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Scontro Salvini-sindaci sulla nuova direttiva antidegrado

Sindaci “distratti”, dice Salvini, nelle stesse ore in cui firma una controversa direttiva per rinforzare la sicurezza nelle città e contrastare il degrado urbano.

“Guerra totale al degrado urbano, a spacciatori e balordi”, tuona il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. E infatti, nelle stesse ore il leader del Carroccio firma e dirama una direttiva in cui ricorda che un decreto legislativo del febbraio 2017 ” affida ai Sindaci ed alle Autorità di pubblica sicurezza strumenti operativi, indicati nel Capo II dello stesso decreto, volti a prevenire e contrastare l’insorgenza di condotte di diversa natura che – pur non costituendo violazioni di legge – sono comunque di ostacolo alla piena mobilità e fruibilità di specifiche aree pubbliche. Il riferimento è all’ordine di allontanamento e al divieto di accesso (c.d. daspo urbano)”. Dopo il decreto-legge del 4 ottobre 2018, la competenza del daspo urbano è stata estesa ai presidi sanitari e alle aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli. L’obiettivo, richiama la direttiva, è di garantire la sicurezza nelle città, con particolare riferimento alle “piazze di spaccio”.

Oltre a questi strumenti a disposizione dei Sindaci, ci sono poi “provvedimenti prefettizi che vietano lo stazionamento a persone dedite ad attività illegali, disponendone l’allontanamento, nelle aree urbane caratterizzate da una elevata densità abitativa e sensibili flussi turistici”. La polemica nasce proprio dalle competenze dei Prefetti, che sembrano sovrapporsi a quelle dei primi cittadini. Non poche critiche hanno suscitato le parole di Salvini, che ha definito i sindaci “distratti”, e quindi bisognosi d’aiuto nel gestire il degrado e il decoro urbano. “Dove non arrivano i sindaci, arriviamo noi”, sostiene il Ministro dell’Interno. La reazione dei primi cittadini era inevitabile. Tra le varie critiche emerge quella del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che spiega che “oggi sindaci e prefetti, come avviene per esempio a Milano, collaborano già benissimo senza bisogno di indicazioni dall’alto”. “Quello che mi incuriosisce è capire se l’arroganza salviniana avrà o meno un limite”. “‘Distratto’, come definisce un sindaco che non fa quello che vuole lui, è un aggettivo fuori luogo. Gli consiglierei di chiedere scusa a tutti i primi cittadini che ogni giorno ci mettono la faccia per il bene della comunità”.