Allevamento lager di asini tra Piemonte e Liguria: due denunce

I due “allevatori” sono stati denunciati con l’accusa di malgoverno e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura

GENOVA – Carcasse abbandonate nei campi, scarse condizioni igienico sanitarie, animali, quando non morti, denutriti. È questo lo scenario apocalittico che si sono trovati davanti i carabinieri forestali che sono intervenuti per interrompere i numerosi maltrattamenti nei confronti di oltre 90 asini perpetrati da due soci di un’azienda agricola con sede tra i comuni di Bosio (Alessandria) e Ceranesi (Genova).

Nell’allevamento, finanziato anche con fondi Ue, sono stati trovati 12 asini senza vita e altri ottanta in pessime condizioni igienico-sanitarie e visibilmente deperiti. I militari hanno denunciato i due agricoltori con l’accusa di malgoverno, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e inosservanza di un provvedimento in materia d’igiene. Le indagini sono partite dopo che la trasmissione Striscia la notizia si era occupata della vicenda. Nel corso del sopralluogo, i carabinieri, coadiuvati dal personale della Asl genovese e alessandrina, hanno anche ritrovato una carcassa di un asino morto da almeno due settimane lasciata all’interno di una pozza d’acqua. Sono state riscontrate altri 5 morti risalenti a qualche giorno prima. L’Asl di Genova ha ordinato l’immediato ricovero in una struttura idonea per gli animali, mentre quella di Alessandria ha disposto un controllo all’istituto zooprofilattico di Torino. L’ipotesi dei veterinari è che la morte possa essere stata causata da una infezione da virus erpetico




Voci smentite, le piste sciistiche venete saranno pronte per la prossima stagione

Ha iniziato a circolare la voce che le piste sciistiche del Veneto non sarebbero state pronte per l’imminente stagione invernale. Si trattava di voci infondate.

Il maltempo in Veneto ha certamente messo in ginocchio la regione. I danni ambientali causati da venti e piogge hanno ben pochi precedenti della stessa portata, e in molti sono ora alla ricerca delle cause di tale sofferenza. La mancata manutenzione, i condoni edilizi che per troppo tempo hanno permesso che il problema del dissesto idrogeologico non venisse affrontato, “l’ambientalismo da salotto” (nelle parole di Matteo Salvini), sono solo alcune delle cause addotte per spiegare come mai il Veneto abbia sofferto così tanto per l’ondata di maltempo.

Se è vero che la regione, e soprattutto i suoi alberi, hanno subito danni irreversibili, il Veneto non permetterà che la situazione comprometta le attività che la vedono al primo posto in Italia. Si parla soprattutto degli impianti sciistici, che ogni anno attirano nei meravigliosi paesaggi montani delle Dolomiti venete moltissimi turisti. Nonostante le voci, che avevano cominciato a circolare, secondo cui gli impianti non sarebbero stati pronti per la stagione invernale 2018-19, il governatore Luca Zaia e l’assessore al turismo della Regione, Federico Caner, hanno tolto ogni dubbio. Il Veneto sarà pronto per gli sciatori dell’imminente stagione.

“Sta circolando una voce del tutto falsa, che danneggia ulteriormente un territorio ferito ma che sta già lavorando per risollevarsi in tempi brevi: la montagna veneta sarà pronta per la stagione invernale 2018/2019 e chi vorrà trascorrere le sue vacanze nelle nostre località sciistiche troverà l’accoglienza di sempre”, ha detto Caner. “La montagna veneta sarà pronta ad aprire impianti e piste per la stagione sciistica in arrivo, già l’8 dicembre”, ha fatto eco Zaia, smentendo ulteriormente le dicerie. “Circolano strane voci che sarebbe meglio tacessero se non sanno”. “Su piste e impianti si stanno facendo verifiche e interventi e non ci saranno chiusure o ritardi nell’apertura della stagione dello sci. L’8 dicembre tutta la montagna veneta risponderà presente, perché tutto ciò che serve si sta già facendo. Il rilancio sarà lungo e faticoso, ma proprio per questo non è il caso di aggiungere problemi falsi ai tanti veri che ci sono”.




Associazione costruttori europei di automobili: “Nuovi modelli rispettano già i limiti di emissione 2020”

L’international Council on Clean Transportation aveva attaccato auto Diesel ritenendole altamente inquinanti. La Acea controbatte con uno studio sui nuovi modelli.

L’Associazione dei costruttori europei di automobili ha realizzato uno studio sui nuovi modelli diesel venduti in europa, sostenendo che le auto di ultima generazione hanno basse emissioni inquinanti e che rispettano i limiti di legge. Nell’ultimo anno sono stati immessi sul mercato europeo circa 270 nuovi tipi di auto diesel omologate secondo l’ultimo standard Euro 6.

I risultati della ricerca, chiarisce l’associazione, vengono misurati in condizioni di guida reali dai conducenti delle varie autorità nazionali di omologazione. “Tutte queste auto diesel hanno registrato emissioni ben al di sotto della soglia” di ossidi di azoto (NOx) nei test, che è applicabile a tutte le nuove auto prodotte da settembre 2017. Inoltre, “già oggi la maggior parte di questi veicoli mostra risultati che sono al di sotto dei limiti più severi, che saranno obbligatori da gennaio 2020”, conclude l’Acea.

Questo studio è stato fatto per rispondere ad un’altra ricerca risalente a giugno 2018, eseguita dall’international Council on Clean Transportation, che etichettava le nuove auto come fuori norma di legge. Infatti, stando ai test di giugno, le auto diesel prodotte dal 2017 avrebbero emissioni quasi quattro volte superiori a quelle consentite. Resterebbero di fatto altamente inquinanti seppur leggermente migliori dei modelli del 2016, i quali sarebbero cinque volte maggiori rispetto al limite ufficiale Ue di 0,08 mg di ossidi di azoto (NOx) per chilometro.

 



Veneto in ginocchio per il maltempo, attivato conto corrente solidale

Dopo l’ondata di maltempo che ha devastato il Veneto, il presidente Luca Zaia e Matteo Salvini hanno fatto un giro di ricognizione nelle aree più colpite.

“Le scene apocalittiche che abbiamo appena visto meritano un piano Marshall per la montagna, anche se l’espressione è abusata. Ma dobbiamo partire non dalle macerie ma dalle ceneri”. Queste le parole del presidente del Veneto Luca Zaia, al termine di un giro di ricognizione sui territori regionali devastati dal maltempo. Il bellunese è certamente l’area veneta che più sta soffrendo per il brutto tempo degli ultimi giorni, perciò nelle ultime ore Luca Zaia e il ministro dell’Interno Matteo Salvini sono stati impegnati in queste zone per vedere con i loro occhi i danni. “Dobbiamo ripristinare il patrimonio distrutto, e farlo così rapidamente da evitare che la popolazione sia indotta ad andarsene dalla montagna”, ha aggiunto Zaia.

Un conto corrente destinato a donazioni solidali da parte dei cittadini: gli estremi.

Per aiutare il Veneto a rialzarsi, però, servono soluzioni concrete, e Zaia lo sa. Per questo sono state escogitate delle soluzioni per creare disponibilità economica e finanziaria per soccorrere le popolazioni che vedono i loro quartieri distrutti e stravolti. In un primo momento è stato attivato il numero solidale 45500 attraverso cui è possibile donare 2 euro da sms o 5 da rete fissa. Poi la Regione ha anche approvato l’attivazione di un conto corrente dedicato a donazioni di solidarietà da parte della popolazione, con il supporto del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

Il Conto Corrente è attivato presso la Banca Unicredit Spa, tesoriere regionale, ed è denominato “Veneto in ginocchio per maltempo ott. – nov. 2018”. La Regione ha fornito il codice Iban: IT 75 C 02008 02017 000105442360. La causale è: “Veneto in ginocchio per maltempo ottobre-novembre 2018”. “Spero che questo conto corrente possa avere la diffusione più ampia possibile e che, come sempre, possa trovare riscontro nella grande generosità della gente”, ha detto il Governatore Zaia. Da parte mia un solo impegno e una sola garanzia: ogni centesimo che verrà versato andrà destinato solo ed esclusivamente per aiutare le persone in difficoltà”. Più tardi Zaia ha anche confermato che a poche ore dalla diffusione del codice Iban sono già stati registrati numerosi versamenti.




Maltempo, Toti fa sopralluogo a Portofino: “In estate tornerà ai turisti”

Toti: “Chiederemo subito, nello stato d’emergenza, la sospensione delle tasse, dei mutui, per dare un ristoro agli imprenditori in difficoltà”

Questa mattina il governatore ligure Giovanni Toti, come anticipato ieri, ha presenziato ad un sopralluogo a Portofino, per verificare le condizioni delle infrastrutture dopo i numerosi danni causati dal maltempo in questi ultimi giorni. A bordo dell’imbarcazione della Guardia Costiere con la quale ha raggiunto la nota località turistica, ha ricordato che quella di due giorni fa «è stata una tempesta di proporzioni enormi, forse come quelle che siamo abituati solo a vedere nei telegiornali e che avvengono ai Caraibi». L’area devastata è uno dei principali luoghi del turismo ligure e, ha ribadito il governatore deve ripartire in tempi brevi: «Chiederemo subito, nello stato d’emergenza, la sospensione delle tasse, dei mutui, per dare un ristoro agli imprenditori che sono in difficoltà: non devono avere bollettini di tasse che possano aggravare la loro situazione». Alla vista dei degli alberghi danneggiati e dei ristoranti distrutti l’esponente ligure di Forza Italia ha più volte esclamato: «Qui, fino a qualche giorno fa, la sera si mangiava all’aperto con i piedi in mare. Ora non c’è più niente, ma sono convinto che chi arriverà qui la prossima primavera ritroverà tutto costruito perchè la voglia di ripartire è tanta».

Passando vicino al pezzo di strada crollata a causa della violenza impetuosa del mare con onde fino a 10 metri, sita qualche metro più in basso rispetto allo splendido complesso della Cervara, Toti ha ribadito l’impegno della regione affinché «la strada venga necessariamente rimessa in funzione nei prossimi mesi. Non è un lavoro facile, è un’opera di ingegneria molto complessa. Ci stiamo lavorando e lunedì in prefettura a Genova ci sarà una riunione operativa per progettarla».

«Penso che in ogni caso la strada debba esser pronta per la prossima stagione. Ci sono lesioni importanti, altre zone che hanno dei cedimenti ma ci sono possibilità E’ comunque indispensabile farla»

A bordo di una motovedetta della capitaneria di porto, il presidente Toti ha quindi raggiunto il celebre borgo del Tigullio per un incontro con il sindaco e i residenti che in queste ore hanno lavorato insieme ai soccorritori per liberare il paese dalle macerie portate dal mare in tempesta che ha distrutto la strada di collegamento con i paesi limitrofi.

Al momento Portofino è ancora isolata, la strada litoranea di collegamento con Santa Margherita è stata letteralmente inghiottita dal mare, franando in più punti.

«Con il Genio militare consolideremo e allargheremo la strada che attraverso il parco di Portofino arriva sulla via alta, in modo tale che il paese non resti isolato anche in caso di condizioni avverse del mare». È questo l’impegno assunto dalla Regione in materia di viabilità di emergenza. «Manca ancora il gas in paese – aggiunge Toti -, mentre è stata ripristinata l’elettricità nei giorni scorsi. La Regione, che ha già chiesto lo stato di emergenza, è al lavoro per dare ulteriore ristoro ai tanti imprenditori in difficoltà che devono passare un inverno molto lungo prima che rinizi la stagione turistica».

«Intanto – ha rassicurato – apriremo la strada sussidiaria sul monte dietro Portofino per non lasciare isolato il paese in caso di mareggiate poi comincerà un progetto per mettere in sicurezza e ripristinare la strada di collegamento. Non sarà una cosa facile ne’ rapidissima ma contiamo per l’estate prossima di restituire Portofino a tutti i milioni di turisti che vengono a visitarlo».

 Il comune di Portofino e il Pino della Carega

Il pino della Carega di Santa Margherita Ligure, rimasto integro e radicato al ‘suo’ scoglio nonostante la violenta mareggiata del 29 ottobre che ha distrutto la strada tra santa Margherita e Portofino, è diventato un simbolo e protagonista di un adesivo che sta diventando popolarissimo.




5-10 novembre, a Torino una settimana dedicata ai boschi

In occasione del IV Congresso Nazionale di Selvicoltura, Torino dedica una settimana ai boschi con eventi, incontri, installazioni e visite al verde cittadino.

Da lunedì 5 a venerdì 9 novembre a Torino si terrà il IV Congresso nazionale di selvicoltura presso il Centro congressi “Torino Incontra”. L’iniziativa è organizzata dall’Accademia italiana di scienze forestali (AISF) con la collaborazione della Regione Piemonte. Più di 500 persone parteciperanno a incontri per discutere di tutela dei boschi, sviluppo sostenibile dei territori rurali, produzioni forestali, filiera legno-energia. Parallelamente alla discussione accademica nelle aule universitarie, il convegno prevede anche un programma “off”, “Bosco bene comune”, che fino al 10 novembre coinvolgerà i cittadini e i visitatori.

La sei giorni torinese dedicata ai boschi si terrà dal 5 al 10 novembre. Saranno organizzati incontri, installazioni artistiche, proiezioni, visite guidate al verde cittadino, per le iniziative “off” di #Boscobenecomune. La città di Torino vuole così porre l’attenzione sulla biodiversità forestale, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza delle funzioni ambientali delle foreste, polmoni verdi del nostro pianeta, in una fase in cui il riscaldamento globale pone delle serie minacce alla biosfera. Il programma degli eventi “off” è interamente consultabile sul sito del Congresso di Selvicoltura, e prevede numerosi appuntamenti di divulgazione scientifica.

“Il 2018 è un anno molto importante per le foreste italiane: la superficie forestale ha raggiunto il 38% del territorio nazionale superando, per la prima volta dopo secoli, la superficie agricola” ha spiegato il presidente del Corso di laurea in Scienze forestali e Ambientali dell’Università di Torino, Renzo Motta. “Nello stesso anno il Corpo forestale è stato assorbito dall’Arma dei carabinieri, è stata istituita presso il MIPAAF una nuova Direzione foreste ed è stato pubblicato un nuovo Testo unico forestale. Il Congresso è un evento che si svolge ogni 10 anni ed ha l’obiettivo di fare il punto sulla situazione delle foreste e della gestione forestale discutendo contemporaneamente delle prospettive del prossimo decennio e di scenari futuri”.




Corsica Ferries e Fondazione Cima insieme per la tutela delle balenottere. Oltre 20 avvistamenti tra settembre e ottobre

A partire da novembre (fino a marzo), verrà avviata una campagna di monitoraggio invernale, nell’ambito del progetto Sicomar Plus che si occupa di sicurezza della navigazione

SAVONA – Oltre venti balenottere, che si muovevano in coppia, sono state avvistate lungo la tratta Nizza-Bastia e 4 durante un viaggio di monitoraggio sulla tratta Savona-Bastia. Sono questi i risultati della 12/ma stagione di monitoraggio cetacei dalle navi della Corsica Sardinia Ferries in collaborazione con la Fondazione Cima, il Centro in monitoraggio ambientale che ha sede al Campus universitario di Savona.

Il dato, come sottolinea Cima, «è sorprendente perché questi avvistamenti sono stati fatti tra fine settembre e metà ottobre, un periodo in cui solitamente veniva registrato un calo di presenze, ma quest’anno le condizioni meteo favorevoli hanno prolungato la stagione di avvistamenti».

A partire da novembre (fino a marzo), verrà avviata una campagna di monitoraggio invernale, nell’ambito del progetto Sicomar Plus che si occupa di sicurezza della navigazione. I dati raccolti in questo periodo serviranno a produrre le mappature per le stagioni invernali future e ad arricchire le conoscenze sull’ecologia e sugli spostamenti di questi animali. Verrà inoltre delineata una area di rischio di collisioni per balenottere e capodogli con le navi che transitano nel Santuario Pelagos, l’area marina di 87.500 km quadrati tra Francia, Liguria, Toscana, Corsica e nord della Sardegna.

Il “progetto di monitoraggi” ha debuttato nel 2007, e in poco più di dieci anni ha permesso di avvistare circa 8 mila cetacei, le balenottere osservate 1.600, i globicefali visti sono stati 516 e 41.500 le stenelle.

Lo studio è stato adattato per raccogliere dati su alcuni potenziali impatti, come il traffico nautico e i rifiuti marini galleggianti. «L’utilizzo delle navi di linea offre la possibilità di effettuare un campionamento sistematico e replicato nel tempo, che garantisce la possibilità di confrontare i dati e di realizzare studi ad elevato valore scientifico», commenta Paola Tepsich, ricercatrice della fondazione Cima.




Casertano, rogo doloso impianto rifiuti: ennesimo disastro ambientale

                                       

Ieri sera è andata in fiamme una sezione dello Stir di Santa Maria Capua Vetere. Ministro dell’ambiente Costa effettuerà sopralluogo in mattinata.

Ancora una volta si è verificato un incendio nel napoletano, di nuovo negli impianti per i rifiuti. Questa volta il fuoco è divampato in un capannone nello stabilimento di tritovagliatura ed Imballaggio rifiuti (Stir) di Santa Maria Capua Vetere, nella serata di ieri. A chiamare i Vigili del Fuoco sono state due signore che vigilano sull’impianto dopo aver sentito un odore acre ed essersi recate sul posto a perlustrare.

Il fumo ha pervaso tutta la zona circostante in un batter d’occhio, arrivando anche a Marcianise. Per domare l’incendio ci è volta tutta la nottata e ancora è attivo qualche focolaio. Il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Caserta, Luciano Buonpane, conferma: “il rogo è ormai domato, ci sono ancora delle fumarole per questo stiamo portando i rifiuti all’esterno del capannone, così anche grazie alla pioggia potremo spegnerli del tutto”.

Bruciato tutto il materiale sezionato e diretto all’inceneritore di Acerra. Si presume sia stato un incendio doloso in quanto, negli ultimi mesi, si sono verificati altri incidenti negli impianti per i rifiuti a Marcianise, a Pignataro, a Casalduni e la lista è ancora lunga.

Il Ministro dell’ambiente Sergio Costa effettuerà un sopralluogo in mattinata e assicura che lo stato sta stilando una banca dati sui siti a rischio. anche se è cosciente che non on basta il solo monitoraggio. “Siamo sotto attacco. Il territorio lo è. Tutti noi cittadini lo siamo – ha scritto il Ministro –  un altro incendio, sempre più grande, sempre nello stesso territorio.  E sempre in un impianto di stoccaggio di rifiuti. Quello che abbiamo ipotizzato e che abbiamo cercato di fermare mettendo i siti in una lista ad hoc, di siti sensibili, presso le prefetture, come sorvegliati speciali, ecco non basta.

Questi criminali  – aggiunge Costa – incendiano per costringerci a una nuova emergenza. Vogliono inginocchiare lo Stato. Ma noi non torniamo indietro e li vogliamo vedere marcire in carcere.  Lo Stato siamo noi, loro sono solo lo scarto della criminalità. Avvelenano il territorio, e i concittadini, per i loro sporchi affari.  Faremo sentire tutta la nostra forza. Carabinieri, indagini serrate, anche l’esercito se necessario: bisogna presidiare il territorio, far sentire alla criminalità organizzata i muscoli dello Stato, non lasciare soli i cittadini, mai. Tutto il governo deve essere presente in Terra dei Fuochi, e tutto il governo sarà presente. Non siete soli. Non lo sarete mai”.




Maltempo in Veneto, bilancio catastrofico: Zaia chiede aiuto al governo

Da giorni il maltempo si abbatte sul Veneto, provocando danni considerevoli. Il presidente Luca Zaia chiede intervento governativo e sgravi fiscali.

Bisogna “sostenere gli enti locali, il tessuto produttivo e i cittadini gravemente colpiti”, attraverso “ad esempio la sospensione delle rate dei mutui in essere, di tributi, imposte, tasse, adempimenti fiscali, dei termini di pagamento per l’energia elettrica e gas e di quelli per i contributi previdenziali, assistenziali, assicurativi nonché la possibilità di derogare all’obbligo di pagamento dell’ecotassa sui rifiuti”. Questa la proposta di Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, che invia un’informativa al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Zaia chiede così un provvedimento governativo specifico per aiutare i cittadini, le aziende e gli enti che hanno maggiormente sofferto per il violento maltempo che si è abbattuto sulla regione negli ultimi giorni.

Il bilancio dell’ondata di maltempo assume tratti catastrofici. Nel bellunese, zona più colpita dalla pioggia e dal vento, circa 60mila famiglie sono rimaste senza luce, 100mila polesani sono senza acqua potabile, 2000 strade sono state interrotte, 400km di sentieri sono ora impraticabili, quasi un migliaio di edifici lesi, il 40% della superficie boschiva bellunese è compromessa e le mareggiate hanno devastato una buona parte delle spiagge. Dopo le prime giornate di maltempo, Zaia aveva subito fatto un primo sopralluogo nel bellunese, insieme alle autorità locali. La prima stima riportata dal governatore era di “una miliardata” di danni. In quell’occasione Zaia aveva anche anticipato che avrebbe inviato a Conte un dossier per chiedere interventi. “Quelli finanziari li andremo a quantificare, ci sono misure auspicabili in questa fase sulle quali far mente locale. Ad esempio procrastinare il pagamento delle tasse per i territori che non possono organizzarsi. Da Rocca Pietore non è possibile inviare mail e neppure fare telefonate”, aveva detto Zaia, che ieri ha mantenuto la promessa rivolgendosi al capo del governo.




Maltempo, Toti: “In Liguria danni per più di 100 milioni di euro”

Domani mattina Toti e Giampedrone effettueranno un sopralluogo a Portofino

GENOVA – Il maltempo in Liguria ha deciso di prendersi una pausa. Oggi a Genova splendeva addirittura il sole. Eppure momenti per fermarsi a riposarsi e abbronzarsi non ce ne sono. Nelle regione regna ancora tanta preoccupazione per tutti i danni causati dalle piogge, dalle mareggiate e dalle intense raffiche di vento di questi ultime settimane. Sotto osservazione soprattutto le zone di Rapallo e Portofino. Mentre la prima è a forte rischio inquinamento per gli yacht affondati o sbattuti sugli scogli dalla violenta mareggiata dei giorni scorsi, la seconda è ancora isolata – perché difficilmente raggiungibile, e senza gas. Una frana minaccia la passeggiata di Monterosso alle Cinque Terre.

Domani mattina il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, effettueranno un sopralluogo a Portofino per fare il punto con il sindaco Matteo Viacava sulla strada da ricostruire e quella di emergenza da aprire sul monte con l’ausilio di unita’ del Genio militare dell’Esercito.

«I danni al sistema Liguria credo che ammontino a più di 100 milioni di euro, oltre ai 20-30 milioni di euro di danni di somma urgenza”, ha dichiarato lo stesso Toti in diretta a ‘W l’Italia – Oggi e domani’ su Rete 4.

Secondo Toti, la mareggiata che si è abbattuta sulla Liguria era «quasi imparabile ed obbliga le istituzioni a ripensare le opere a mare per la difesa della costa». Il governatore, che oggi è stato impegnato in numerosi sopralluoghi nelle zone colpite dal maltempo nella sua regione, ha poi anche ricordato: «Oggi Ameglia, Bocca di Magra, Fiumaretta, Sarzana e Marinella. Ieri sera riunione con tutti i sindaci della provincia di Spezia, ieri mattina in prefettura a Savona con tutte le amministrazioni dell’area. Domani saremo a Portofino isolata per fare il punto sulla strada da ricostruire e quella di emergenza da aprire sul monte col genio militare. In 72 due ore abbiamo incontrato oltre 100 sindaci, visitato tutte le zone più colpite dal maltempo. Abbiamo già chiesto e concordato con il Governo lo stato di emergenza. Nessuno è stato e sarà lasciato indietro e ricostruiremo tutto meglio di prima».