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Sentieri Cinque Terre, multe ai turisti in infradito

Linea dura del Parco per i troppi infortuni dovuti all’incuria e quest’anno gli sbarchi a Spezia passano da 450 a 750.000

Il Parco delle Cinque Terre si prepara a una stagione del 2019 che se non governata rischia di essere ancora più caotica delle precedenti visto che raddoppieranno i croceristi in arrivo al porto di La spezia e che tutti, inesorabilmente, vorranno partecipare all’immancabile gita morda e fuggi in quel paradiso verticale di borghi, fasce e sentieri.

E proprio gli impervi sentieri, o per meglio dire i gitanti che li percorrono improvvisandosi escursionisti in bermuda e ciabatte, rappresentano una delle principali emergenze. Al punto che il Parco ha deciso di introdurre, seppure in maniera progressiva, le multe a chi si incamminerà nei sentieri in infradito.

“Il problema fondamentale è che troppi pensano di essere al mare e quindi di poter girare in infradito come fossero a Riccione – spiega Patrizio Scarpellini direttore del Parco – Ma questa, anche se affacciata sul blu è vera montagna, con tutte le sue insidie. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato un aumento degli interventi dell’elicottero dei vigili del fuoco dovuti a infortuni in buona parte riconducibili a una sottovalutazione del percorso e all’assenza di un equipaggiamento, sostanzialmente le scarpe, minimamente adatto”.

“Le multe – continua Scarpellini – sono quelle previste dalla legge del Parco e oscillano fra 50 e 2500 euro. È evidente che prima della fase repressiva ce ne sarà una informativa. Attraverso opuscoli, manifesti, ma anche, ad esempio, obbligando il turista che acquisterà on line la nostra card a validare una nota in cui lo si informa del divieto di accesso senza le scarpe adeguate”.
Contemporaneamente scatteranno i primi filtri nell’accesso al “sentiero azzurro” e i vari organi di polizia e addetti del Parco verificheranno il tipo delle calzature e sconsiglieranno il turista dall’intraprendere la camminata con ciabatte, ballerine o scarpe comunque non adatte.
Dopo questa fase “collaborativa” sarà il momento dei verbali.

“Sono i numeri del porto di Spezia che ci obbligano a prepararci – dice Scarpellini – Dai 450 mila croceristi dello scorso anno si passerà, fra aprile e ottobre di quest’anno, a 750 mila e questo vuol dire il raddoppio del numero di visitatori che si riverseranno alle Cinque Terre. Proprio per questo motivo abbiamo già avviato una serie di incontri per cercare di attutire l’impatto di questa massa specie nel momento in cui si deve concentrare nelle stazioni ferroviarie. Stiamo studiando percorsi di accesso o rientro che comprendano visite a musei, luoghi storici o monumenti in grado di rallentare e frazionare il flusso continuo”.