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Scontro metro: condannato macchinista

Confermata la condanna al macchinista Angelo Tomei che nel 2006 causò la morte di una donna e il ferimento di 452 persone.

Per l’incidente che il 17 ottobre 2006 causò la morte di una donna e il feirmento di 452 perosne alla fermata della metro di Vittorio Emanuele, il macchinista Angelo Tomei è stato condannato a in Corte di Appello a 5 anni.

Era staot accusato di omicidio colposo e disastro ferroviario. In primo grado era stato assolto. All’epoca Tomei aveva tamponato il convoglio davanti a lui. Andava infatti a una velocità di 40 kilometri orari, invece che ai 15 consentiti. La centrale gli aveva anche detto di procedere lentamente. Non solo, gli era anche stato detto di passare con il rosso.

Così si era andato a scontrare con l’altro convoglio, causando l’inferno sui binari e in stazione. Nel 2015, il pm Elisabetta Ceniccola aveva sollecitato per Tomei e i dirigenti dell’epoca, Gennaro Antonio Maranzano, responsabile dell’area esercizio e produzione, Roberto Gasbarra, responsabile del coordinamento del movimento metropolitane, e Ernesto De Santis, capo servizio Metro A, una pena di tre anni e mezzo di reclusione.

I dirigenti adesso sono stati tutti assolti.