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Perché Trump continua a sostituire i suoi collaboratori?

Negli ultimi quindici mesi il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostituito qualche suo collaboratore quasi una volta al mese

Donald Trump ha vinto le elezioni presidenziali americane l’8 dicembre 2016. Il 20 gennaio 2017 si è ufficialmente insediato alla Casa Bianca come Presidente degli Stati Uniti d’America. Negli ultimi 15 mesi di presidenza, il Tycoon ha sostituito un membro del suo gruppo di collaboratori quasi ogni mese. La domanda che sorge spontanea è una: perché?

Se tutto ciò fosse successo nei primi mesi di mandato, avremmo parlato di adattamenti ordinari e correzioni alla squadra di governo. Però è passato quasi un anno e mezzo, e le sostituzioni avvengono con cadenza mensile quasi regolare. Sembrerebbe che il Presidente voglia cambiare il suo gruppo di stretti collaboratori con regolarità temporale. Tutti questi cambiamenti vanno a vantaggio di chi? Che cosa risolvono?

La personalità di Donald Trump rende rischioso e azzardato ogni tentativo di entrare nella sua testa e cercare un senso nelle sue decisioni. Tuttavia, alcune considerazioni sono d’obbligo. Il fatto che il 45esimo Presidente degli Stati Uniti cambi continuamente i membri del suo gabinetto può essere causato da due fattori. O, da una parte, non ha saputo sceglierli bene all’inizio. Oppure, dall’altra, i suoi obiettivi e le sue strategie non sono delineati in modo netto. Se si dovesse azzardare una scelta tra le due ipotesi, probabilmente si propenderebbe per la seconda.

Che vantaggio c’è nella scelta di certe sostituzioni, e dove si vuole andare?

Negli ultimi giorni il Mr. Trump ha sostituito il responsabile della Politica Estera. In questo modo ha la possibilità di reindirizzare le misure di quella politica, attribuendo eventuali errori passati al precedente collaboratore. Se Donald Trump non delineerà una nuova linea di Politica Estera nelle prossime settimane, sarà evidente che la programmazione geopolitica del Tycoon è inadeguata. Gli americani e il mondo intero sono in attesa di risultati tangibili.

Inoltre, per concludere, è bene tenere in considerazione i pregressi professionali del nuovo Segretario di Stato scelto da Trump. La nuova recluta è specializzata in un campo ben definito, quello che ruota attorno alla Central Intelligence Agency (CIA). I valori aggiunti che questa scelta può portare sono senza dubbio essenziali per la vita di uno Stato. Dall’altra parte, però, forse il profilo del nuovo Segretario di Stato non si addice al Capo di una grande diplomazia come quella degli Stati Uniti d’America.

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