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Linate chiude, aumenta l’impegno della Polizia di Frontiera a Malpensa

Non è sempre facile controllare gli aeroporti durante l’alta stagione, ma questa necessità a Malpensa si fa pressante anche per a chiusura dello scalo di Linate.

L’attività dell’Ufficio di Polizia di Frontiera presso lo scalo aereo di Malpensa si è fatta più intensa negli ultimi giorni, complici non solo il periodo di alta stagione che determina un flusso costante di turisti e viaggiatori, ma anche la chiusura dell’aeroporto di Linate, che per forza di cose determina un maggiore affluenza presso lo scalo di Malpensa. Gli agenti della Polizia di Frontiera, però, sono riusciti e destreggiarsi nell’affollamento e a ottenere risultati soddisfacenti nei primi giorni dell’operazione “bridge”, uno speciale programma di controlli intensi e capillari che adottato dal momento in cui i voli per Linate sono stati trasferiti sullo scalo della brughiera. Questo cambio di destinazioni ha determinato un incremento del 45% dei passeggeri in aeroporto, con un maggiore afflusso sia nelle aree aperte al pubblico sia alle postazioni di controllo passaporti.

Va da sé, quindi, che con l’aumento dei viaggiatori aumenta anche la necessità di controllare che tutte le operazioni procedano in sicurezza, soprattutto per i consumatori. Un piccolo furto ai danni di una passeggera, ad esempio, poteva passare inosservato tra la folla e sotto gli occhi disattenti dei servizi di sorveglianza, ma il rafforzamento del pattugliamento a Malpensa ha permesso di individuarne subito l’autore. Dopo aver raccolto la denuncia della vittima e aver visionato le telecamere di sorveglianza, gli uomini della Polaria hanno rintracciato il ladro: alla donna sono stati restituiti i suoi averi, e l’uomo è stato denunciato per furto aggravato.

Anche il controllo alla frontiera è stato intensificato. “Anche se i voli che operano da Linate sono nella maggior parte con destinazione paesi dello spazio Schengen, il consistente flusso di passeggeri provenienti dal Regno Unito e dagli altri paesi UE soggetti ai controlli di frontiera ha impegnato gli uomini della Polaria”, si legge in un comunicato. Da quando Linate ha interrotto i lavori, sono già stati respinti alla frontiera 65 cittadini stranieri privi “di mezzi di sussistenza per il periodo dichiarato di permanenza, di idonea o valida documentazione comprovante i motivi del viaggio, privi di visto o inammissibili nello spazio Schengen”.