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La Giunta Sala nega la partecipazione ai cittadini: “Facciamo l’appello” scrive al Difensore Civico

Per mezzo della Dopo oltre 5 mesi dall’inoltro, la prima DRI (Domanda a risposta immediata) presentata dai cittadini milanesi continua ad essere ignorata da Palazzo Marino.

La possibilità di formulare questo tipo di domanda (prima riservata solo ai consiglieri) fu introdotta nel Regolamento per la Partecipazione del Comune di Milano nella precedente consiliatura su iniziativa dell’allora consigliera Patrizia Bedori. La stessa Bedori è ideatrice dell’iniziativa “Facciamo l’appello”, una rete di una cinquantina di associazioni e comitati ambientalisti che hanno firmato e protocollato due volte a Palazzo Marino un appello a Sala e agli assessori della sua Giunta per l’azzeramento del consumo di suolo.

Nonostante la forte risonanza dell’appello sui media, l’unica risposta da Palazzo Marino è stato il silenzio. Bedori ha quindi deciso di smuovere le acque raccogliendo tra i cittadini 140 firme (ne basterebbero 100) e inoltrando a novembre 2023 a palazzo il testo di una DRI sui provvedimenti che il Comune intende assumere per fermare e azzerare – davvero! – il consumo di suolo nel Milanese. Le firme sono state positivamente verificate dall’ufficio preposto. Dopo alcuni solleciti – uno anche indirizzato direttamente alla presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi– caduti nel vuoto, a febbraio un gruppetto di firmatari ha inscenato una piccola protesta simbolica imbavagliandosi in Consiglio comunale, mentre il consigliere Carlo Monguzzi perorava in aula la loro causa. Il 22 aprile scorso, in occasione della presentazione di un patto anti inquinamento tra Sala e i sindaci della pianura padana, altri firmatari hanno protestato contro la mancata convocazione per la DRI improvvisando un flash-mob.

In assenza di reazioni da Palazzo Marino, Patrizia Bedori e una ventina di firmatari si sono risolti a scrivere al Difensore Civico regionale per far valere il loro diritto alla partecipazione, ignorato dal Comune di Milano. La lettera – di cui riportiamo il testo in calce- è stata inoltrata sabato 4 maggio.

Nel frattempo, Bedori ed altri firmatari dell’appello a Sala e Giunta hanno pensato di avvalersi di un’altra possibilità prevista dal Regolamento della Partecipazione del Comune di Milano: presentare al Consiglio comunale una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare con cui il Comune si impegnerà ad approvare “atti, disposizioni e impegni volti all’immediato controllo e arresto del consumo di suolo libero”. La raccolta delle 250 firme necessarie per avviare la procedura è stata lanciata nella stessa giornata di sabato 4 maggio durante il convegno “Il cielo sopra Milano – Ambiente, Giustizia, Azione popolare” organizzato dalla Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano.

Se la proposta accompagnata dalle 250 firme sarà ritenuta ammissibile, per portarla al voto in Consiglio comunale serviranno altre 5000 firme. Una sfida impegnativa che le battagliere reti di comitati civici e ambientalisti milanesi, unite, potrebbero anche riuscire a vincere. La posta in gioco del resto è alta: senza azzeramento del consumo di suolo – in continuo aumento nel Milanese – i provvedimenti “green” che la Giunta Sala promette – e promette, e promette, e promette – di assumere, preferibilmente entro il 2030 ed oltre, con ogni probabilità produrranno solo minimi miglioramenti nell’attuale situazione ambientale.

Milano,6 maggio 2024

Facciamo l’appello,

facciamolappellocomunicazioni@gmail.com

 

La lettera inviata da “Facciamo l’appello” al Difensore Civico regionale

Egregio Difensore civico,

presente chiediamo il suo intervento per far rispettare un diritto ad oggi negato ai cittadini milanesi.

 

ANTEFATTO:

il Comune di Milano si è dotato del “Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare” nella sua versione attualmente in vigore, è stato approvato il 22 febbraio 2016 con la deliberazione n°10 e modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 73 del 23/07/2021.

 

È un documento redatto per definire l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare in materia di: iniziativa popolare, referendum, interrogazioni, istanze e petizioni, consulte cittadine ed udienze pubbliche in attuazione di quanto previsto dalla legislazione vigente e dallo Statuto del Comune di Milano, nel rispetto dei principi dell’ordinamento europeo.

 

Il Comune di Milano riconosce nella partecipazione democratica dei cittadini alla formazione delle decisioni un metodo di governo della città, ai sensi degli articoli 1, 3 e 118 della Costituzione.

 

Il 17 novembre 2023 140 cittadini hanno presentato una Domanda a Risposta Immediata le cui modalità sono descritte nell’articolo 16 comma 7 del regolamento comunale “Le Domande a risposta immediata sottoscritte da almeno 100 cittadini e recanti l’indicazione del proponente incaricato di presentare la Domanda sono trasmesse al Presidente del Consiglio comunale per la presentazione e la trattazione in aula”.

 

Il Presidente del Consiglio comunale, ricevuta la Domande a risposta immediata dei cittadini dovrebbe valutare l’ammissibilità, escludendo le domande che non vertano su argomenti di competenza comunale o che siano in contrasto con la Costituzione, con la legge o con lo Statuto comunale.

Dovrebbe Informare i proponenti sull’esito della valutazione di ammissibilità e, in caso positivo, trasmettere a Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali la domanda, inserendola nel programma dei lavori del Consiglio per la sua discussione.

 

Il Presidente infine, convoca i proponenti per presentare in aula la domanda.

Alla disamina delle domande si applica la disciplina dell’art. 25 del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale.

 

FATTO PER CUI CHIEDIAMO IL SUO INTERVENTO:

Sono passati più di 5 mesi e ad oggi i cittadini aspettano ancora una risposta, nonostante l’amministrazione comunale sia stata sollecitata più volte e sia stato chiesto alla presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi di calendarizzare tale domanda anche tramite un intervento in Consiglio Comunale del Consigliere Carlo Monguzzi.

 

In allegato la DRI

 

In fede, alcuni dei 140 cittadini firmatari

 

Adriana Berra, Patrizia Bedori, Irene Pizzochero, Innocente Curci, Luca Colapaoli, Luciana Bordin, Maria Castiglioni, Erica Rodari, Mariella Cappellutti, Dario Cinguetti, Lucia Hollsteg, Daniela Macchi, Elisabetta Panina, Marina Di Lorenzo, Ivan Salvagno, Cristina Simonini, Fiammetta Costa, Eugenio Galli, Carlo Casella, Giovanna Frisoli, Marialaura De Franceschi, Tiziana Riva, Giuseppe Natale, Luigi Filippetto, Pierluigi Angiuoni, Edi Sanna,

Lorenzo Murray.

 

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