ITALIA

dall'

Solo notizie convalidate
lunedì 27 Giugno 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

EDIZIONI REGIONALI

Quartiere Diamante. Il cantiere liberato da tutti i detriti, ora la fase di ricostruzione

Lunedì 23 maggio alle ore 10 presentato in loco il progetto di rigenerazione urbana sulle colline di Begato che dopo quarant’anni cambierà la faccia al quartiere. Presenti all’evento il presidente di Arte, il sindaco di Genova, l’assessore comunale alle politiche della Casa e Housing sociale, il presidente di Regione Liguria, l’assessore regionale alle Politiche Abitative ed Edilizia. 

 

Entro metà luglio la gara per l’affidamento dei lavori per il complesso delle opere.

 

Si è conclusa così la fase 2 del progetto di riqualificazione del quartiere Diamante, a Begato, con la  demolizione delle cosidette “Dighe” e la rimozione dei 30.000 metri cubi di detriti inerti non pericolosi. Macerie trasportate con circa 1.500 viaggi fino all’area di trattamento nel cantiere di via Polonio, nel quartiere di Trasta, a soli 4 km dal sito.

 

In parallelo sono stati trattati i rifiuti inerti non pericolosi provenienti dalle attività di demolizione dei fabbricati che frantumati sono stati riutilizzati per il riempimento e la formazione di un sottofondo per i futuri fabbricati e piazzali. Grazie alle propedeutiche operazioni di strip-out e al processo di riduzione volumetrica e eliminazione delle parti ferrose, è stato possibile trattare, riciclare e impiegare i materiali di risulta che sono diventati materia prima secondaria. Questa soluzione ha consentito anche di contenere l’attività di trasporto agli impianti fissi autorizzati, rispettando il criterio di prossimità per la gestione dei rifiuti.

 

In parallelo è stata avviata la fase 3 che ha l’obiettivo di rigenerare il quartiere.

 

Nella parte edificata della Diga Bianca, al civico 11 di via Cechov saranno realizzati alloggi ad alta efficienza energetica: l’intervento verrà suddiviso in due lotti funzionali per cui  si è conclusa la progettazione esecutiva ed entro metà di luglio sarà avviata la gara per l’affidamento dei lavori relativi al primo lotto.

 

Verranno realizzate 3 palazzine di alloggi  innovativi su una porzione del sedime in precedenza occupato dalla “Diga”, la piazza del Diamante piantumata con essenze di pregio, spazi per associazioni, la casa della Cultura, il parco dell’Energia e dell’Ambiente, interventi di riqualificazione esterna, aree verdi educazione ambientale, spazi gioco e aree didattiche, ilrecupero di antiche “creuze” e un sentiero alla chiesa San Giovanni Battista che domina la valletta.

 

In totale saranno disponibili 60 alloggi di cui 40 destinati all’edilizia residenziale pubblica e 20 all’edilizia residenziale sociale.

 

Grazie all’inserimento del progetto di rigenerazione urbana del quartiere Diamante di Begato, presentato dall’Amministrazione regionale, tra quelli ammessi al finanziamento del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare PINQuA, deriva un grande masterplan  – su quasi 250.000 mq di territorio – di rigenerazione urbana e sociale.

 

A fronte dei 170.000 mc di volume demolito, verranno realizzati circa 18.000 mc di edificazione, utilizzando solo una porzione del sedime occupato dalla “Diga”: un intervento senza consumo di suolo.

 

La conclusione lavori è prevista per la fine del 2025.

 

Oltre ai 7.2 milioni di euro per le demolizioni  e ai 2.2 milioni per la riqualificazione della parte conservata, al civico 11 di via Cechov, il programma PINQuA, cuba un finanziamento di circa 15 milioni di euro così suddivisi: 11.3 milioni per la realizzazione delle palazzine, 1.3 milioni per il parco dell’energia e dell’ambientee 2.4 milioni per opere accessorie e servizi al quartiere.

 

Partita nel luglio 2019 la fase 1 del progetto ha reso possibile il trasferimento di 374 nuclei familiari residenti a Begato, per un totale di 776 persone, in appartamenti rinnovati in diverse zone della città.

Sono stati recuperati 630 alloggi sfitti, con un investimento di circa 17 milioni di euro, per ricollocare le famiglie residenti e il recupero del patrimonio di Arte.

 

Gli inquilini sono stati rialloggiati nei diversi quartieri della città: in Valpolcevera è rimasto 45 % degli inquilini mentre il 18% ha ricevuto un alloggio in centro, il 17% a Ponente, il 15% in Val Bisagno e il 5% a Levante per raggiungere la massima integrazione nel tessuto sociale.

 

Nel piano di rigenerazione del quartiere, realizzato su disegno dell’architetto Pietro Gambacciani negli anni 80, è stata demolita la Diga Rossa mentre è stata conservata la porzione, a partire dal giunto strutturale “sud” in prossimità del vano scale di via Cechov 11, della Diga Bianca.

 

Nei primi mesi sono state eseguite operazioni di strip-out, ossia tecnica di lavoro che anticipa la demolizione e consente di differenziare tutti i rifiuti già in cantiere prima di abbattere le strutture edili. In questa fase sono state separate e smaltite circa 2.700 tonnellate di materiale, tra cui mobili e suppellettili residui, infissi, tapparelle, corpi scaldanti, tubi, material elettrico, rivestimenti e porte antincendio. Lo strip-out esterno ha  interessato, invece, la rimozione dei pannelli del rivestimento di facciata e delle guaine di copertura.

 

Nell’aprile dello scorso anno la demolizione vera e propria è durata circa 6 mesi: le operazioni sono state eseguite con un escavatore Liebherr 984 dotato di braccio demolitore da 60 mt., affiancato da un escavatore Liebherr 954 con braccio demolitore da 30 mt. e numerosi altri mezzi operativi.

In prima battuta si era separata strutturalmente la porzione della Diga Bianca oggetto di recupero, per proseguire con la demolizione della restante parte dell’edificio.

Si è passati, poi, alla demolizione della Diga Rossa affrontata su 2 fronti nei pressi dei civici 92 e 95 di via Maritano così da minimizzare i tempi di interdizione alla viabilità nella strada, riaperta per l’apertura delle scuole.

Il tutto è avvenuto sotto un costante monitoraggio ambientale eseguito da una ditta specializzata con comunicazione continuativa dei risultati dei monitoraggi a ARPAL e ASL.