Sparatoria, c’è un colpo di scena: spunta un coltello a serramanico

Colpo di scena nella sparatoria di mercoledì scorso che ha portato all’arresto di Daniele Carinci, il poliziotto trentasettenne che ha ferito l’attuale compagno dell’ex moglie. Ora spunta un coltello a serramanico, di 13 centimetri .

L’esplosione del colpo sarebbe stata una conseguenza del fatto che il ragazzo della ex moglie, il trentatreenne, avrebbe tirato fuori un coltello puntandolo addosso al poliziotto, tale da provocare la reazione di Carinci. Queste alcune dichiarazioni rilasciate ieri mattina dall’agente in servizio alla Questura di Frosinone, durante la convalida dell’arresto, davanti al gip Antonello Bracaglia Morante, alla presenza del suo avvocato Nicola Ottaviani.

Il poliziotto ha dichiarato, infatti, di aver tirato fuori la pistola e aver sparato un colpo in modo accidentale solo per una legittima difesa o per quello che viene definito tecnicamente eccesso colposo nella legittima difesa. Il gip ha accolto la richiesta della difesa di riqualificazione giuridica del fatto. Il reato è stato derubricato da tentato omicidio a lesioni gravissime. Il pm Ricca aveva chiesto il tentato omicidio.

Per il trentasettenne la misura dei domiciliari. Il giudice ha disposto ulteriori indagini per un periodo di 90 giorni, anche per accertare quanto ricostruito dall’agente durante la convalida fiume di ieri mattina. Il coltello è stato ritrovato dai carabinieri sul luogo dove è stata sfiorata la tragedia.

La ricostruzione
È stato ascoltato per tre ore il poliziotto, la decisione del giudice è arrivata dopo 5 ore di camera di Consiglio. Derubricato quindi il reato in lesioni gravissime e concessi i domiciliari, per evitare un eventuale inquinamento probatorio, durante il compimento delle indagini su quanto da lui dichiarato.

Intanto, il trentatreenne è stato trasferito ieri dall’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone, dove è stato ricoverato nella tarda serata di mercoledì, al policlinico Umberto I di Roma dove sarà operato. Il ferito è stato colpito a una mano e una gamba e solo per poco il colpo non ha trafitto l’arteria femorale.

Poco dopo l’accaduto, che ha avuto come teatro una zona periferica della città di Veroli, il trentasettenne si è costituito. Ha raggiunto la Questura dove presta servizio e ha raccontato quanto era successo in via Currivè, a La Mosca. L’uomo è stato arrestato e per lui è stata disposta la misura dei domiciliari. Il poliziotto, come detto, è difeso dall’avvocato Nicola Ottaviani, mentre l’attuale compagno della moglie, il trentatreenne verolano rimasto ferito, si è affidato agli avvocati Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani.