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lunedì 26 Settembre 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Splendido ritrovamento archeologico: Roma, “Il Museo” a cielo aperto

Scoperto complesso architettonico durante i lavori della Rinascente.

Roma! Roma ancora sovrana dopo circa duemila anni! L’Urbe che ancora mostra nel corso di questo XXI secolo la magnificenza e lo splendore dell’Impero! Un ritrovamento eccezionale quello che è stato fatto durante i lavori per il nuovo complesso della Rinascente, tra Via Due Macelli e Via del Tritone, che sarà inaugurato il prossimo 12 ottobre. A riemergere il complesso dell’Acqua Virgo.

La scoperta

La scoperta è avvenuta durante i lavori fatti per costruire l’edificio del famoso brand di magazzini, prima degli Agnelli, ora del thailandese Group of Companies. Gli operai hanno buttato giù una palazzina risalente agli anni ’50 ed hanno costruito un nuovo edificio. Durante il consolidamento delle fondamenta, sono emerse tracce dell’antico complesso che hanno fatto scattare l’intervento della Soprintendenza archeologica. I carotaggi sui perimetri hanno subito datato il reticolato riemerso.

L’area archeologica

Si tratta di 15 arcate della cosiddetta “Acqua Vergine” uno dei complessi più importanti della rete di acquedotti dentro la città. L’area archeologica ha fatto riemergere una porzione quasi intatta del tessuto urbano e delle sue evoluzioni compreso tra il Pincio e il Quirinale. Si contemplano i resti di due acquedotti e della Salaria Vetus con dei sepolcri monumentali che vi si affacciavano (I a.C). Poi insulae e tabernae di prima e media età imperiale. Una domus signorile arricchita di uno “stibadium”, una specie di divano triclinare dove i ricchi signori si accomodavano per mangiare. Un piccolo impianto termale “balneum” del IV d.c. Tutto il complesso è decorato con mosaici e pavimenti in marmi policromi.

Le dichiarazioni della Soprintendenza

Si tratta di una scoperta importante. La collaborazione tra pubblico e privato permetterà di creare una nuova preziosa area archeologica all’interno della Rinascente e quindi della città. Grazie a una visione innovativa dei Beni Culturali della Soprintendenza Speciale di Roma si darà una maggiore valorizzazione alla nuova area archeologica. Questo il succo delle dichiarazioni di Francesco Prosperetti della Soprintendenza romana. “All’interno di uno spazio pubblico, aperto e senza biglietto – ha spiegato –  verrà offerto qualcosa di unico al mondo: le arcate dell’Aqua Virgo, accompagnate da un racconto filologico con la suggestione delle ricostruzioni in realtà virtuale, che aiutano a conoscere l’acquedotto e la storia di quella parte della Roma barocca topograficamente così significativa sin dall’età antica.”

Le spese di recupero

Il gruppo Rinascente ha sostenuto tutte le spese di recupero dell’area, mettendo in bilancio anche i costi dei due anni di ritardo dei lavori. Quando si vuole costruire a Roma, non dovrebbe destare molta meraviglia l’alta probabilità di ritrovare reperti archeologici. Si tratta dell’Urbe, della città “Caput Mundi”, dell’Impero.