Positivi al covid 12 tesserati del Genoa dopo la partita con il Napoli

Attraverso il proprio sito ufficiale, il Genoa ha comunicato la positività al Coronavirus di altri 12 tesserati, tra calciatori e componenti dello staff, che si vanno ad aggiungere a Perin e Schone, che avevano saltato il match del San Paolo contro il Napoli.

Il Genoa Cfc comunica che dopo gli accertamenti odierni il numero di tesserati positivi a Covid-19 è salito a quattordici tesserati tra componenti team e staff. La Società ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le Autorità per le procedure correlate. Il Club fornirà prossimi aggiornamenti dettati dall’evoluzione“, si legge nella nota del club rossoblù.

A questo punto anche il Napoli, squadra e staff, dovrà sottoporsi ad un giro di tamponi a tappeto, nella speranza che non si siano verificati contagi nel corso del match disputato ieri a Fuorigrotta.




Per l’ex pilota di Handbike Alex Zanardi, continuano gli interventi per la ricostruzione cranio-facciale

Prosegue il percorso di riabilitazione per Alex Zanardi, l’ex pilota di Formula 1 rimasto gravemente ferito dopo un incidente nel Senese durante una gara di handbike. Lo sportivo si trova ricoverato all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano dallo scorso 24 luglio, dove negli ultimi giorni è stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico volto alla ricostruzione cranio-facciale.

Le ultime notizie sulle sue condizioni di salute arrivano da una nota del nosocomio milanese: ”Un primo intervento è già stato eseguito con successo, alcuni giorni fa, dal professor Mario Bussi ed è già in programmazione per le prossime settimane, un secondo intervento che sarà eseguito dal professor Pietro Mortini”.

Aggiornamenti

”Da diversi giorni – prosegue la nota – Zanardi è sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, con somministrazione di stimoli visivi e acustici, ai quali il paziente risponde con transitori e iniziali segni di interazione con l’ambiente”.

“A fronte di progressi significativi per Alex Zanardi, i medici ribadiscono, comunque, il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi”.

 



Suarez il suo futuro sarà con la maglia dell’Atletico Madrid

Il giocatore, dopo le ultime ore decisamente complicate, ha scelto l’Atletico Madrid, che ha finalmente raggiunto l’intesa con il Barcellona.

Un accordo molto simile a quello stipulato con l’Inter per Arturo Vidal: i blaugrana non lo lasceranno andare totalmente gratis, ma riceveranno un pagamento basato sui bonus.

Il futuro di Luis Suarez, a meno di -altre- clamorose novità dovrebbe essere quindi deciso.




Ufficiale Juve: sarà Morata il nuovo giocatore della rosa di Pirlo

Adesso è ufficiale: Alvaro Morata è un nuovo giocatore della Juventus. Alla fine sarà lui il nuovo numero nove a disposizione di Andrea Pirlo, dopo settimane di trattative poi non andate in porto per Edin Dzeko e Luis Suarez. Lo spagnolo torna così alla Juventus dopo il biennio 2014-2016, dove poi fece ritorno al Real Madrid prima di trasferirsi in Premier League al Chelsea e successivamente all’Atletico Madrid.

Dopo una trattativa lampo, l’attaccante spagnolo torna a Torino in prestito oneroso (10 milioni) con diritto di riscatto fissato a 45 milioni. La Juventus avrà anche la possibilità di estendere il prestito per una stagione sempre a 10 milioni, abbassando poi la cifra del riscatto a 35 milioni

IL COMUNICATO

“Niente è più bello che tornare a casa. Perché questo è l’arrivo di Álvaro Morata a Torino: un ritorno a casa.

E’ dunque ufficiale l’arrivo dell’attaccante spagnolo in bianconero: arriva dall’Atletico Madrid, dove ha militato nelle ultime stagioni; con noi giocherà in prestito per il 2020/2021, con opzione per il prolungamento di un anno.

Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo con la società Atletico de Madrid per l’acquisizione, a titolo temporaneo fino al termine della stagione sportiva 2020/2021, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Álvaro Morata a fronte di un corrispettivo di € 10 milioni, pagabili interamente nel corso di questo esercizio.

Inoltre, l’accordo prevede:

La facoltà da parte di Juventus di acquisire a titolo definitivo le prestazioni sportive del giocatore entro il termine della stagione 2020/2021 a fronte di un corrispettivo di € 45 milioni, pagabili in 3 esercizi;

La facoltà da parte di Juventus di estendere l’acquisizione a titolo temporaneo fino al termine della stagione 2021/2022 a fronte di un corrispettivo di € 10 milioni;

La facoltà da parte di Juventus di acquisire a titolo definitivo le prestazioni sportive del giocatore entro il termine della stagione 2021/2022 a fronte di un corrispettivo di € 35 milioni, pagabili in 3 esercizi”.




Serie A- parte col botto il Genoa a seguire i trionfi di Juventus e Napoli

La prima giornata del campionato di Serie A 2020/2021 si gioca tra sabato 19, domenica 20, lunedì 21 e mercoledì 30 settembre, data dei recuperi delle tre partite rinviate. Sabato sera, nel primo incontro della nuova stagione, la Fiorentina ha vinto in casa contro il Torino, mentre alle 20.45 Verona e Roma hanno pareggiato. Domenica se ne sono giocate altre quattro, da Parma-Napoli delle 12.30 a Juventus-Sampdoria delle 20.45. Lunedì tocca al posticipo serale tra Milan e Bologna. La prima giornata verrà poi conclusa il 30 settembre con le partite di Inter, Atalanta e Spezia, le quali hanno ottenuto il rinvio dopo essere state le ultime squadre a terminare la passata stagione.

Sabato 19
18.00
Fiorentina-Torino 1-0
78° Castrovilli
20.45
Verona-Roma 0-0

Domenica 20
12.30
Parma-Napoli 0-2
63° Mertens, 77° Insigne
15.00
Genoa-Crotone 4-1
6° Destro, 9° Pandev, 28° Riviere, 34° Zappacosta, 75° Pjaca
18.00
Sassuolo-Cagliari 1-1
77° Bourabia, 87° Bourabia
20.45
Juventus-Sampdoria 3-0
13° Kulusevski, 78° Bonucci, 88° Ronaldo

Lunedì 21
20.45
Milan-Bologna [Sky]

Mercoledì 30
18.00
Benevento-Inter [Sky]
Udinese-Spezia [Sky]
20.45
Lazio-Atalanta [Sky]

Le squadre promosse dalla Serie B nella passata stagione sono Benevento, Crotone e Spezia, che hanno rimpiazzato le retrocesse Spal, Brescia e Lecce. Per lo Spezia è la prima promozione in Serie A in 114 anni di storia, segnati da tre rifondazioni, l’ultima delle quali risale al 2008. La squadra ligure giocherà le prime partite casalinghe allo stadio Manuzzi di Cesena in attesa che il Picco di La Spezia riapra al termine dei lavori di adeguamento.

La classifica provvisoria della Serie A:

  1. Juventus 3*

  2. Genoa 3*

  3. Napoli 3*

  4. Fiorentina 3*

  5. Roma 1*

  6. Verona 1*

  7. Cagliari 1*

  8. Sassuolo 1*

  9. Atalanta 0

  10. Benevento 0

  11. Bologna 0

  12. Inter 0

  13. Lazio 0

  14. Milan 0

  15. Spezia 0

  16. Udinese 0

  17. Sampdoria 0*

  18. Torino 0*

  19. Parma 0*

  20. Crotone 0*

* una partita in più




Infantino e le sue idee rivoluzionarie: dai playoff al calendario suddiviso

Il tema che sta più a cuore a Gianni Infantino è il progressivo calo dell’interesse collettivo al calcio. La “colpa” è per il numero troppo alto di partite da giocare e delle formule poco attraenti dei vari tornei. Per il presidente della FIFA bisogna ridurre il numero delle partite e tratterà questo problema con le federazioni già prima dei Mondiali in Qatar.

Il numero uno del calcio vorrebbe dei campionati stile playoff. Quindi tornei con un solo girone, senza andata-ritorno, al quale fa seguito una fase ad eliminazione diretta. Una formula che cancellerebbe il problema dei tornei decisi già a marzo.

Ma non è tutto perchè la FIFA starebbe pensando anche a suddividere il calendario in periodi riservati a una competizione. Ad esempio: un mese per le ferie dei calciatori, un mese e mezzo per Mondiali/Europei, cinque mesi per i campionati e il resto per play-off e coppe europee. Avanza un mese e mezzo, utile per le qualificazioni delle Nazionali. Chissà se l’idea di Infantino diventerà concreta o rimarrà solamente una delle tante ipotesi fatte per rendere meno “noioso” il calcio attuale.




Ci sarà ancora da attendere per avere notizie per quanto riguarda la riapertura degli stadi

Servirà ancora almeno un mese prima di riaprire stadi e discoteche. Il governo seguirà le indicazioni degli scienziati che suggeriscono di attendere gli effetti sui contagi dell’apertura delle scuole a la ripresa dei trasporti pubblici con una capienza all’80%.

Lo stesso discorso vale per la quarantena: non sarà ridotta fino a che non ci sarà la certezza che non sia dannoso per il controllo della diffusione del virus. Tutto questo considerato che gli ultimi studi stimano che possano esserci carenze nell’individuazione dei positivi.

Per quanto riguarda gli stadi, secondo gli scienziati è impossibile tenere sotto controllo l’ingresso e l’uscita degli spettatori e anche il distanziamento sugli spalti. Problema che a detta degli esperti non sarebbe risolto neanche se fosse reso obbligatorio l’uso delle mascherine.

L’attuale DPCM – che vieta l’ingresso negli impianti – scade il 7 ottobre e dunque se ne riparlerà la settimana successiva, quando si avrà anche un quadro più chiaro rispetto alle conseguenze della riapertura delle scuole sulla circolazione del Coronavirus. E in quella sede si valuterà anche la possibilità di far svolgere i concerti, prevedendo però un numero limitato di spettatori.




De Laurentiis positivo al Covid a contatto con 50 persone

Nuovi aggiornamenti sulla vicenda di Aurelio De Laurentiis, positivo al COVID-19. Il patron del Napoli inizialmente non si recava nemmeno a Milano proprio per paura di prendere il virus ma, ironicamente, nel gotha del calcio l’ha portato proprio lui. “Se avessi immaginato di avere il COVID-19 non mi sarei messo in viaggio, non avevo sintomi”, avrebbe spiegato il patron.

La certezza della positività genere anche preoccupazioni per altre persone. Questo perché tra colleghi Presidenti, giornalisti e persone del suo staff, nella frenetica giornata in Lega De Laurentiis avrebbe incontrato più di 50 persone. Un problema potenziale poiché ovviamente anche solo alcune di queste potrebbero aver contratto il virus. I controlli del caso daranno più luce alla vicenda.




Messi rimane al Barcellona: “non avrei mai fatto causa al club della mia vita”

È ufficiale, Leo Messi resta al Barcellona. Messi rispetterà quindi il contratto con il club blaugrana che scadrà il 30 giugno 2021. “Non avrei mai fatto causa al club della mia vita – ha detto – Darò il massimo finché resterò. Ma volevo andarmene, Bartomeu non ha mantenuto la parola e la sua gestione è stata un disastro”.

In precedenza, il padre e agente Jorge era passato al contrattacco. ”La clausola da 700 milioni non è applicabile”. Jorge Messi aveva replicato così alla Liga, in particolare al presidente Javier Tebas, che nei giorni scorsi aveva sottolineato come il 33enne argentino si sarebbe potuto liberare del club blaugrana solo tramite il pagamento di 700 milioni di euro.

Il contratto

Non sappiamo quale contratto sia stato analizzato e su quali basi si sostiene che il suddetto preveda una clausola risolutiva applicabile nel caso il giocatore decida di risolvere tale vincolo in maniera unilaterale”, spiega Jorge Messi in un comunicato. Secondo il padre del 6 volte Pallone d’Oro si tratta di ”un evidente errore da parte della Liga. Così come indica letteralmente la clausola 8.2.3.6 del contratto firmato dal giocatore col club: questo indennizzo non si applicherà qualora la risoluzione del contratto per decisione unilaterale del giocatore abbia effetto a partire dal termine della stagione 2019/2020. E’ ovvio quindi che la clausola di risoluzione da 700 milioni di euro non sia assolutamente applicabile”.

La replica della Liga: ”Lontana interpretazione del contratto”

Non si è fatta attendere la risposta della Liga alla nota di Jorge Messi: ”Una risposta che conferma l’ interpretazione decontestualizzata e letteralmente lontana del contratto, motivo per cui la Liga conferma il comunicato pubblicato lo scorso 30 agosto”. Dunque Tebas e il suo staff restano fermi sulle proprie posizioni.

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Nations League- torna in campo la nostra nazionale che non va oltre il pari contro la Bosnia

L’Italia torna in campo e riparte con un pareggio, interrompendo così la striscia di vittorie consecutive dopo 11 successi. L’esordio in Nations League contro la Bosnia, a Firenze, si chiude sull’1-1 per effetto dei gol di Dzeko e Sensi. Gli azzurri sono parsi ancora imballati, sospesi tra una stagione finita in modo anomalo e le gambe ancora pesanti in vista della nuova annata. Si tornerà in campo già lunedì, per una sfida decisamente più complessa contro l’Olanda.

L’atmosfera ovattata del Franchi si rivela la giusta cornice per un primo tempo soporifero, privo di occasioni degne di nota e, di riflesso, di gol. L’Italia fa la partita come ci si aspetta, controlla il gioco e gestisce il possesso palla, ma si ferma puntualmente ai 20 metri dalla porta avversaria. Manca più fluidità nel ritmo di gioco e l’idea giusta per mettere qualcuno degli azzurri in condizione di segnare. Tutti gli uomini migliori non sembrano particolarmente ispirati: Chiesa è evanescente, Insigne non si nasconde ai compagni ma incide poco.

Nel secondo tempo la partita si rivela più viva sin dai primi minuti di gioco, anche grazie ad una Bosnia più intraprendente, che esce dal proprio guscio e spaventa subito l’Italia colpendo il palo con Hodzic. Passano due minuti e la scena si ripete sul verso opposto, con Insigne che centra il palo con un colpo di testa dopo aver trovato l’inserimento con i tempi giusti su un buon cross di Chiesa. Qualcosa sta per succedere, si percepisce chiaramente, ma succede nell’area di rigore sbagliata. Dzeko sfrutta una mischia per trovare il tocco vincente e battere Donnarumma da pochi passi. L’Italia si ritrova sotto nel punteggio quasi senza rendersene conto, dopo una partita controllata per lunghi tratti, pur senza incantare. La reazione è immediata e trova subito il meritato pareggio, con un pizzico di fortuna: Sensi va al tiro appena dentro l’area, la deviazione di Sunjic spiazza il portiere bosniaco e regala il pari agli azzurri. Nel finale di gara Mancini mette in campo Zaniolo, Immobile e Kean nel tentativo di trovare il gol della vittoria, ma lo sforzo generoso prodotto dall’Italia produce appena un paio di situazioni interessanti e nulla più.