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Truffe: denunce e sequestri in Toscana

A Montevarchi i Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno inferto un ennesimo colpo a quella che è ormai diventata una piaga dei tempi moderni, soprattutto in questi anni di pandemia, in cui il volume degli acquisti online è cresciuto esponenzialmente. Anche in questo caso, come altre volte constatato, i truffatori hanno cercato di sfruttare a proprio vantaggio aspetti connessi con l’evoluzione tecnologica, che invece è – chiaramente salvo manipolazioni – un aspetto positivo dei tempi moderni. Da queste nuove vicende – in cui, fortunatamente, i rei sono stati identificati e denunciati da i Carabinieri alla Procura della Repubblica di Arezzo – emerge ancora una volta la necessità che i cittadini valutino con attenzione tutte quelle situazioni in cui si trovano di fronte ad offerte troppo convenienti. In entrambi i casi, da parte degli investigatori è stato infatti evidenziato il medesimo modus operandi, ormai tristemente “ricorrente” nelle indagini incentrate su questo genere di delitti: la pubblicazione di un inserto su una piattaforma digitale di vendite online, proponendo in vendita un oggetto particolarmente ambito, a un prezzo particolarmente vantaggioso. Una volta ricevuta la manifestazione d’interesse, al malcapitato di turno viene richiesto un pagamento anticipato, salvo poi trovarsi di fronte alla brutta sorpresa: la merce non verrà mai consegnata, oppure non sarà corrispondente a quanto riportato nell’inserzione.
Entrambe le odierne indagini sono state portate a termine dai Carabinieri della Stazione di Montevarchi.
Nel primo episodio, c’è stato l’esempio lampante di come gli autori di questo genere di reati siano estremamente versatili e prontissimi a cogliere le “opportunità” offerte dalle contingenze del momento. Basti pensare che l’oggetto della truffa – in un periodo di generale crisi dei prodotti energetici e di ricerca da parte delle famiglie di impianti di riscaldamento più economici – ha stavolta riguardato una fornitura di pellet. Un 50enne di Montevarchi, infatti, esplorando il web proprio alla ricerca di forniture a prezzi convenienti, o almeno non eccessivamente condizionate delle attuali distorsioni del mercato, si è imbattuto in un’offerta a prima vista decisamente interessante, pubblicata da un commerciante della provincia di Caserta. A patto di ordinare un grande quantitativo dei pellet, infatti, l’uomo avrebbe avuto la possibilità di acquistare la partita ad un prezzo inferiore quasi della metà rispetto a quello attuale di mercato. È così comprensibile l’entusiasmo del malcapitato padre di famiglia, che sull’annuncio online si è visto chiedere, a titolo di acconto, “soli” 200 €, somma che lo stesso ha immediatamente provveduto a bonificare. Salvo poi, attendere in vano l’invio della tanto desiderata materia prima, mai giunta a destinazione. Al malcapitato, resosi conto del raggiro, e rimasto al freddo, non è restato che rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di Montevarchi, i quali, partendo dalle informazioni fornite dalla vittima in sede di denuncia, sono riusciti a ricostruire il circuito truffaldino. Dopo una serie di accurati accertamenti elettronici e bancari, infatti, gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri sono riusciti a risalire all’identità del truffatore, un 25enne della provincia di Caserta. Il giovane, già gravato da alcuni analoghi precedenti di polizia, è stato deferito per truffa in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo.
Gli accertamenti investigativi condotti dai Carabinieri di Montevarchi hanno consentito di far luce su un altro caso analogo, relativo ad un ulteriore annuncio di vendita online, pubblicato sulla medesima piattaforma commerciale. Stavolta cambiava il bene offerto in vendita, virando dal settore energetico alle nuove tecnologie. Difatti, l’annuncio fraudolento in questo caso riguardava un computer portatile di ultima generazione. La parte offesa – che successivamente ha denunciato il tutto ai Carabinieri della stazione montevarchina – è stata così indotta a perfezionare un bonifico di quasi 700 € a titolo di pagamento, salvo poi vedersi recapitare una scatola vuota. Oltre al danno, la beffa. Stavolta, però, è andata male ai truffatori, 3 correi di origini pugliesi ma residenti in nord Italia, tutti gravati da specifici precedenti di polizia, che sono stati a sua volta deferiti per truffa aggravata in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Arezzo.

 
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