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Totti: “il dirigente non me l’hanno fatto fare perchè troppo ingombrante”

L’ex capitano della Roma lascia aperte tutte le porte: “Tornare alla Roma con un’altra società e con un altro ruolo? Mai dire mai! Perché il dirigente non me l’hanno fatto fare? Perché ero ingombrante!”, le sue parole rilasciate nell’intervista esclusiva a Dazn dall’ex numero 10 e successivamente dirigente della Roma. Totti che torna a parlare del suo addio al club giallorosso: “Io ho sempre avuto la passione, quando c’è quella per un giocatore è tutto. Quando lo fai con la determinazione, con la voglia, con la spensieratezza, poi ti vengono cose che non avresti mai immaginato. Poi la fine deve arrivare. È arrivata un po’ inaspettata, ma giusta. Ora l’ho metabolizzata, ma ci ho messo due anni, perché non è stata una scelta mia”.

“Quante volte sarei voluto entrare in campo da dirigente”

Totti ripercorre poi la sua breve carriera da dirigente giallorosso: “Da calciatore ero più espansivo, ero più me stesso. Da dirigente devi essere più pacato, stare attento a quello che dici e chi lo dici perché le parole sono fondamentali. Quando ero fuori – ha proseguito Totti – a volte mi sarei strappato i vestiti da dirigente per entrare in campo. Parecchie partite avevo voglia di spogliarmi, anche perché potevo ancora dire la mia”. Passato da calciatore prima e dirigente poi, futuro da decidere: “Procuratore? È una parola vecchia, superata: preferisco dire scouting. Perlustro, vedo, riesco a trovare qualche giovane promettente. Io mi metto sempre in gioco, mi piace conoscere quello che c’è al di là. Il futuro sicuramente riserva cose positive: voglio vedere cosa riserva a me”, ha ammesso l’ex capitano e simbolo della Roma.

Sul no al Real Madrid: “Scelta d’amore, nessun pentimento”

“Un Totti a 25 anni non giocherebbe sicuramente alla Roma, già se lo sarebbero comprato”, ha ammesso proprio l’ex numero 10 giallorosso. Che torna su vecchio retroscena di mercato: “Non mi sono mai pentito delle decisioni anche se quando avevo 25 anni e mi chiamò il Real Madrid dei Galacticos avevo avuto un po’ un momento di disorientamento. Infatti quando oggi vedo qualcuno di quei giocatori del Real mi dicono: ma tu sei matto, hai rinunciato alla squadra più forte del mondo. Questo vuol dire che la testa ogni tanto non ragiona, devi essere matto: ho fatto una scelta d’amore che non rinnego. Anzi è stata una doppia vittoria stare per 25 anni con la maglia della mia squadra del cuore”, ha concluso Totti.