Truffe per i contributi Inps, 458 denunciati

 

I carabinieri di San Luca hanno denunciato in stato di libertà 458 persone, tra cui 12 imprenditori agricoli, alla Procura della Repubblica di Locri con l’accusa di truffa. Dalle indagini, condotte tra febbraio del 2017 e lo scorso novembre, è emerso un presunto danno erariale per quasi sei milioni di euro a causa di fittizi rapporti di lavoro nel settore agricolo e la conseguente erogazione da parte dell’Inps in favore dei falsi braccianti di contributi previdenziali ed assistenziali cui, in realtà, non avevano diritto.

E’ risultato, inoltre che una parte delle persone coinvolte nell’indagine appartengono a famiglie legate alla criminalità organizzata della Locride. Le persone coinvolte nell’indagine sono accusate a vario titolo, oltre che di truffa aggravata, di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e falsità in scrittura privata. Le somme illegalmente percepite dall’Inps hanno riguardato indennità relative a malattia, disoccupazione e maternità.




Convegno ‘Coscienza civica e valori legalmente riconosciuti’: Progetto di Vita e Tribunali Italiani uniti nei valori

“Nella Vita occorre fare il passo decisivo, occorre guardare avanti anche se la paura e il terrore ti assalgono, ma sai cosa fare.. un passo verso la legalità e  la libertà”. (A.C.)

Giovedì 28 novembre 2019 alle ore 18:30, nella sala congressi della ex Lum a Gioia del Colle (Ba) si è tenuto il primo Convegno ‘COSCIENZA CIVICA E VALORI LEGALMENTE RICONOSCIUTI’ organizzato dal Progetto di Vita in collaborazione con Tribunaliitaliani.it con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari, del comune di Gioia del Colle (comune capofila), di Casamassima, di Sammichele di Bari e Romanzi Italiani per dichiarare l’alto valore di questo incontro.

Il Convegno ‘COSCIENZA CIVICA E VALORI LEGALMENTE RICONOSCIUTI’ è iniziato con l’intervento del primo cittadino Giovanni Mastrangelo che ha ribadito la necessità dell’educazione alla legalità a partire dalle scuole con azioni adeguate e concrete per ogni ordine e grado. È seguito l’intervento di Adriana Colacicco, co – fondatrice del Progetto di Vita, che ha parlato della presenza costante nella nostra storia della massoneria, che si presenta come uno stato all’interno dello Stato, e dei poteri forti, deviati, ovvero cosa nostra, Vaticano, servizi segreti e ‘ndrangheta. La loro unione non è basata sicuramente su valori, ma solo su interesse, solo per poter realizzare e gestire il potere mafioso con fare gentile e naturale, mentre tolgono la dignità e la libertà. Durante l’intervento la Colacicco ha ipotizzato, basandosi sulle inchieste svolte negli anni, che il latitante Matteo Messina Denaro sia l’ “uomo cerniera dei nostri tempi”. Un intervento duro che ha evidenziato come la massoneria e le mafie sanno osservare dove gli altri sanno solo vedere. Ha concluso il suo intervento asserendo che fino a quando ci sarà omertà, paura, indifferenza le mafie e i poteri deviati saranno sempre vincitori e i cittadini per bene saranno perdenti e che tutti noi dobbiamo parlare, dobbiamo esercitare la legalità, perché legalità significa responsabilità in ogni ambito della vita anche quando non c’è nessuna legge a imporcelo. Per lottare le mafie è necessario che le Istituzioni non consentano l’infiltrazione mafiosa e non facciano passare un diritto per un favore. A tal fine occorrono azioni collaborative fra Amministrazione, Autorità di Pubblica Sicurezza e cittadini.

Il noto giornalista Paolo De Chiara, Premio Legalità 2019, è intervenuto, in continuità con il discorso di Adriana Colacicco, con parole incisive sulla presenza delle mafie nella nostra storia e di quanto, oggi, sia importante parlare e discutere di lotta concreta alle mafie. Lo stesso ha ribadito la presenza, nel corso della storia, della massoneria e della corruzione con la politica e di quanto siano ancora oggi percepibile.

Il Convegno si è concluso con l’intervento di Gerardo Gatti, co-Fondatore del Progetto di Vita, che in continuità con gli altri interventi, ha sottolineato la crudezza e la presenza attiva, seppur apparentemente dormiente, della criminalità pugliese e locale e quanto essa operi in collaborazione con la mafia albanese, nigeriana e cinese. Ha inoltre ribadito il concetto di legalità e di quanto sia necessario far comprendere che le piccole infrazioni, i piccoli reati sono legati a quelli più grandi, perché sempre di reati trattasi, fino ad arrivare al crimine organizzato. Ha concluso ribadendo la possibilità di creare uno ‘Sportello della Giustizia’ per il cittadino, come da proposta dei fondatori del Progetto di Vita, al fine di offrire un incentivo alla denuncia da parte delle vittime, attraverso la garanzia della protezione dello Stato a chi collabora con le istituzioni nella lotta alla criminalità. I cittadini non si sentirebbero più soli, ma tutelati dalle istituzioni, tanto da sviluppare il territorio e favorire il senso di comunità.

La prima tappa del Convegno ha avuto successo, grazie anche all’abilissima ed elegante moderatrice, Maria Teresa Notarianni, che ha saputo dare continuità agli interventi dei relatori e dei presenti. Hanno presenziato all’incontro le autorità militari locali e limitrofe, le autorità civili. Il primo Convegno ‘COSCIENZA CIVICA E VALORI LEGALMENTE RICONOSCIUTI’ segna l’inizio di un lungo cammino presupponendo la legalità come cultura dei diritti.

 




Schianto nel Cosentino, 4 giovani morti e due gravi

 

Quattro giovani morti e due feriti gravi. E’ il bilancio di un incidente stradale avvenuto questa notte sulla statale 107 Silana Crotonese, all’altezza del bivio per Rende, nella frazione di Saporito. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Cosenza, i sanitari del 118 e i carabinieri della compagnia di Rende. Tra le possibili le cause dell’incidente, l’asfalto scivoloso della strada.

Le vittime, a bordo di una Volkswagen Polo, sono quattro amici cosentini: Alessandro Algieri 18 anni, Mario Chiappetta 19 anni, Federico Lentini 18 anni e Paolo Iantorno di 19. Il drammatico impatto ha coinvolto una Citroen C3 con a bordo una coppia di 33 e 31 anni, ora in gravi condizioni.

 

Schianto nel Cosentino: morti 4 giovani




Alunni maltrattati, sospese tre maestre

 

I carabinieri hanno eseguito la misura della sospensione dal servizio nei confronti di tre maestre accusate di maltrattamenti verso alcuni alunni. Le misure interdittive sono state emesse dal Gip di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica.
L’attività investigativa dei carabinieri é stata avviata nello scorso mese di aprile a seguito delle dichiarazioni fatte ai carabinieri da alcuni genitori, che avevano riferito di maltrattamenti subiti dai figli da parte delle loro maestre.
Le indagini sono state condotte attraverso attività tecniche di intercettazione audio e video in aula ed hanno consentito di accertare, riferiscono i carabinieri, plurime azioni di maltrattamenti, in particolare strattoni, sculaccioni e insulti, che hanno avuto come vittime alunni di non più sette anni messe in atto da tre insegnanti del luogo.




Calcio a un bimbo immigrato perché si avvicina al figlio

 

Un bambino immigrato è stato colpito con un calcio all’addome da un uomo perché si era avvicinato al figlio in passeggino. Il fatto, ricostruito da una passante che ha assistito alla scena, è accaduto nel centro di Cosenza. Il bambino, di origini nordafricane, è stato immediatamente soccorso dai passanti che hanno chiamato il 118 e allertato la polizia. Il piccolo è stato portato nel pronto soccorso dell’ospedale cittadino per gli accertamenti, ma fortunatamente non ha riportato gravi danni.

Il fatto è accaduto in via Macallè, una traversa del centralissimo corso Mazzini, intorno alle 19 di martedì scorso, ma si è appreso solo oggi. Sul caso indagano gli agenti della Questura di Cosenza, che hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona allo scopo di ricostruire l’accaduto e identificare l’autore.

Secondo quanto si è appreso, il bambino immigrato era con i fratellini di 8 e 10 anni. I piccoli erano insieme alla madre in uno studio medico. La donna, vedendo che l’attesa della visita si prolungava, ha dato ai figli i soldi per comprare il gelato e li ha fatti uscire. Per strada, il bambino più piccolo si è avvicinato all’altro bambino, ma il padre, secondo quanto raccontato dalla testimone, lo ha colpito con un calcio all’addome.

“Leggo di un raccapricciante episodio di violenza accaduto nei giorni scorsi per strada a Cosenza a scapito di un bimbo di tre anni e la cosa non può che suscitarmi indignazione e sconcerto. Resto sconvolto per le modalità del fatto e perché la circostanza si sia verificata in una via del centro della nostra città”, afferma il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto.

“Qualsiasi sia il motivo, se di natura razzista o di cieca follia – aggiunge – certamente si tratta di un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione, né deve passare sottaciuto. Non possiamo assolutamente tollerare l’odio inconsulto e cruento, specie quando la vittima è un bimbo piccolissimo e specie se tale violenza si verifica a Cosenza, storicamente città di inclusione e accoglienza. Fermo restando che le indagini stabiliranno le effettive responsabilità, esprimo alla famiglia della piccola vittima tutta la mia vicinanza e quella dell’Amministrazione comunale”.




Migranti in Calabria,aggrappati a scogli

 

Cinquantadue migranti di varie nazionalità, tra cui due bambini e due donne, sono arrivati stamattina ad Isola Capo Rizzuto, in località “Le Castella”, nel crotonese, a bordo di una barca a vela che è finita contro gli scogli.
Dopo che la presenza dei migranti era stata segnalata da alcuni bagnanti, sono intervenuti, da terra, agenti della Polizia di Stato e, da mare, motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, che hanno prestato soccorso ad alcune persone che, dopo essere finite in mare, si erano aggrappate agli scogli.
I migranti sono stati portati nel porticciolo di “Le Castella” e successivamente trasferiti nel centro di accoglienza “Sant’Anna” di Isola Capo Rizzuto.




Gole del Raganello, primo anniversario della tragedia

La  chiesa di Civita era gremita durante la messa in occasione del primo anniversario della tragedia delle Gole del Raganello in cui, a causa di un’ondata di piena, morirono 10 persone, 9 escursionisti ed una guida.

I parenti delle vittime erano presenti, con tutto il loro dolore ancora vivo, a chiedere giustizia “per una tragedia che avrebbe potuto essere evitata”, ha dichiarato la presidente del comitato costituito ad hoc, Teresa Santopaolo.

A dare sostegno morale alle famiglie colpite dalla tragedia erano presenti anche le autorità civili, politiche e religiose, tra cui il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e il Vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino.
Il rito é stato celebrato da Pietro Lanza, vicario dell’Eparchia di Lungro, che si é rivolto, in particolare, ai parenti delle vittime dicendosi vicino al loro dolore ed esortandoli alla preghiera: “Tutti siamo chiamati alla Santità ma per ricevere questo dono occorre grande pazienza nel sopportare le difficoltà del cammino. La vita è come una Via Crucis”.




Crotone-Sampdoria, Stroppa non nasconde l’ambizione

A poche ore dal match contro la Sampdoria guidata da Eusebio Di Francesco, Giovanni Stroppa, allenatore del Crotone, non nasconde la sua ambizione per la gara di Coppa Italia: “Abbiamo le qualità per mettere in difficoltà la Samp e giocheremo per passare il turno”.

“La Samp è un bel test. Vorrei non vedere errori di attenzione o la superficialità che hanno caratterizzato la gara con l’Arezzo. Sono contento di poter fare un’altra partita vera prima del campionato e un avversario importante ci dà la possibilità di migliorare la concentrazione ed i dettagli. Possiamo metterli in difficoltà ma per farlo è imprescindibile alzare l’asticella dell’attenzione. fisicamente stiamo meglio, con una settimana in più di lavoro. Ci teniamo a passare il turno, giochiamo per vincere con il massimo rispetto dell’avversario”, aggiunge ancora Stroppa.




Traffico droga e conti correnti, arresti

 

È in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione dei Carabinieri a Reggio Calabria ed in altre città italiane, coordinata dalla Procura reggina, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare a carico di 18 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di droga, riciclaggio e detenzione illegale di armi. Le indagini hanno accertato l’operatività di due organizzazioni, una operante nel traffico di droga destinata al mercato calabrese, con predilezione per i locali della movida reggina, l’altra attiva nel riciclaggio dei proventi illeciti realizzati attraverso l’acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso da quasi 200 correntisti convinti di essere contattati dalla propria banca.
Terzi compiacenti (oltre 100 identificati), in cambio di piccole somme, mettevano a disposizione dell’organizzazione rapporti di conto corrente a proprio nome dove far confluire i proventi dello spaccio o indirizzare i bonifici disposti illegalmente.




Rissa e accoltellamenti, quattro feriti

 

E’ di quattro feriti, tutti venditori ambulanti, il bilancio di una rissa con accoltellamento avvenuta stamane nella piazza principale di Fabrizia, centro delle Serre Vibonesi, nel giorno in cui è previsto lo svolgimento del mercato settimanale.
Non si esclude che i motivi che hanno portato alla rissa poi degenerata con aggressione a colpi di coltello siano da ricondurre a questioni di tipo privato scoppiate tra alcuni proprietari delle bancarelle, probabilmente in relazione all’occupazione dei suoli dove esporre le proprie mercanzie. Sul posto sono intervenuti i sanitari del servizio di emergenza 118 che hanno disposto il trasferimento dei feriti tra gli ospedali di Vibo Valentia, Serra San Bruno e Catanzaro. Non si hanno notizie sulle condizioni delle persone coinvolte. Due di loro sono stati portati nel nosocomio del capoluogo.
Sulla dinamica della rissa, i cui contorni non sono ancora chiari, indagano i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno