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Viadotto Bisagno, commissione sui rischi. Residenti pronti a trasferirsi

 

Residenti della zona delle Gavette pronti a lasciare le loro case per evitare di vivere «sotto un cantiere per due anni». In Sala Rossa, a Tursi, si è tornati a parlare del viadotto Bisagno, in occasione di una commissione consiliare dedicata proprio ad accertarne la sicurezza.

Alla commissione ha partecipato il direttore del primo tronco di Autostrade per l’Italia, Mirko Nanni, che ha assicurato che «non abbiamo evidenza che il viadotto Bisagno abbia problematiche statiche», aggiungendo che gli interventi di manutenzione appena iniziati, che riguardano 4 pile del viadotto, verranno estesi a tutte le parti del viadotto che ne hanno bisogno.

Le rassicurazioni di Nanni non sono però bastata ai residenti delle Gavette, che da mesi fanno i conti con le problematiche legate alla vita sotto un viadotto autostradale: «il cemento che si sbriciola, il rumore  dei giunti che è aumentato», ha ricordato in commissione Chiara Ottonello, portavoce del comitato delle 29 famiglie che abitano sotto il viadotto autostradale Bisagno, la stessa che aveva già raccontato della caduta della lama di un flessibile da uno dei cantieri aperti proprio per i lavori di manutenzione al viadotto.

«Noi siamo disponibili a un trasferimento definitivo dalle nostre case, a parità di valore e con i costi accessori – ha concluso Ottonello – non possiamo pensare di vivere due anni sotto un cantiere a 70 metri di altezza sopra le nostre teste».