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Ecopass: cosa si sa per adesso

Dopo le pecore che brucano nei parchi e i ratti sterilizzati, la giunta capitolina ritorna all’attacco con uno dei suoi cavalli di battaglia che più impensierisce i cittadini: la Congestion Charge o Ecopass.

Proprio ieri sono ripresi i lavori della giunta capitolina per portare avanti questo progetto che, in realtà, bolle in pentola già da un po’. Ricapitolando, il Movimento 5 Stelle sogna di trasformare Roma in una capitale eco friendly e green disincentivando l’uso dei mezzi privati in favore dei mezzi pubblici. Di base non sembra un’idea pessima, ma analizzandola nei dettagli è facile capire come ci siano molti aspetti che lasciano i romani perplessi.

Come funziona l’accesso al centro adesso

Senza Ecopass, adesso le auto o le moto accedono al centro grazie ad una rete regolamentata da varchi Ztl. Se si oltrepassa un varco senza permesso si commette un’infrazione. Dunque, si paga una multa. Tuttavia, il sistema Ztl non porta ad una diminuzione considerevole dell’uso dei mezzi privati. La giunta Raggi ha pensato quindi di riprendere un modello già presente a Londra e Milano: la Congestion Charge o Ecopass.

Come funzionerebbe l’accesso al centro con l’Ecopass

Nel momento in cui venisse approvato l’Ecopass, rimarranno i varchi Ztl, ma per oltrepassarli bisognerà pagare. Ma quanto? Ancora no si sa. Il pedaggio verrà stabilito in una seconda fase di delibera. Per ora, dopo i lavori della giunta di ieri, è stato reso noto che il progetto partirà in fase sperimentale. Linda Meleo, assessore alla Mobilità, si augura che: “In un anno e mezzo l’Ecopass sia testato, con l’obiettivo di renderlo operativo entro il 2020.” Dunque in un paio d’anni il nuovo sistema Ecopass dovrebbe entrare a regime e si pagherebbe un ticket per entrare in alcune zone del centro. Visto che il ticket dovrebbe costare abbastanza, la gente prenderebbe i mezzi pubblici perché più convenienti dal punto di vista economico. Peccato che i mezzi pubblici di Roma manchino di una caratteristica fondamentale: l’efficienza. Che siano linee di terra o sotterranee, che ci sia la pioggia o il sole, c’è sempre qualche problema. Motivo per cui, i romani, giustamente, preferiscono muoversi in macchina. Certo, il traffico di Roma non è rilassante, ma la certezza di arrivare a destinazione è impagabile.

Gli altri partiti

Inutile dire che gli altri partiti non hanno accolto la decisione sull’Ecopass molto bene. Primo fra tutti il Pd. Enzo Foschi, vicesegretario del Pd Lazio, ha commentato: “La Raggi vuole far pagare 2 euro ai romani che entrano nel centro, sia in macchina che in ciclomotore o moto. Un’altra follia di questa sindaca improvvisata e assolutamente inadeguata. Diciamo no a questo pedaggio, a questa ulteriore tassa occulta per i romani, che per la Raggi sembrano polli da spennare. E non ci si dica che l’Ecopass esiste anche a Milano: lì i mezzi pubblici funzionano, a Roma prendono fuoco e non passano mai.” Il coordinatore dell’iniziativa politica del Pd Roma, Marco Tolli invece ha detto che: “La proposta dell’amministrazione 5 Stelle di far pagare 2 euro alle macchine e ai motorini che entrano all’interno dell’anello ferroviario è solo una tassa ingiusta, pensata senza tener conto della storia e delle reali condizioni della città.”

 

Roma Sceglie Roma

Altre critiche molto forti sono arrivate dal movimento civico Roma Sceglie Roma. Il presidente Raimondo Grassi ha detto: “No all’ennesimo balzello che il M5S intende introdurre con l’approvazione, nell’assemblea capitolina convocata il prossimo 6 settembre, della delibera che introdurrà nella Capitale l’ecopass, la tariffa per accedere all’interno dell’anello ferroviario. A Luglio siamo scesi in strada, quartiere per quartiere, con la campagna “#NoEcopass #BastaTasseSuiRomani” per informare i cittadini romani sulla volontà della giunta Raggi di inserire un pedaggio per tutti coloro che quotidianamente accedono con l’auto nell’area compresa all’interno dell’anello ferroviario, inclusi residenti e lavoratori. Dopo l’ennesima estate alle prese con crolli, voragini, bus andati in fiamme ora, con la scusa della difesa dell’ambiente e il contenimento del traffico, l’Amministrazione vuole inserire un nuovo e inaccettabile balzello a carico di tutti i romani e dei commercianti già penalizzati dalla Ztl e più in generale da tasse come la Tari e l’occupazione di suolo pubblico che sono tra le più elevate d’Italia.”

L’Ecopass a Roma e nelle altre città

Oltre al fatto di non essere accettata né dall’opposizione, né dai romani, l’Ecopass presenta soprattutto dei problemi a livello pratico. Per esempio, l’estensione. Come ha osservato Grassi: “L’area coinvolta nella Capitale riguarda 32 km quadrati e soprattutto un milione di cittadini che sono interessati, tra residenti e lavoratori. A Milano l’area C, per intenderci, è di appena 8 km quadrati con 79mila residenti, mentre a Londra la zona a pagamento è di 19 km e interessa 136mila residenti. Già solo questi dati dimostrano che la vera intenzione di questa amministrazione è fare cassa con la scusa dell’ambiente ma bisogna dire a tutti i romani che il traffico veicolare incide appena del 10% sullo smog, a differenza del riscaldamento degli edifici che pesa per il 67%”. Dunque dietro l’ecologia ci sarebbe in realtà l’intento di tassare ancora i romani. Un’altra domanda che sorge spontanea riguarda la capacità dei mezzi pubblici di accogliere tutti i romani e i turisti che girano per il centro. Atac sarà in grado di portare tutti a destinazione in sicurezza? Considerando gli autobus che sono andati a fuoco negli scorsi giorni la risposta è no. Se, infatti, dovesse aumentare il numero di utenti, quello dei mezzi rimarrebbe sempre uguale. Dunque, se Atac era già in difficoltà prima, con l’Ecopass la situazione peggiorerebbe ancora. A livello logico, invece che scoraggiare l’uso delle auto in modo “artificiale” converrebbe migliorare il trasporto pubblico. In questo modo i cittadini sarebbero incentivati loro sponte ad utilizzarlo e tutti, giunta compresa, risparmierebbero in tempo e fatica. È inutile provare a fare la grande capitale dell’ecologia se al primo temporale un po’ più forte si allaga la linea A da Porta Furba ad Anagnina. Roma non è né Londra né Milano. Dunque servono delle soluzioni ad hoc sviluppate con criterio, altrimenti, si rischia di complicare una situazione già fragile.

A cura di B.P.