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Traffico di cuccioli, una rete dall’Ungheria a Milano: polizia di Udine smantella la banda

La Polizia stradale di Amaro (Udine) ha smantellato una banda di otto persone che attraverso una rete di connivenze e complicità trafficavano cuccioli di cane.

Prima l’allevamento in Ungheria, in Polonia e in Slovacchia. Poi i cuccioli di cane venivano presi, ingabbiati in scatole o spazi angusti, senza acqua, stipati nel bagagliaio di un’auto con poca possibilità di respirare. Così venivano importati in Italia di nascosto e portati a Milano dove un veterinario della provincia si occupava di simularne la nascita in suolo italiano, con la complicità di due allevamenti della provincia di Bergamo. I cuccioli venivano microchippati a Milano, dotati della falsa documentazione e poi messi in commercio.

Il procedimento veniva portato avanti tra connivenze, reti di conoscenze e connivenze da una banda di otto persone, di cui sei di origine italiana e due stranieri. La Polizia stradale di Amaro, in provincia di Udine, è riuscita a smantellare la banda e a far emettere otto misure cautelari, con l’ipotesi di reato di associazione per delinquere, che obbligano gli indagati a presentarsi alla polizia giudiziaria e impongono il divieto di espatrio. Le indagini erano iniziate nel dicembre del 2017, con il sequestro di 65 cuccioli. Nel corso dei mesi, il sostituto procuratore Andrea Gondolo ha coordinato il lavoro degli inquirenti che hanno ricostruito la rete illecita e hanno messo in salvo circa 150 cuccioli nel giro di sei mesi.