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Papa ai nuovi preti, “state lontani dai soldi, siate poveri”

 

 

 

“Per favore, allontanatevi dalla vanità, dall’orgoglio dei soldi: il diavolo entra dalle tasche, pensate questo”. Così il Papa ai nove sacerdoti ordinati oggi in San Pietro.

“Siate poveri, come povero è il santo popolo fedele di Dio – ha detto nell’omelia -. Poveri che amano i poveri. Non siate arrampicatori. La carriera ecclesiastica… così diventi funzionario, e quando il sacerdote entra a fare l’imprenditore, della parrocchia, del collegio, perde quella vicinanza al popolo, perde quella povertà che lo assomiglia a Cristo povero e crocifisso, e diventa imprenditore, sacerdote imprenditore, non servitore”.

“Questa non è una carriera, è un servizio – ha sottolineato papa Francesco, parlando ‘a braccio’ -, un servizio come lo stesso che ha fatto Dio al suo popolo. E il servizio di Dio al suo popolo ha uno stile: uno stile di vicinanza, di compassione e di tenerezza. Questo è lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza”. Il Pontefice ha poi spiegato che “le vicinanze cui attenersi sono quattro: vicinanza con Dio, nella preghiera, nei sacramenti, nella messa. Parlare col Signore, essere vicino al Signore. Siate vicini al santo popolo fedele di Dio, ma prima di tutto vicini a Dio con la preghiera”. “Il sacerdote che non prega – ha osservato – lentamente spegne il fuoco dello Spirito dentro”.

“Secondo – ha continuato Francesco -, la vicinanza al vescovo, perché nel vescovo voi avrete l’unità, voi siete collaboratori del vescovo, vicinanza. Anche se succede qualcosa di brutto, la prima cosa è chiama il vescovo. ‘Ma questo vescovo non mi piace, mi tratta male’, Sii umile, va dal vescovo”.

“Terza vicinanza, fra voi – ha proseguito -. E io vi suggerisco un proposito da fare in questo giorno: mai sparlare di un fratello sacerdote. Se voi avete qualcosa contro un altro, siate uomini, voi avete i pantaloni, andate lì e diteglielo in faccia. Oppure va’ dal vescovo che ti aiuta. Ma mai sparlare: non siate chiacchieroni, non cadete nel pettegolo unità fra voi”.

“Ultima vicinanza, la più importante: vicinanza al santo popolo di Dio – ha aggiunto il Pontefice -. Voi siete stati eletti, presi dal popolo di Dio: non dimenticatevi da dove siete venuti, dalla vostra famiglia, dal vostro popolo. Non perdete il ‘fiuto’ del popolo di Dio”. “Sacerdoti di popolo, non chierici di Stato”, ha raccomandato.

“Lo stile di vicinanza, che è lo stile di Dio – ha detto ancora -, che è di compassione e di tenerezza, non chiude il cuore ai problemi, e ne vedrete tanti! Problemi della gente, quando la gente viene a dire i problemi. Perdete tempo, ascoltando e consolando! La compassione, che ti porta al perdono, alla misericordia. Per favore, siate misericordiosi, siate perdonatori, perché Dio perdona tutto, non si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”.

“Vicinanza e compassione, ma compassione tenera, di padre, che fa sentire che si è nella casa di Dio – ha ribadito -. Vi auguro questo stile, questo stile è lo stile di Dio”. “Abbiate sempre questa immagine – ha infine suggerito il Papa -, pastori vicini a Dio, al vescovo, fra voi. Pastori, non imprenditori, e allontanatevi dal denaro. E poi ricordatevi che è bella questa strada delle quattro vicinanze, questa strada di essere pastori, perché Gesù consola i pastori, perché lui è il Buon Pastore: cercate consolazione in Gesù, cercate consolazione nella Madonna, la madre. E portate le croci, ce ne saranno nella vostra vita, nella mano di Gesù e della Madonna. E non abbiate paura. Se voi siete vicini al Signore, al vescovo, fra voi, se voi avere lo stile di Dio, non abbiate paura, che tutto andrà bene”.