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Mafia/ Arrestato a Ceccano il latitante Giovanni Diana, affiliato al clan dei Casalesi

Diana risulta molto vicino a Salvatore Nobis fedelissimo del capoclan Michele Zagaria

CECCANO – Finisce oggi, dopo 3 mesi di latitanza, la fuga di Giovanni Diana, 57 anni boss affiliato al clan dei Casalesi. L’uomo, che si nascondeva in un casolare di Ceccano (Frosinone), è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Caserta, che era sulle sue tracce da settembre dopo che questi era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli per i reati di estorsione aggravata dall’appartenenza ad associazione mafiosa. Ora è rinchiuso nel carcere di Secondigliano.

E’ il secondo latitante stanato in due giorni fuori regione: ieri in Molise è infatti stato catturato Vincenzo Della Volpe, ritenuto vicino all’ex boss Antonio Iovine

Il blitz dei poliziotti della Questura di Caserta, coadiuvati dalla Squadra Mobile di Frosinone, avvenuto nella notte, ha portato anche alle denunce ai danni di un allevatore di Ceccano, il 51enne Franco Fabi, proprietario dell’immobile dove si nascondeva Diana, accusato di favoreggiamento detenzione di arma clandestina, e di un 40enne, trovato in compagnia di Diana al momento della cattura. Secondo la Dda di Napoli che ha coordinato le indagini, Diana sarebbe uno stretto collaboratore e uomo di fiducia di Salvatore Nobis, di cui è anche il cognato. Nobis è un fedelissimo del capoclan Michele Zagaria.

L’operazione Azimut e la storia criminale di Giovanni Diana

Grazie all’operazione anticamorra “Azimut”, la Distrettuale Antimafia di Napoli ha sequestrato nel 2017 il patrimonio di Giovanni Diana, indagato per associazione mafiosa. L’inchiesta ha consentito di documentare gli assetti criminali dell’area casalese all’indomani della cattura del boss Michele Zagaria, considerato il vertice e coordinatore delle varie anime dell’organizzazione. La complessa indagine, avviata dal giugno 2012 al maggio 2013, ha consentito di individuare e braccare i nuovi capi e gregari del “Clan dei Casalesi” dopo l’arresto del “capo dei capi” Michele Zagaria e ha portato alla confisca di un patrimonio pari a trentaquattro milioni di euro. A Diana furono sequestrati un’azienda di allevamento di bufali in provincia di Caserta, 11 appezzamenti di terreno per un totale di circa 19 ettari e circa 500 capi di bestiame, del valore stimato in circa 2 milioni e 700 mila euro. Il malavitoso, il cui reddito risulta sproporzionato alle effettive disponibilità finanziarie, era anche intestatario di un conto corrente bancario e di una carta di credito.