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Inchiesta sanità Umbria, la Lega chiede le elezioni

Per gli esponenti della Lega Umbria servono elezioni al più presto, e il partito si dice pronto a subentrare alla guida della Regione.

Tutti pronti a scalzare il Partito Democratico dall’Umbria. L’assist perfetto arriva dai magistrati, che ora stanno indagando su alcune irregolarità in un concorso per assunzioni in ambito sanitario. La Gdf ha arrestato quattro persone, tra cui il segretario del Pd dell’Umbria Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale Luca Barberini. “Quello che ha fatto il Pd è aver portato una regione al tracollo” hanno sentenziato alcuni esponenti umbri della Lega, Virginio Caparvi, Luca Briziarelli, Riccardo Augusto Marchetti, insieme al consigliere regionale Valerio Mancini. “Carte alle mano emerge che hanno usato la loro appartenenza politica per nomine alla sanità”, hanno proseguito, nl corso di una conferenza stampa convocata appositamente per commentare la vicenda giudiziaria. Le dichiarazioni sono state pronunciate dalla sede della Lega di Perugia, da cui è arrivata anche un’altra sfida: “Chiediamo al Pd e alla presidente Marini di fare un passo indietro, il tempo è scaduto. La Lega Umbria è pronta ad assumere la responsabilità di governo in elezioni che devono arrivare quanto prima”. È Matteo Salvini a dettare la linea: “I cittadini dell’Umbria sono malgovernati da troppo tempo; elezioni Regionali subito”.

Il deputato del Partito Democratico Walter Verini, neo commissario dem in Umbria, risponde a tono: “Salvini non ha i titoli etici per parlare e darci lezioni, finché non restituirà i 49 milioni che la Lega deve agli italiani”. Nel frattempo, a peggiorare la situazione per i dem, c’è anche l’iscrizione al registro degli indagati della presidente della Regione Catiuscia Marini (PD), che però ribadisce la sua “assoluta estraneità”. “Ho appreso grazie al puntuale lavoro degli inquirenti di una situazione sconcertante che se sarà confermata risulta molto grave per la nostra regione”. “In questa fase mio interesse è ricercare la verità”, continua Marini, e sferza un “No a strumentalizzazioni”: “Non posso che vedermi come una interlocutrice prima ancora che soggetto a difesa della autorità inquirente”.