La prima auto attraversa il nuovo ponte di Genova

 

Questa mattina la prima automobile ha attraversato il nuovo Ponte di Genova. Lo ha reso noto Webuild spiegando che a bordo c’era Pietro Salini, Ad della società. Sul viadotto oggi ci sono per una visita anche il leader della Lega Matteo Salvini con il governatore Giovanni Toti e il commissario Marco Bucci, oltre al deputato della Lega Edoardo Rixi. Sabato scorso, Bucci e Toti erano andati sul ponte per la prima volta dalla sua costruzione. Avevano parcheggiato le auto e lo avevano attraversato a piedi.

“Abbiamo urgenza di sapere a chi dobbiamo consegnare il ponte e chi si dovrà occupare del collaudo finale. È un passaggio obbligato per aprire il ponte, mentre il collaudo statico e tutti gli altri collaudi li faremo noi. Se non arriveranno risposte, ho già detto che siamo pronti a risalire il Tevere in barca”. Così il commissario per la ricostruzione del ponte sul Polcevera e sindaco di Genova, Marco Bucci, durante una visita al cantiere del segretario della Lega Matteo Salvini.




97 kg droga su un Tir in Liguria

 

Un carico di 97 chilogrammi di marijuana è stato sequestrato oggi dalla Guardia di Finanza di Ventimiglia alla barriera autostrada dell’A10. Lo stupefacente, suddiviso in diverse buste di cellophane sottovuoto, viaggiava su un tir che trasportava cocomeri e melanzane verso il centro Italia. Le manette sono scattate per il corriere, la cui famiglia è titolare della ditta di trasporti e del tir, il quale ha precedenti specifici. La droga è stata fiutata dall’unità cinofila composta dai cani “Calli”, un giovane labrador, e “Frizzy”, un malinois. Frutta e verdura erano sistemati su alcuni pallet mentre la droga era nascosta in mezzo al carico. I finanzieri hanno dovuto scaricare il mezzo per trovare lo stupefacente.
E’ l’ennesimo carico di droga sequestrato nelle ultime settimane in Liguria dove il mercato dello spaccio, secondo gli investigatori, sta riprendendo quota con la fine del lockdown e l’arrivo di turisti nelle riviere.




In 4 violentano 20enne, arresti

 

Violenza sessuale di gruppo dopo una serata in discoteca. La squadra mobile di Genova ha identificato e arrestato due persone mentre per altre due è stato disposto l’obbligo di dimora. Secondo quanto accertato dalla polizia, i quattro uomini, di età compresa tra i 21 e i 35 anni, dopo aver trascorso la serata in una discoteca del centro di Genova si erano offerti di accompagnare a casa una ragazza di 20 anni, loro conoscente. Il gruppo, approfittando dello stato di ubriachezza della giovane, l’hanno portata in casa di uno di loro e a turno l’hanno stuprata. E’ accaduto ai primi di marzo.
La ragazza ha avuto il coraggio di denunciare le violenze subite e sono scattate le indagini. Gli investigatori della mobile hanno raccolto gli elementi, anche durante il lockdown, controllando le telecamere con cui hanno ricostruito i movimenti del gruppo. La polizia sottolinea che “gli autori di questa violenza sono stati individuati grazie al coraggio della vittima”.




Toti e Bucci passeggiano sul ponte, ‘Che emozione’

 

“Per la prima volta camminiamo dove c’era il Morandi crollato. Che emozione. Ricordiamo le persone che sono morte. Questo ponte sarà per sempre anche per loro”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che per la prima volta ha camminato sul nuovo ponte di Genova insieme con il sindaco e commissario Marco Bucci. “Nonostante il maltempo e il Covid in meno di un anno è stato costruito.  Dimostrazione che quando ci sono persone che si prendono le responsabilità le cose si possono fare”. “Direi che è un momento storico – ha detto ancora il presidente Toti -. Mentre in due anni non si è riusciti a mettere in sicurezza le gallerie della Liguria, e anche oggi ci sono due ore di coda sulle nostre autostrade, sia verso Savona sia verso Spezia, qui nello stesso tempo si è realizzata questa straordinaria opera”.

“E’ stata una grande emozione. Il primo pensiero va alle 43 vittime e alle loro famiglie, che soffrono ancora”, ha detto Bucci. “Il secondo pensiero va alla città di Genova, a tutti noi che finalmente abbiamo una infrastruttura come si deve e torniamo ad avere una mobilità come si merita una città che vuole avere il suo ruolo in Europa” ha aggiunto Bucci.
   




Operazione della Guardia di Finanza contro il caporalato nelle vigne della Valle Belbo

 

Le Fiamme Gialle astigiane impegnate nella costante opera di contrasto allo sfruttamento del lavoro e all’attività illecita nell’intermediazione di manodopera.

 

Trenta braccianti agricoli di origini africane, cingalesi, indiani e albanesi sono stati sistematicamente maltrattati e duramente sfruttati da una donna con doppia cittadinanza italo-albanese che li faceva alloggiare in anguste dimore fatiscenti e insalubri, costringendoli a dormire su materassi appoggiati al  pavimento, a mangiare in ridottissimi spazi comuni e a condividere l’unico bagno a disposizione per entrambi i sessi.

 

L’artefice dei fatti, scoperta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Canelli, avvalendosi di tre suoi connazionali albanesi, anche facendo ricorso talora a intimidazioni e minacce, costringeva persone bisognose, dimoranti in luoghi di rifugio improvvisati, quali stazioni ferroviarie, giardini pubblici o presso la sede della Caritas di Canelli, a lavorare dalle 8 alle 11 ore al giorno.

 

I lavoratori stranieri venivano reclutati per essere impiegati in diverse aziende agricole del basso astigiano e della confinante provincia di Cuneo, in valle Belbo e Val Bormida, ove venivano sfruttati per le coltivazioni vitivinicole, in totale subordinazione e sudditanza psicologica.

 

Alla paga oraria delle vittime dello sfruttamento, che non superava i 6 Euro all’ora, rispetto ai 10 Euro circa previsti, venivano ancora decurtate le spese per il pernottamento, che si aggiravano tra i 4 e i 5 Euro a notte e, talvolta, venivano loro addebitate anche le spese per il trasporto.

 

I braccianti venivano accompagnati dai caporali albanesi i quali provvedevano a impartire loro gli ordini, assegnandoli agli imprenditori agricoli dai quali l’indagata riscuoteva direttamente cospicue somme di denaro.

 

Le indagini coordinate dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Asti, Dr.ssa Francesca DENTIS, portavano i militari della TENENZA di Canelli, coadiuvati da quelli del GRUPPO di Asti, a eseguire nei confronti della prevenuta un’ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata a fronte di gravi indizi per il delitto di caporalato, titolo di reato per cui venivano anche sequestrate somme di denaro e 3 autovetture.

 

Il profitto complessivo dei reati commessi dall’arrestata e dei suoi connazionali, calcolato anche con il contributo di personale dell’INPS e dell’Ispettorato Territoriale del lavoro di Asti, ammonta a circa 75.000 Euro.

 

I risultati delle complesse investigazioni sono stati raggiunti nell’arco di circa un anno.

 

Sono in corso accertamenti di polizia economico-finanziaria per contestare le irregolarità

previdenziali e fiscali di cui si è resa responsabile l’arrestata con la propria attività illegale in danno di ulteriori 82 braccianti.

 




Cantieri liguri, ancora disagi

 

 

Sono iniziati già di primo mattino i disagi lungo le autostrade liguri a causa dei cantieri per la messa in sicurezza delle gallerie e viadotti che da settimane creano grandi difficoltà negli spostamenti e proteste. I movimenti dei turisti da Lombardia e Piemonte verso le riviere stanno trovando ostacoli che provocano lunghe code. In A26 coda di 10 chilometri, in direzione Genova, tra Ovada e il bivio A26/A10. In A12, in direzione Rosignano, coda di cinque chilometri tra il bivio A12/A7 e Genova Nervi. Sempre in A12 coda di tre chilometri tra il casello di Genova Nervi e Recco. Ieri si sono registrati 15 chilometri di coda in A12 sempre a causa dei cantieri e degli scambi di carreggiata. La prefettura ha predisposto un piano di emergenza per fronteggiare eventuali maxi ingorghi con presidi fissi della polizia locale ai caselli e la presenza della protezione civile per dare conforto in caso di imbottigliamenti.




chiude nave ospedale. Asl3, un successo

 

Chiude i battenti la nave-ospedale della GNV, primo esperimento di questi tipo in Italia ormeggiata in porto a Genova, che durante l’epidemia ha consentito ai pazienti Covid-positivi clinicamente guariti di passare la convalescenza in un luogo protetto senza rischiare di contagiare altri e, contemporaneamente, di ricevere cure adeguate. La nave, un traghetto ‘trasformato’ in unità ospedaliera nel giro di pochi giorni sotto la supervisione e la gestione di Asl3 e della Protezione civile regionale, ha ospitato 191 pazienti per un totale di 2.900 giornate complessive di degenza. A bordo hanno operato 14 medici, 30 infermieri, 14 oss e 5 riservisti dell’Ordine di Malta. Oggi sono scesi gli ultimi tre pazienti e la nave, una volta svuotata dal materiale medico e sanificata, verrà restituita alla GNV.
“E’ stata un’esperienza emozionante e positiva – ha detto Luigi Carlo Bottaro – , dal punto di vista professionale e umano”.




Morto da 2 anni becca multa e fa ricorso

 

Ricorre per l’annullamento contro una multa comminata nel 2019 sostenendo che la telecamera che ‘sorveglia’ la ztl non poteva funzionare perché coperta dalle fronde di un albero. Ma siccome era morto due anni prima di prendere la multa i vigili urbani hanno capito che c’era qualcosa che non andava. Così l’uomo che ha fatto ricorso è stato scoperto: stava usando la macchina del padre, deceduto due anni prima, senza aver effettuato la variazione di proprietà. E il ricorso l’aveva fatto a nome del genitore, firmando con il suo nome e cognome. L’uomo è stato quindi denunciato per il reato di sostituzione di persona e sanzionato per non aver provveduto nella tempistica di legge a comunicare la variazione della proprietà.




Non ha mascherina, sputi a capotrreno

 

La capotreno le chiede di mettere la mascherina e la viaggiatrice reagisce sputandole in faccia.
E’ successo sul treno regionale 11373 Genova Brignole – La Spezia vicino alla stazione di Santa Margherita. La capotreno stava controllando i biglietti quando ha notato che una giovane non aveva la mascherina. Alla sua richiesta di metterla, sono scattati gli insulti e poi gli sputi. Il treno è stato fermato, sotto choc la lavoratrice mentre la passeggera è stata denunciata. “Da tempo il sindacato chiede più personale a terra e a bordo per gestire la situazione delicata che si è venuta a creare, per scongiurare appunto questi fatti – scrivono in una nota le segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl, Ferovieri Fast e Orsa – Invitiamo Trenitalia a intervenire aumentando l’offerta commerciale e attivando tutte le risorse in forza, predisponendo campagne di assunzioni e riattivando il servizio antievasione regionale”.




A Genova i controlli sui mezzo pubblici diventano spietati: 31 sanzionati in piazza Fontane Marose

Amt ha ripreso con continuità anche le verifiche intensive. L’attività di controllo ha come obiettivo primario di contrastare l’evasione tariffaria e tutelare i clienti che viaggiano correttamente sui mezzi pubblici.

Dalle 7 alle 12 di mercoledì 17 giugno 2020 si è svolta la verifica intensiva in piazza Fontane Marose, 11 verificatori hanno controllato le discese dei passeggeri dalle linee 20, 34, 35, 35/ e 36. Complessivamente sono stati verificati 360 passeggeri, riscontrate 31 situazioni irregolari per un tasso di evasione pari all’8,6%. Dieci dei 31 sanzionati hanno regolarizzato immediatamente la loro posizione pagando direttamente al controllore l’oblazione di 41,50 euro. All’attività di controllo di ieri mattina hanno partecipato anche agenti della polizia locale. La loro presenza favorisce e facilita i controlli e consente, inoltre, una più efficace identificazione dei trasgressori e delle false dichiarazioni di identità.

Le verifiche sui diversi mezzi proseguiranno nei prossimi giorni con la stessa intensità.