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Tortura e sequestro del coetaneo, in cella i quattro minorenni di Varese

Lo scorso 9 novembre un quindicenne era stato sequestrato e torturato da una banda di coetanei in un garage. Oggi gli autori sono in cella a Milano.

Dopo i fatti dello scorso 9 novembre a Varese, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale dei Minorenni, su richiesta della Procura, ha firmato delle ordinanze di custodia in carcere per tre dei presunti autori delle torture e del sequestro ai danni di un coetaneo quindicenne. Gli agenti della Squadra Mobile, nella giornata di ieri, ha eseguito l’ordinanza mettendo le manette ai tre minorenni e trasportandoli al Beccaria di Milano. Le accuse sono di tortura, sequestro di persona aggravato, lesioni personali aggravate e rapina aggravata. Il delitto di tortura viene contestato “alla luce del verificato e comprensibile trauma psichico cagionato nella giovane vittima”

Lo scorso 9 novembre una banda di quattro minorenni, uno dei quali era stato già fermato il 20 novembre, ha sequestrato un coetaneo in un garage per ottenere informazioni su un suo amico, che aveva con i membri del gruppo un debito di qualche euro per droga. Per diverse ore il giovane è rimasto legato ad una sedia mentre i coetanei lo torturavano e gli facevano del male. Gli autori dei gravissimi fatti sono tre italiani e un giovane di origini ivoriane, frequentano l’ultimo anno di scuola media o il primo anno di superiori, e tutti hanno avuto percorsi di studio “non regolari”.

“È stato, infatti, accertato che la giovanissima vittima, il 9 novembre scorso, è stata minacciosamente avvicinata da quattro coetanei e condotta presso un garage poco distante, nel quale è rimasta rinchiusa per circa tre ore e mezzo”, recita una nota della Procura dei minori. “Qui, il minore è stato sottoposto a percosse, minacce e sevizie. Per quanto acclarato allo stato delle indagini, dopo essere stato legato su una sedia con cavi di acciaio, è stato a più riprese percosso dai quattro indagati; spogliato, a torso nudo e senza scarpe, gli è stata versata addosso acqua gelida e sapone liquido sugli occhi; gli è stato mostrato un coltello, la cui lama gli è stata appoggiata sulla mano immobilizzata, minacciandolo di tagliargli un dito”.