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Roma, 136 voragini dall’inizio dell’anno. La Città Eterna continua a sprofondare

2018 da record per le voragini nella Capitale: ha superato quota 104 del 2013 e l’anno non è ancora terminato

 

136 voragini segnalate nella Città Eterna nei primi 11 mesi del 2018 con dati fermi ad ottobre. Nel mese di marzo si erano già registrati 43 sinkholes nel territorio romano, il doppio del 2017 con 21 sprofondamenti nello stesso mese. La principale causa delle mega buche a Roma sono le moltissime cavità sotterranee, scavate dai romani per l’estrazione di materiali da costruzione e concentrate maggiormente nella parte orientale della città. Una rete di gallerie sotto terra di 32 chilometri, che l’Ispra ha misurato e mappato, ma mancante di molte aree ancora sconosciute. Una di quelle è la grande Catacomba scomparsa di San Felice, sulla Via Portuense, che era uno dei principali cimiteri della Roma cristiana del IV-V sec, non ancora mappata.

Il “Rapporto Roma Sicura” redatto dal Distretto, dalla Protezione Civile, da Ispra e Italiasicura aveva focalizzato l’attenzione sul rischio idrogeologico di Roma e sui 1.135 ettari di aree urbane a rischio frane, smottamenti, voragini e alluvioni. Circa 250mila romani vivono in quelle zone, ed è il più alto numero di abitanti sottoposti a questi pericoli in Europa. Erano state censite 28 zone interessate da frana e ben 383 siti soggetti a fenomeni franosi, soprattutto nella parte orientale della Capitale, ma anche nel centro storico e verso ovest. I quartieri maggiormente soggetti sono Tuscolano, Prenestino, Tiburtino, Centocelle, Appio, San Giovanni, Gianicolense e Portuense, e in zone dell’Aventino, Palatino ed Esquilino.

I numeri vedono un aumento esponenziale dei fenomeni, passando da una media di 16 voragini l’anno (dal 1998 al 2008) a più di 90. Il 2018 ha già superato il record del 2013 di 104 voragini.