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Suicidio di Francesco Narducci nel 1985: prosciolti i familiari, nessun collegamento con il mostro di Firenze

Il gup di Perugia ha emesso la sentenza relativa alla morte di Francesco Narducci, gastroenterologo che nel 1985 fu trovato morto nel lago Trasimeno. Oggi sono state depositate 934 pagine di motivazione. L'argomento più interessante, e su cui il gup batte maggiormente, è l'irregolarità con cui furono svolte le indagini. Esclusa l'ipotesi di associazione a delinquere in cui sarebbero stati coinvolti i familiari del medico: gli imputati erano stati accusati di falso, omissione di atti di ufficio e occultamento del cadavere. Tutti capi d'accusa prosciolti perché “il fatto non sussiste”: Francesco Narducci si è suicidato e l'autopsia, che erroneamente non fu disposta, l'avrebbe accertato. Non era facile, invece, constatarlo allora, con le modalità di inchiesta con cui furono svolte le ricerche. Anche gli eventuali collegamenti della vicenda con il mostro di Firenze, quindi, sono stati categoricamente esclusi. Soddisfatto il padre di Franscesco, Ugo Narducci, primo incriminato, il quale ha sempre sostenuto la tesi del suicidio del figlio.