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venerdì 1 Luglio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Stampa digitale, serigrafia, incisione laser: le tecniche di stampa e le loro modalità e possibilità di applicazione

Di origini antichissime, la stampa è una tecnica che consente di imprimere un testo o un’immagine su un oggetto. Diffusasi dalla Cina all’Europa fin dai primi secoli dopo Cristo, seppur con metodi più rudimentali e macchinosi, ha subìto una svolta con l’introduzione dei caratteri mobili da parte di Gutenberg nel Quattrocento, per essere poi sottoposta a diversi sviluppi che ne hanno amplificato sensibilmente le possibilità e i metodi di applicazione.

 

L’etimologia del termine si fa risalire a un vocabolo germanico col significato di “pestare”, azione che, di fatto, caratterizzava il processo di realizzazione delle prime impressioni e che costituisce tuttora il fulcro di buona parte di quelle attuali. Tuttavia, nell’ambito dell’oggettistica, le tecniche di stampa formano un ventaglio di metodi ben più ampio e ramificato.

 

HiGift è un sito e-commerce per la vendita di gadget personalizzati, che cura anche il processo con cui il cliente desidera rendere unico il prodotto selezionato. Le vie per raggiungere un risultato caratteristico sono varie, ma le tecniche di stampa costituiscono l’“autostrada”, vale a dire il metodo più rapido e sicuro, per trasferire all’articolo la propria identità.

 

Le tecniche di stampa su HiGift

La stampa digitale è di fatto una macrocategoria, adatta a tirature non molto elevate – massimo 2.000 pezzi – e riproduzioni definite dei colori. Le tecniche che appartengono a questo gruppo differiscono per strumenti e metodi utilizzati, applicabilità e resa finale.

Per il transfer si impiega una pellicola, sulla quale viene applicata la stampa, successivamente trasferita sulla superficie di destinazione; al contrario, nella tampografia si fa uso di tamponi in silicone per riprodurre un’immagine in 2D su un oggetto tridimensionale.

Con il primo si hanno dei costi molto bassi, ma non si può stampare il bianco né avere una riduzione del prezzo per ordini ingenti. Inoltre, la stampa risulta meno durevole.

La tampografia è utilizzata per i simboli delle tastiere, ma è adatta a qualsiasi tipo di superficie e particolarmente indicata per riprodurre forme complesse e irregolari. Permette di stampare fino a quattro colori per articolo, ma consente l’applicazione di un solo colore per volta.

 

Pratiche più complesse sono quelle della sublimazione e della stampa UV led. Quest’ultima prevede l’utilizzo di una stampante che, durante la riproduzione del file, viene seguita dalla luce UV. I raggi hanno la funzione di asciugare il colore, garantendo una resa impeccabile del dettaglio, poiché il fissaggio immediato della tinta impedisce la formazione di macchie al di fuori dell’area prevista per la stampa. Non è adatta ad articoli che vengono lavati spesso né agli oggetti in silicone.

Nel caso della sublimazione, invece, il procedimento si configura come segue: l’immagine viene stampata su una carta apposita e applicata sul prodotto, successivamente ripresa con un nastro adesivo termico ed esposta ad altissime temperature all’interno di forni. È in quest’ultimo passaggio che avviene la sublimazione, ovvero il fissaggio del colore sul tessuto. Può essere applicata su articoli in poliestere o su prodotti rigidi rivestiti da un apposito primer e di colore bianco, come capi d’abbigliamento, sottobicchieri, portachiavi e tazze.

 

Fra le altre tecniche di stampa ci sono l’incisione e la stampa a caldo. La prima utilizza un raggio laser che intaglia la superficie dell’oggetto, mentre la seconda è il metodo con cui ottenere gli effetti di rilievo e bassorilievo.

L’incisione laser è adatta a materiali quali legno, plastica, ceramica e metallo. Esempi di articoli personalizzati con questo processo sono portachiavi, sottobicchieri e thermos. Rende molto bene il contrasto e la profondità.

La stampa a caldo offre un risultato molto dettagliato, ma soggetto a usura. Inoltre, è particolarmente indicata per biglietti da visita, braccialetti in silicone, portachiavi e agende, ma sconsigliata per prodotti molto sottili, dove l’immagine rischierebbe di essere vista dall’altra parte.

 

Infine, la serigrafia consiste nell’applicare uno stencil su una rete molto tesa fissata a un telaio – chiamato setino – precedentemente rivestita di un’emulsione o di una pellicola fotosensibile. Quest’ultima viene polimerizzata insieme alle parti esposte del setino tramite dei raggi UV, che non intaccano l’immagine. Pulendo il telaio, l’inchiostro della figura passa attraverso la rete sul supporto da stampare, riproducendo il disegno. Si tratta di un processo adatto a tutti i tipi di materiali e che prevede un abbassamento di prezzo con l’aumento della quantità di prodotti ordinata. La stampa è duratura, ma non possono essere riprodotti molti colori. Per questo, non è adatta a immagini complesse, ma piuttosto a grafiche semplici, come loghi e nomi.

 

Esistono altre tecniche di stampa: il ricamo per tessuti, la stampa vision film per le lenti degli occhiali, la sovrastampa a getto di inchiostro per quaderni, foto e superfici in bambù naturale o legno. Ognuna permette di personalizzare il prodotto scelto secondo il proprio gusto. Ciononostante, le indicazioni sopraindicate possono suggerire l’opzione più adatta all’obiettivo prefissato. Si potrà così scegliere fra il ricamo o il transfer in base all’immagine da riprodurre, oppure preferire la serigrafia per ordini ingenti e la tampografia per gadget personalizzati in piccole quantità. In ogni caso, conoscere le varie possibilità così come pro e contro delle tecniche a disposizione può essere determinante nella scelta della soluzione migliore per le proprie esigenze.

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