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Via i nomi dei fascisti dalle strade di Roma

Cancellati dalla toponomastica i nomi di coloro i quali aderirono al manifesto della razza.

Cancellati dalla toponomastica romana i nomi dei firmatari del manifesto della razza. Al loro posto, i nomi di scienziati che si opposero alla discriminazione durante il regime fascista.

Via Donaggio è diventata via Mario Carrara, largo Donaggio largo Nella Mortara, mentre nel IX Municipio via Zavattari è via Enrica Calabresi.

Durante la cerimonia la sindaca Virginia Raggi ha detto: “Con queste nuove intitolazioni ricordiamo persone che furono vittime delle discriminazioni razziali del regime fascista e pagarono in prima persona la scelta di opporsi. Ritengo sia molto importante che questa decisione sia maturata attraverso un itinerario di partecipazione che ha visto protagonisti cittadini e studenti. Si è trattato di un momento di riflessione e di crescita collettiva utile a comprendere le responsabilità degli orrori del passato che anche la nostra città ha subito.

Roma è una città antifascista, insignita della medaglia d’oro al valor militare per il suo ruolo nella guerra di Liberazione. Molti suoi cittadini furono perseguitati in seguito alle leggi razziali, fino all’orrore della deportazione dopo il rastrellamento del ghetto. Roma non poteva tollerare che anche solo tre sue strade fossero intitolate a firmatari del Manifesto della razza. Sono certa che i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato alla scelta dei nuovi intestatari delle strade trarranno giovamento da questo percorso impegnandosi per i valori di umanità e solidarietà contrapposti alle manifestazioni di odio, sopraffazione, razzismo e antisemitismo che purtroppo ancora sussistono”.

Il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo aggiunge: Oggi si compie un accadimento eccezionale frutto di un processo partecipativo lungo un anno: da oggi cambiano nome tre strade che erano state dedicate a chi sostenne il Manifesto della razza posto da Mussolini alla base delle leggi razziste promulgate dal fascismo nel 1938 che condussero alla cancellazione di diritti basilari per gli ebrei e poi alla loro deportazione nei campi di sterminio. La città cambia, anche, scegliendo come chiamare i luoghi dove viviamo e lavoriamo, così, da oggi nella Capitale invece di ricordare due persone protagoniste di uno dei momenti più bui della nostra storia, passando per quelle vie potremo  ricordare chi si oppose e subì le persecuzioni del fascismo”.