Sanremo, è Amadeus a fare un passo indietro

Una prima serata ricca di personalità scoppiettanti che catturano la scena, ma quella di Amadeus non è tra queste.

Sul palco di
Sanremo non manca mai nulla. La comicità, la buona musica, le banalità, le
sorprese. La prima serata andata in onda ieri su Rai1 portava il peso di accese
polemiche che nelle ultime settimane hanno fatto parlare del Festival, come
quella per i commenti di Amadeus sulle donne capaci di restare “un passo
indietro”. Ma la verità è che nella sua prima esperienza di conduzione di
Sanremo, è stato proprio Amadeus a fare un passo indietro, quasi a non voler rubare
la scena a tutti gli altri: Fiorello, le conduttrici, gli artisti.

Non una scelta ragionata, per placare le critiche sulle sue uscite infelici (su cui è stato capace di fare autoironia), ma piuttosto una paura di sbagliare. Talmente tanta che Amadeus non ha fatto altro che leggere il suo copione, spostarsi sul palco come gli era stato indicato, e assicurarsi che anche gli altri lo facessero, indicando uscite e punti in cui posizionarsi. La tendenza a nascondersi del presentatore si è vista fin da subito, da quando si è trovato sul palco insieme a un colosso come Fiorello. E poi nello sketch con Diletta Leotta, o nei momenti sul palco insieme a Rula Jebreal, era sempre lui a fare un passo indietro. È quindi possibile che tutti coloro che all’apertura della serata covavano rancore verso Amadeus per l’ultima bufera, alla fine dello spettacolo abbiano addirittura provato una certa simpatia per la sua timidezza sulla scena.

Sono state altre
le personalità che hanno rubato l’attenzione del pubblico. Fiorello, in primis,
che esordisce vestito della tonaca di Don Matteo e spara subito a zero su M5S, “Mattei”
e Sardine. La sua straordinaria capacità scenica tornerà a ravvivare i toni
lenti di Amadeus più volte nel corso della serata, abbastanza da creare un bell’equilibro
nella conduzione. Tra gli artisti in gara, è senza ombra di dubbio di Achille
Lauro la performance di cui si parlerà di più. Entra in scena con un mantello nero
e i piedi scalzi, a richiamare San Francesco. E proprio come il Santo, anche Achille
Lauro nel bel mezzo della sua esibizione si spoglia dei suoi averi e resta solo
con una tutina aderente che lascia poco spazio alla fantasia. Una mossa
provocante e dissacrante, come quando madonna Madonna scelse di cantare di
sesso esponendo crocifissi. Il tutto condito con un pizzico di atmosfera queer
che rende l’esibizione di Achille Lauro una delle più memorabili della serata.

L’esordio del
70esimo Sanremo è stato anche delle donne, che hanno parlato di donne. Diletta
Leotta si lancia in un monologo sulla caducità della bellezza, allo stesso
tempo però necessaria, provoca la giornalista, per salire sul palco dell’Ariston.
Un siparietto un po’ banale e inutilmente (ed eccessivamente) personalizzato. Diletta
si mostra molto più abile nella sua zona di confort, quella di una telecronaca
del Festival con tanto di intervista al goleador di Sanremo Amadeus.

La donna che è riuscita a catturare l’attenzione, le menti e i cuori, del pubblico è stata la giornalista palestinese Rula Jebreal. Prima per la sua bellezza naturale, poi per il suo accento esotico, e finalmente nel suo monologo con la sua storia e il suo messaggio contro la violenza sulle donne. Due libri sotto lo sguardo di Rula, uno nero e uno bianco, contenenti l’uno le parole orribili rivolte alle donne, l’altro la poesia di canzoni scritte per loro. Parla di sua madre, vittima di violenze e infine suicida, e di sua figlia, per cui combatte per costruire un mondo migliore per tutti, anche per le donne. Ricorda, con le lacrime agli occhi, che in Italia, in media, 88 donne al giorno hanno subito abusi e violenze negli ultimi due anni, una ogni 15 minuti. Ogni tre giorni è stata uccisa una donna, sei solo nell’ultima settimana. Nella maggior parte dei casi, il carnefice ha le chiavi di casa.

Di A.C.