Roma, dipendenti di una ditta privata rubavano materiale informatico nella Città Giudiziaria di Piazzale Clodio: arrestati

L’accusa è di furto aggravato e continuato in concorso

 

 

Negli ultimi due anni, padre e figlio, rubavano materiale informatico e di altro genere all’interno della Città Giudiziaria a piazzale Clodio, Roma. I due erano dipendenti di una ditta privata operante nella struttura. Grazie ad una lunga attività investigativa, coordinata dalla locale Procura, gli investigatori sono riusciti a risalire agli autori del reato: P.A. di 58 anni e P.I., di 39 anni, appunto padre e figlio. Ieri mattina gli agenti della Polizia di Stato, in servizio presso le sezioni di Polizia Giudiziaria del Tribunale, insieme a quelli in servizio al Commissariato di Palazzo di Giustizia, hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari per furto aggravato e continuato in concorso, emesse dal Tribunale il 4 marzo scorso a carico dei due dipendenti. Con la stessa ordinanza è stata disposta la misura cautelare personale del divieto di dimora a carico di un terzo soggetto tale P.E., romano di 75 anni, titolare di un negozio in zona Marconi, indagato per ricettazione continuata.




Ostia, accoltellamento davanti alla palestra degli Spada: 53enne ferito gravemente

 Il 53enne si è rifiutato di collaborare e non ha risposto alle domande né degli inquirenti né dei sanitari

 

 

Uomo a terra sul marciapiede riverso in una pozza di sangue, ridotto in fin di vita dopo un accoltellamento. Questa è l’immagine che si è presentata alla Polizia di Ostia Lido, nella notte tra lunedì e martedì, in piazza Gasparri. Poco dopo le 4:00 del mattino è arrivato l’allarme alla Centrale e i soccorsi sono intervenuti immediatamente a rianimare l’uomo, che è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Grassi di Ostia dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’intestino.

Un agguato in piena regola. La vittima è un uomo di 53 anni che si è accasciato a terra, privo di conoscenza, proprio davanti le saracinesche dell’ex palestra di Roberto Spada, il reggente dell’omonimo clan del litorale romano. L’uomo ha riportato ferito all’addome da un’arma da taglio, probabilmente un coltello a serramanico. Le forze dell’ordine, secondo le prime indiscrezioni, pensano che possa essere vittima della “guerra” tra clan Spada e Cileni. Infatti la «vietta», così la chiamano nel gergo criminale, è dove da una parte ci sono gli Spada con le loro palestre e dall’altra i «cileni», ovvero i clan sudamericani che gestiscono parte del traffico di droga sulla «piazza», ma anche giri di usura ed estorsioni. Coinvolto nell’agguato di martedì notte ci sarebbe proprio un 62enne cileno, trovato a pochi isolati di distanza mentre scappava con una ferita alla testa. In base alle prime ricostruzioni potrebbe essere stato lui il primo a essere stato colpito al cranio e che poi avrebbe reagito con una coltellata nei confronti del 53enne, colpendolo all’addome.

Scavando un po’ più a fondo nella vita del 53enne è saltato fuori un dettaglio curioso: un anno fa, nello stesso giorno, l’uomo è scampato a una sparatoria. Era stato gambizzato mentre rientrava a casa ma se l’era cavata con una ferita d’arma da fuoco alla gamba. Come accadde lo scorso anno, anche questa volta il 53enne si è rifiutato  di collaborare e non ha risposto alle domande né degli inquirenti né dei sanitari che gli prestavano i soccorsi.

 




Roma, evita truffa dello specchietto e viene picchiato: denunciati malviventi grazie al numero di targa

Il giovane aggredito è riuscito a memorizzare la targa dei ladri e li ha incastrati

 

 

Non solo ha evitato di cadere nella truffa dello specchietto, ma dopo essere stato picchiato dai ladri, ha avuto anche la prontezza di prendere il numero di targa per incastrarli. Il protagonista è un giovane 20enne di Pomezia, che sabato sera decide di andare al cinema con la sorella appena maggiorenne al Warner Village di Roma. I due stanno aspettando che un’auto esca dal parcheggio per poter lasciare la vettura, quando si affianca loro una macchina con a bordo due uomini e una donna. I tre loschi individui iniziano ad insultare il ragazzo e gli fanno cenno di scendere dall’auto, ma il ragazzo prontamente rifiuta. Allora i malviventi lo accusano di aver urtato e rotto lo specchietto della loro auto, ma il 20enne non ci casca e minaccia di chiamare i Carabinieri. La reazione dei furfanti è eccessiva, afferrano il ragazzo trascinandolo fuori dall’abitacolo e iniziano a picchiarlo. Dopo aver sferrato calci e pugni al povero malcapitato, i tre risalgono in auto e fuggono.

Nonostante sia traumatizzato e ferito, il giovane riesce a prendere il numero di targa dei tre aggressori. Il 20enne e la sorella corrono subito a Pomezia e si recano al pronto soccorso della Sant’Anna, dove al ragazzo vengono medicate le escoriazioni e le contusioni. Il giorno dopo la vittima va a sporgere denuncia dai Carabinieri e porta con se il numero di targa dei tre malviventi. In un batter d’occhio gli aggressori vengono identificati: si tratta di tre cugini alla lontana, due romani e uno della provincia di Salerno, con precedenti. I militari mostrano le foto al 20enne e lui subito li riconosce, così sono scattate le denunce a piede libero per i malviventi. L’indagine però non si ferma perché gli investigatori stanno verificando se i tre hanno messo a segno altre truffe simili.




Avv. Bernardini de Pace presidente onorario “Movimento Genitori Separati”

L’avvocato Annamaria Bernardini de Pace è stata nominata presidente onorario dell’Associazione Aps “Movimento Genitori Separati”.

In seguito al rinnovo delle cariche sociali dell’Associazione Aps “Movimento Genitori Separati”, l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace è diventata Presidente Onorario. La notizia è stata resa nota dal Presidente e Fondatore del Movimento Marco A. Doria. Nel comunicato stampa diffuso dall’associazione si legge che: “L’Avvocato Bernardini De Pace porta in dote consigli ed esperienza per tutti i giovani Avvocati che fanno parte dell’Associazione, oltreché garanzia di professionalità e assistenza legale ai massimi livelli, su tutto il territorio Nazionale.” Un ruolo molto importante, per una donna di spicco del foro italiano, da ormai 30 anni. Andiamo ora ad analizzare di cose si occupa l’associazione e perché l’avvocato Bernardini de Pace è stata scelta per una carica così importante.

“Movimento Genitori Separati”

Il Movimento Genitori Separati è un’associazione no-profit che “ha per oggetto l’intervento e la prevenzione per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare riferimento alle problematiche psicologiche e giuridiche connesse alle separazioni coniugali, volendo promuovere forme di affidamento dei figli minori che garantiscano nell’ottica della tutela del bambino la presenza e la cura di entrambi i genitori anche se separati; alle adozioni; ai riconoscimenti e disconoscimenti di paternità o maternità; all’abbandono, abuso e maltrattamento del minore dall’infanzia all’adolescenza, coltivando altresì lo studio, la ricerca, la divulgazione di discipline psicologiche e giuridiche relative alla famiglia ed ai minori, contribuendo e sostenendo il continuo aggiornamento ed evoluzione delle leggi in materia di diritto di famiglia, curando l’approfondimento e la conoscenza delle normative degli altri paesi Europei.”

Insomma, un’associazione che si occupa della famiglia e dei bambini a tutto tondo, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei minori in caso di separazione dei genitori ed eventi traumatici. Non solo, lavora anche con i bambini che sono stati adottati e che devono fare il loro ingresso in una nuova realtà familiare. A livello pratico, l’associazione si occupa anche di fornire supporto psicologico e giuridico, nel caso in cui una famiglia non potesse permetterselo. Insomma, una vera manna dal cielo per chi si trova in una situazione difficile e non sa come uscirne.

 

Annamaria Bernardini de Pace

A questo punto è lecito cercare la connessione tra l’associazione e l’avvocato Bernardini de Pace. Come sappiamo, si tratta di una avvocato che si occupa di diritto di famiglia, chiamata anche spesso in televisione per dare pareri o fornire spiegazioni su casi particolari. Ad esempio, quando ci fu il divorzio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario e Bernardini de Pace venne chiamata da La7 per parlare in modo più approfondito dell’assegno milionario che il Cavaliere dovette dare all’ex moglie. Non solo, Annamaria Bernardini de Pace è anche l’ex suocera di Raul Bova. Ma tolti questi dettagli più mondani, stiamo parlando senza dubbio di un’affermata professionista che lavora in campo giuridico e non solo. La sua carriera, perlomeno in campo giuridico, coincide con la fine del suo matrimonio. Dopo la fine della relazione con Francesco Giordano, da cui ha avuto due figlie e non ha mai chiesto il mantenimento, inizia ad occuparsi di diritto d’autore.

Il 1987 è stato un anno di svolta. Un vero e proprio turning-point, per usare un anglicismo. Dopo aver scritto un commento ad una sentenza sul Corriere della Sera, il giornalista Indro Montanelli, all’epoca direttore della testata, le consiglia di occuparsi di separazioni e divorzi. Nel 1989 Bernardini de Pace fonda il suo studio legale, dove tuttora si occupa principalmente di questioni legate al matrimonio e non solo. Inoltre, è anche una giornalista e una blogger. Tra il 1987 e il 1999 ha lavorato come pubblicista per il Giornale, nel frattempo, dal 1995 al 1998, è stata consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Inoltre, ha collaborato anche con IO donna, l’inserto al femminile del Corriere della Sera. Successivamente ha pubblicato nove libri, tutti sul tema del diritto di famiglia. Il primo, Separiamoci insieme, è stato pubblicato nel 1996 per Sperling & Kupfer. Gli ultimi sono stati, rispettivamente, Diritti diversi: la legge negata ai gay per Bompiani nel 2009, e Dall’amore all’amore, il diritto di famiglia per tutti, nel 2014. Nel 2012 ha lanciato il suo blog Dall’amore all’amore, che si occupa prevalentemente di iniziative editoriali e di organizzare corsi prematrimoniali non religiosi.

 

Come mai la scelta: l’importanza degli ideali

Chiaramente non si tratta di una casualità, se alla fine è stata scelta l’avvocato Bernardini de Pace come presidente onorario dell’Associazione Aps Movimento dei Genitori Separati. Basta leggere i valori espressi sul sito del suo studio legale, per avere un’idea ancora più chiara di come la pensi l’avvocato Bernardini de Pace su certi argomenti. “Ciascuno di noi può fare benissimo da solo, ma insieme sappiamo dare davvero il meglio”. E poi: “Credo fermamente nell’efficienza del gruppo di lavoro; dedico quindi, ogni giorno, parte della mia attività alla formazione dei professionisti che scelgo per lavorare con me. Cerco di trasferire loro l’esperienza, maturata negli anni, di avvocato specializzato nei diritti della persona, sia come singolo, sia come membro delle formazioni sociali, nel rispetto della persona e di coloro che ruotano attorno a essa”.

In sintesi, il valore cardine, qui declinato in due principi è l’importanza del gruppo. In questo caso è applicato al contesto della professione di avvocato, ma si può analizzare anche con un respiro più ampio. Certo, da soli ce la possiamo anche cavare, tuttavia, per riuscire al meglio dobbiamo essere un gruppo. Grazie al fare insieme si riesce pienamente. Si raggiungono obiettivi più alti. In questo modo, viene dato valore al lavoro di squadra, un aspetto che, purtroppo nella società individualista in cui viviamo, tendiamo a non tenere in considerazione. Dunque, mettendo insieme l’esperienza dell’avvocato Bernardini de Pace nelle questioni matrimoniali, la sua attenzione al lavoro di squadra e la sua dedizione e professionalità, la scelta non poteva che ricadere su di lei. Grazie alla sua esperienza ormai trentennale, sarà sicuramente in grado di dare un contributo importante all’Associazione Aps Movimento dei Genitori Separati.

 

A cura di B.P.

 

Claudia Bortolotti

 

 

 




Roma, truffavano acquirenti on-line e poi li minacciavano spacciandosi per Casamonica alla richiesta di rimborso

156 truffe accertate per la vendita online di telefoni cellulari, dispositivi elettronici e piscine da esterno

 

 

 

Truffavano la gente online e poi, alla richiesta del rimborso, rispondevano con minacce di vario tipo. Cinque persone sono state arrestate a Roma e provincia dai carabinieri della stazione di Colonna, su disposizione del gip del Tribunale di Tivoli. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alle truffe, mentre l’organizzatore del sodalizio è accusato anche di minaccia aggravata. Le truffe per il momento verificate sono 156, ma gli investigatori sono convinti che possano essere molte di più. Le indagini sono iniziate nel settembre 2017, dopo la denuncia di alcuni acquirenti raggirati.

Le cinque persone arrestate pubblicavano su internet annunci di vario tipo, a prezzi super concorrenziali, per la vendita di telefoni cellulari, dispositivi elettronici e piscine da esterno. Il pagamento doveva essere anticipato tramite ricarica postepay ma la merce non arrivava mai agli acquirenti. Le vittime del raggiro chiedevano spiegazioni ai venditori, che additavano le ditte incaricate della spedizione e negavano il rimborso. Infatti gli ignari compratori, alla richiesta di riavere indietro i soldi, si vedevano raggiungere da minacce di vario tipo: dalla violenza fisica, vantando legami con il clan dei Casamonica, fino alla pubblicazione di annunci su siti di incontri per prestazioni sessuali a pagamento con il numero di telefono della vittima.

Si parla di un giro di truffe da circa 25mila euro. Il capo del sodalizio criminale è un 40enne romano, che ora si trova in carcere. Gli altri arrestati, un romano di 50 anni, una romana di 42 anni, un calabrese di 31 anni e una russa di 29, si trovano invece agli arresti domiciliari. Una sesta persona è indagata, ma in stato di libertà.




Regista arrestato a Roma, abusava di aspiranti attrici (anche minori): «Ti faccio fare un film»

 

Avrebbe abusato di aspiranti attrici durante lo svolgimento di provini cinematografici per la produzione di un ipotetico film, mai realizzato. L’uomo, Pino Flamini, 69enne romano, è stato arrestato oggi dai carabinieri della Compagnia San Pietro. E’ ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque ragazze, di cui tre minorenni all’epoca dei fatti. Gli episodi sono avvenuti tra il 2011 ed il 2018 durante lo svolgimento di provini all’interno del piano seminterrato degli studi dell’Accademia di recitazione in zona Aurelia, di cui il regista e produttore artistico è presidente.

I carabinieri della compagnia San Pietro hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti dell’uomo, emessa dal gip di Roma su richiesta della Procura. Il regista si trova ora ai domiciliari. Il provvedimento trae origine dall’indagine, condotta dai Carabinieri della compagnia San Pietro e coordinata dal Gruppo reati contro le vittime vulnerabili della Procura di Roma diretto dal procuratore aggiunto Maria Monteleone.

Le indagini sono scattate in seguito a una denuncia presentata ai carabinieri della stazione Madonna del Riposo da due collaboratori dell’uomo.

Gli abusi si sarebbero consumati durante alcuni finti provini in cui l’uomo inscenava, in maniera ingannevole, uno stupro. Grazie alle testimonianze delle vittime e alla visione del materiale informatico sequestrato, recuperando anche file cancellati dalla memoria dell’hard disk, sarebbe stato possibile ricostruire che l’uomo, si presentava come affermato regista e prospettava alle ragazze una redditizia carriera nel mondo dello spettacolo.




Roma, rapina con ostaggi in farmacia sull’Appia: ladro armato di coltello è fuggito

Clienti e dipendenti tenuti in ostaggio

 

 

Paura in una farmacia in via Appia Nuova a Roma, dove un bandito armato di coltello ha tenuto in ostaggio clienti e dipendenti, poi si è dato alla fuga col bottino. Ieri poco prima delle 19:00, nella farmacia davanti al centro commerciale a Furio Camillo, un ladro solitario è entrato nel locale minacciando di morte i presenti. Rapidamente si è diretto verso le casse ed ha svaligiato l’attività. A chiamare le forze dell’ordine è stato un passante, che ha visto dall’esterno gli ostaggi impauriti. In pochissimi minuti il ladro ha terminato la rapina e si è dato alla fuga. Sul posto sono accorsi alcuni equipaggi della Polizia che hanno immediatamente perlustrato la zona ma del fuggitivo non vi era più alcuna traccia. Ora si procederà con l’identikit del ladro: indossava sciarpa, cappello ed occhiali. Non è escluso che potrebbe già essere il responsabile di altri colpi in zona.




Roma, regista arrestato per violenza contro 5 aspiranti attrici, di cui 3 minorenni

«Ti faccio fare un film»

 

 

Violenza sessuale aggravata è l’accusa per P. Flamini, regista 69enne di Roma, che approfittava della sua posizione per compromettere le aspiranti attrici. I carabinieri della Compagnia San Pietro hanno arrestato l’uomo accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di cinque ragazze, di cui tre minorenni all’epoca dei fatti. Tra il 2011 ed il 2018 Flamini avrebbe costretto le attrici ad avere rapporti con lui durante i provini per la produzione di un ipotetico film, mai realizzato, all’interno degli studi di un’accademia in zona Aurelia.

Reclutava le giovani attrici attraverso gli annunci online e si faceva chiamare “il maestro”. Le richieste erano sempre le stesse: «età tra i 18 e i 22 anni, di bellissima presenza e non troppo alte». Vietava categoricamente di «non contattare direttamente o telefonicamente le produzioni», per evitare di essere scoperto. Le violenze sono terminate dopo la denuncia di due stretti collaboratori del regista, che hanno raccontato tutto ai Carabinieri.

Flamini è stato arrestato oggi dai militari della compagnia San Pietro, eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma su richiesta della Procura della Repubblica. L’uomo si trova ora ai domiciliari.




Tav: Di Stefano, non si farà

 

“Alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni, è evidente che la Tav non si farà”. Lo afferma Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Affari Esteri (M5S), intervenendo questa mattina a L’Aria Che Tira su La7.




Cucchi. c’era relazione segreta autopsia

 

“Il 30 ottobre 2009 era stata fatta una relazione preliminare sui primi risultati dell’autopsia di Cucchi tenuta segreta ma di cui il Comando Provinciale e il Gruppo Roma sapevano”. Lo ha detto il pm Giovanni Musarò nel corso del processo sulla morte di Stefano Cucchi. In quel documento preliminare si sottolineava che “la lesività delle ferite allo stato non consentiva di accertare con esattezza le cause della morte”. Ma, ha detto il pm, “nei verbali dei Carabinieri, invece, già si sosteneva che non c’era nesso di causalità tra le ferite e la morte. Se nel 2009 non si conoscevano le cause della morte com’è possibile che i carabinieri nei loro documenti già lo sapessero?” .