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Mirella Ansaloni, uccisa a colpi di bottiglia. Il figlio: “Mi vergogno di essere italiano”

 

La giustizia fa il suo corso, o almeno dovrebbe, ma talvolta qualcosa va storto. Pochi giorni fa, era finita sotto accusa dopo il caso scoppiato intorno all’omicidio di Stefano Leo,ucciso a coltellate da Said Mechaquat, che quel giorno sarebbe dovuto essere in carcere e invece girava a piede libero per le vie di Torino. Ma nuove accuse si scagliano contro la macchina giuridica , dopo che Claudia Ferretti – pm della Procura di Modena – ha chiesto una condanna per dodici ed otto anni agli assassini di Mirella Ansaloni. 

La 79enne venne trovata senza vita nella sua abitazione di via Orazio Vecchi, a Finale Emilia, il 18 settembre del 2017. Una morte all’inizio identificata come naturale, poi l’autopsia tolse ogni dubbio ed emerse che la donna, pensionata, era stata uccisa con un colpo di bottiglia in testa. I sospetti degli inquirenti ricaddero su un gruppo di amici, tutti stranieri, anche grazie alle testimonianze di alcuni vicini che affermavano di aver visto movimenti sospetti intorno all’abitazione della pensionata. Vennero arrestati in tre: Ayoub Lamsid, 20 anni; Hamza Driouch, 20 anni; e Samir Rida, 21 anni, quest’ultimo scarcerato nel 2018.

I due che vennero definitivamente accusati della morte di Mirella, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, si sarebbero introdotti nell’abitazione della donna nell’intento di rapinarla. L’anziana signora, che ha tentato di ribellarsi, è stata aggredita ed uccisa con dei colpi di bottiglia in testa. I due avrebbe rubato pochi euro e due collier d’oro.

Nel processo con rito abbreviato, nell’udienza del 2 aprile, il Pubblico Ministero Claudia Ferretti ha richiesto per i due ventenni una condanna a soli dodici anni per Ayoub Lamsided e ad otto anni per Hamza Driouch. Entrambi marocchini, quest’ultimo – ritenuto esecutore materiale del delitto -potrebbe espiare la condanna con buona condotta ed ottenere benefici come la semilibertà già nel 2021.

La prossima udienza è attesa a Moderna dopodomani, 12 aprile, ma intanto sulla richiesta del pm si è espresso Valter Biscotti, legale di Simone Benati, figlio della vittima. “Sarà difficile spiegare al mio assistito una richiesta di questo genere a fronte di un fatto così grave, richiesta che proviene dall’accusa, cioè dallo Stato”, ha detto il legale a cui fa eco lo strazio di Simone, costituitosi parte civile nel processo. “Mi vergogno di essere italiano. Stiamo parlando di omicidio, non di una rapina, è una vergogna, nel giro di poco tempo saranno fuori. Nessuno mi ridarà mai mia madre, la speranza, visto che il Processo non è ancora concluso, è che la decisione del Giudice alla fine sia differente a queste richieste”,dice il figlio della donna che chiede giustizia.