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giovedì 30 Giugno 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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EDIZIONI REGIONALI

Salute: Regione, nuovo piano emergenze già entro fine legislatura

Articolato confronto con professionisti del Sistema sanitario

Trieste, 30 mag – Arrivare entro la fine della legislatura non
solo con la scelta del numero di centrali operative ma anche con
il nuovo piano delle emergenze già perfezionato.

Questo il concetto espresso oggi a Trieste dal vicegovernatore
con delega alla Salute in sede di Commissione III del Consiglio
regionale nel corso del punto all’ordine del giorno titolato
“presentazione ipotesi di riorganizzazione sistema regionale
emergenza urgenza in riscontro a mozione approvata dal Consiglio
regionale n. 282/2021”.

Come ha spiegato il rappresentante della Giunta, il lavoro fatto
dall’Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs) su
sollecitazione del Consiglio regionale ha espresso una serie di
considerazioni senza giungere a delle conclusioni. In
quest’ottica l’assessore ha auspicato come, su un terreno
complesso di tecnicalità quale quello afferente
all’organizzazione del sistema dell’emergenza, le competenze
dell’Aula arrivino fino a un certo limite, precisando inoltre di
fare grande attenzione a convinzioni precostituite e al
sindacalismo territoriale.

Il nodo di fondo della questione, come ha sottolineato
l’assessore, non sta tanto nel numero di centrali realizzate
(una) quanto il non aver garantito una catena di collegamento,
con una frammentazione delle fasi del sistema dell’emergenza.
Una criticità, questa, su cui hanno concordato i professionisti
coinvolti nell’analisi dell’Arcs.

Altro punto su cui l’esponente dell’Esecutivo regionale ha
annunciato un intervento è quello del sistema informatico di
backup, attualmente gestito da fuori regione.

Nell’ambito delle soluzioni emerse dagli incontri con i
rappresentanti dei medici e degli infermieri ha trovato un
consenso prevalente la proposta di far diventare il sistema
dell’emergenza unico un soggetto terzo, configurato sul piano
organizzativo in maniera tale da superare le frammentazioni della
filiera, o prevedendo in via ipotetica un’eventuale integrazione
della nuova struttura all’interno dei sistemi aziendali, a
condizione però che il Sistema sanitario regionale sia rispettoso
degli standard del Decreto ministeriale n.70.

Come ha concluso il vicegovernatore, il lavoro adesso prosegue
con la raccolta da parte di Arcs delle disponibilità dei
professionisti i quali hanno riconosciuto all’Amministrazione
come per la prima volta sia stato garantito un coinvolgimento sul
tema.
ARC/GG/pph