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L’atletica azzurra nella storia, Jacobs e Tamberi sono d’oro

 

È leggenda Marcell Jacobs, il più veloce a Tokyo nei 100 che conquista l’oro con 9’8”’ e conferma il record europeo. Mai nessun italiano in 125 anni di Olimpiadi aveva neanche partecipato alla finale dei 100.

Secondo oro della giornata olimpica per l’Italia, ex aequo, con Gianmarco Tamberi, nel salto in alto.

“Il grande apprezzamento e la soddisfazione” arrivano dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i due ori olimpici di oggi. Quando il capo dello Stato – si ricorda al Quirinale – ha consegnato agli atleti olimpici e paralimpici le bandiere, si era concordato che quanti avessero conquistato medaglie sarebbero stati invitati al Quirinale per ricevere le congratulazioni e i ringraziamenti. “Questi successi nell’atletica conferiranno – aggiunge il presidente della Repubblica – significato ancora maggiore a quell’appuntamento”.

“Sono orgoglioso di voi, vi ho seguito: state onorando l’Italia”. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi – apprende l’ANSA – ha appena telefonato a Tokyo al numero 1 del Coni, Giovanni Malagò, per complimentarsi per la splendida giornata dell’Italia alle Olimpiadi. Poi si è fatto passare i due atleti che hanno vinto la medaglia d’oro nell’atletica, prima Jacobs, poi Tamberi, ha ribadito i complimenti e ha concluso: “Siete stati bravissimi, vi aspetto a Palazzo Chigi”.

“Marcell Jacobos e Gianmarco Tamberi hanno riscritto la storia. Sono orgoglioso di loro e della federazione di atletica”. Al telefono con l’ANSA Giovanni Malagò si commuove e commenta così, senza riuscire ad andare oltre, i 10 minuti più importanti dell’atletica italiana alle Olimpiadi. L’oro nei 100 metri vinto da Marcel Jacobs, ha anche detto Malago’ dallo stadio olimpico, “è una di di quelle cose a cui non solo vale la pena di credere, non solo nei sogni, ma nello sport, ma è qualcosa che sembra impossibile realizzare. Da sola vale una vita di sacrifici e passione”. “Sono stati giorni molto belli per l’Italia, meno sugli ori. Poi c’è stato qualcosa che ha premiato quello che si sta facendo. Complimenti all’atletica, oggi qui c’è l’uomo più veloce del mondo e quello che salta più in alto al mondo, avete reso orgoglioso il Paese”, ha aggiunto il capo dello sport italiano riferendosi a Jacobs e all’oro nel salto in alto Gianmarco Tamberi.

 

L’azzurra Sara Fantini, 23enne di Fidenza, si è classificata per la finale del martello donne con la misura di 71,68 che le è valso il 12/o posto complessivo e quindi l’ammissione alla sfida in cui le migliori si giocheranno le medaglie. “Per me era già un sogno stare qui – il commento dell’azzurra -, figurarsi fare la finale, è la ciliegina sulla torta. E’ fantastico, sapevo di stare bene quando siamo arrivate qui, lo sentivo, però un conto è dire di stare bene, un altro è venire qui alle nove di mattina e fare le qualifiche, che sono sempre difficili da affrontare, soprattutto a livello mentale”. “In più io non sono una persona mattiniera – aggiunge – e oggi mi sono ritrovata un po’ in crisi, però l’ho gestita bene perché, nonostante il caldo e nonostante tutto, continuavo a ripetermi che meritavo di stare qui. E alla fine ce l’ho fatta”. Qualificata alla finale del martello donne, con il terzo posto nella pool B, l’americana Gwen Berry, 32enne di Houston conosciuta anche come attivista di BlackLivesMatter e per i suoi gesti sul podio, come quando ai Panamericani di Lima 2019 alzò il pugno ‘alla Tommie Smith’ e per questo venne squalificata un anno dalla sua federazione. Ai Trials, dove si è piazzata terza guadagnandosi il posto per Tokyo, non si è girata verso la bandiera, rimanendo immobile in posizione frontale.