  E a Venezia il Patriarcato ha sospeso le messe ‘incluse quelle del mercoledì delle Ceneri e quelle domenicali, alle liturgie e alle devozioni come la Via Crucis’. A Milano chiuso anche il Duomo “in via cautelativa” a causa del coronavirus almeno fino al 25 febbraio “in attesa di ulteriori e più dettagliate disposizioni da parte delle autorità competenti”. 

EMERGENZA SANITARIA, ISOLATA VO’ EUGANEO

Le strutture sanitarie non hanno ancora individuato il paziente – o i pazienti – zero dal quale è partita la diffusione del virus in Italia. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli confermando che ancora non c’è un’indicazione precisa. “E’ difficile formulare previsioni per quella che può essere la diffusione – ha aggiunto – l’unica misura concreta e valida da adottare è dunque quella di chiudere i territori”. Al momento le uniche aree sottoposte a isolamento in quanto ritenute focolai del virus sono i dieci comuni del lodigiano individuati nell’ordinanza del ministro della salute e del governatore della Lombardia e il territorio del comune di Vo’ Euganeo, dove sono arrivate le prime pattuglie dei carabinieri per istituire i posti di blocco previsti dal decreto governativo. Le pattuglie delle forze dell’ordine presidieranno 24 ore al giorno 35 varchi di accesso alla zona rossa nel lodigiano, che comprende il territorio di 10 comuni, e 8 varchi per entrare nel territorio di Vo’ Euganeo. Sospese tutte le funzioni religiose in Lombardia.  All’ospedale di Schiavonia, dove vennero ricoverati i due pazienti di Vo’ Euganeo contagiati da coronavirus, sono stati fatti quasi mille tamponi sugli operatori e per fortuna per ora non ce n’è nessuno positivo.

SOSPESE LE GITE SCOLASTICHE
Il Ministero dell’Istruzione informa che, “in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire da oggi domenica 23 febbraio 2020”. Lo stop alle uscite didattiche e ai viaggi di istruzione, sottolinea il Miur, riguarda sia le mete in Italia sia all’estero.

MIGRANTI
Il Viminale ha deciso che “L’Ocean Viking sbarcherà nel porto di Pozzallo. Al fine di assicurare adeguate misure di prevenzione, i migranti saranno trattenuti in quarantena nell’hotspot della cittadina siciliana. Alle medesime finalità precauzionali, il personale della nave rimarrà isolato a bordo per tutto il periodo necessario. Le autorità competenti provvederanno agli accertamenti e alla sorveglianza sanitaria ritenuti indispensabili”.

FS, RIMBORSI A CHI RINUNCIA AI VIAGGI

Il gruppo Fs prevede tra le misure attivate per l’emergenza Coronavirus anche “la definizione, in corso, di termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate”.Inoltre sui treni verranno installati “dispenser di disinfettante per mani” e al personale sarà consegnato l’equipaggiamento protettivo (mascherine con filtro e guanti monouso”




Coronavirus, il FVG lancia lo stato di emergenza

Il decreto dello stato di emergenza permette alla regione di mobilitare più agevolmente le risorse per far fronte alla crisi.

Il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, d’intesa con il governatore, ha siglato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario da Coronavirus, anche in considerazione dei primi casi di contagio nel territorio italiano e in particolare nella vicina regione del Veneto ed in esito della riunione del Comitato operativo di Protezione civile.

Con il decreto dello stato di emergenza la Regione potrà adottare una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso un affidamento diretto senza indagini di mercato sopra e sotto soglia comunitarie, per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza.

In prima battuta la misura è utile per disporre di risorse tali da consentire, ad esempio, di mettere a disposizione le strutture nel caso in cui si rendesse necessario adottare l’isolamento.

In attesa delle linee guida del Governo centrale, le manifestazioni pubbliche in Friuli Venezia Giulia quali ad esempio il Carnevale e le paralimpiadi previste a Lignano Sabbiadoro, non saranno sospese ma la Regione è pronta, una volta ricevuta la proposta dell’Esecutivo nazionale, ad effettuare le valutazioni di merito per la piena tutela dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.




Umbria, attivata la Task Force; il primo caso sospetto risulta negativo

La Regione Umbria partecipa alla gestione nazionale e coordinata del coronavirus. Già il primo caso sospetto è risultato negativo al test.

Si è riunita ieri mattina a Foligno nella sede della Protezione Civile, la Task Force attivata dalla Regione Umbria per fronteggiare e prevenire la diffusione dell’infezione da Coronavirus.

La riunione, presieduta dalla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, con il Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia e il direttore regionale alla Sanità, Claudio Dario, era anche finalizzata ad un confronto  in videoconferenza con il Comitato operativo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, per ricevere indirizzi e direttive per la gestione organizzativa regionale in sinergia con le altre Regioni. Presiedeva il Comitato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro degli Affari esteri, Luigi di Maio, il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati vari aspetti relativi alla gestione di un’eventuale emergenza ed è stato segnalato un caso che presenta caratteristiche di “sospetto” già comunque, da subito, monitorato dai servizi sanitari territoriali. La Direzione Sanità della Regione Umbria ha comunicato in serata che l’esito del primo test sul paziente non umbro, che era ospite in una struttura ricettiva della regione, è negativo. Come da protocollo, sarà effettuato un secondo test.

La Regione precisa che le organizzazioni sanitarie regionali  si sono attivate per ospedalizzare la persona con sintomi e mettere in sicurezza tutti i contatti, al fine di annullare il rischio della collettività. Si ribadisce che le raccomandazioni divulgate sinora di rispetto delle norme igienico sanitarie sono misure efficaci per prevenire contagi. Inoltre si sottolinea la necessità di rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia in caso di sintomi influenzali senza recarsi negli ambulatori o ai pronto soccorso degli ospedali.  

Sono state 80 le chiamate ricevute nella giornata di ieri dagli operatori del numero verde attivato dalla Regione Umbria (800636363) per ascoltare i cittadini che hanno la necessità di avere notizie sulle modalità di contagio da coronavirus e sulle misure da adottare anche a scopo di prevenzione.
A differenza degli altri giorni in cui le telefonate in media non hanno superato il numero di dieci, oggi dopo le notizie dei casi accertati in altre regioni e di un caso sospetto da verificare sul territorio regionale,  gli operatori hanno registrato un’impennata di chiamate che arrivano prevalentemente dall’Umbria con la richiesta di notizie sul caso sospetto e sulla tempistica del risultato delle analisi di laboratorio effettuate per accertare il reale contagio.  E’ stato deciso di potenziare, a partire dalla prossima settimana, il numero di operatori con competenze sanitarie che risponderanno al numero verde.




600 pastiglie di ecstasy, altre droge e contanti: due arresti in abitazione a viale Umbria

La Polizia di Stato ha arrestato una donna incensurata e un giovane con precedenti per droga.

Nei giorni scorsi gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano, durante un servizio mirato al contrasto dello spaccio di droga nella zona di viale Umbria, hanno arrestato in un appartamento una cittadina polacca di 34 anni e un cittadino cinese di 24 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

I poliziotti, durante un appostamento all’esterno di uno stabile, hanno notato una donna che sostava presso un’area cani portando il proprio cagnolino al seguito. Poco dopo hanno notato sopraggiungere un suv dal quale è sceso un giovane che si è subito avvicinato alla donna ed entrambi, dopo essersi salutati, sono entrati insieme nello stabile di fronte l’area cani.

Poco dopo altri agenti appostati nello stabile sono entrati nell’appartamento della donna, che hanno perquisito rinvenendo sostanze stupefacenti di vario tipo: 45 grammi di cocaina, 30 grammi di ketamina, 20 grammi di MDMA, 600 pastiglie di ecstasy a forma di cuore e 630 euro in banconote di diverso taglio.

E’ stato perquisito anche il giovane che addosso aveva 13 grammi di ketamina suddivisa in dosi. Gli agenti della Squadra Mobile hanno poi perquisito anche un’abitazione in uso allo stesso, in via Filzi a Milano, dove hanno trovato 100 grammi di marjuana, un bilancino di precisione e circa 300 euro in contanti.

Entrambi sono stati arrestati per spaccio. Si tratta di una cittadina polacca di 34 anni, incensurata, e di un cittadino italiano di origini cinesi di 24 anni, quest’ultimo con precedenti in materia di stupefacenti.




Conte, libertà di movimento ridotta e sorveglianza attiva per soggetti a rischio

Il Consiglio dei Ministri ha comunicato questa notte la linea d’azione per far fronte all’emergenza coronavirus.

Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree ‘focolaio’ del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Stop alle gite scolastiche in Italia e all’estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche – a partire da tutte quelle previste per domani in Lombardia e Veneto, compresa la serie A -, quarantena con “sorveglianza attiva” per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus.

E ancora, chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone. Il Consiglio dei ministri, al termine di una riunione fiume nella sede della Protezione Civile, approva un decreto con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto e il primo caso registrato in Piemonte. che ha portato il totale dei numeri a 76.

“Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”, che prevede una multa e l’arresto fino a 3 mesi. Misure pesantissime, dunque, che potranno essere estese anche ad altre aree nel caso fosse necessario. “Dobbiamo essere flessibili anche perché non è detto che le misure prese oggi siano utili domani” ha ammesso il premier. Non ci sarà, invece, la sospensione di Schengen, come aveva chiesto Matteo Salvini quando il governo ha informato l’opposizione delle misure che sarebbero state prese.