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Incubi ad alta quota: crescono casi di molestie sugli aerei

Sono sempre di più le segnalazioni di donne vittime di violenza sessuale sugli aerei, talvolta anche contro minori. È un fenomeno che però passa sotto silenzio.

Sembra incredibile, ma anche in aereo, un luogo che potrebbe sembrare chiuso, protetto e regolato in maniera ferrea, si verificano episodi di violenza sessuale. Sempre di più, a dire il vero. Forse proprio perché è un luogo fuori dal mondo e dalla vita normale, una parentesi di tempo tra il decollo e l’atterraggio, certi passeggeri tendono a lasciarsi andare, ad abbassare la guardia, ad alzare il gomito, e a superare i limiti della civile convivenza, consapevoli che si lasceranno tutto alle spalle una volta recuperato il bagaglio. Le molestie sugli aerei sono un fenomeno che normalmente passa sotto silenzio, forse perché anche le vittime sperano di dimenticare subito dopo aver messo piede fuori dall’aeroporto, come se si fossero svegliate da un brutto sogno ad alta quota.

A fomentare l’omertà riguardo questi episodi ci sono anche le compagnie aeree, che preferiscono non parlare di aggressioni e violenze sessuali sui loro voli, perpetrate da alcuni passeggeri a danno di altri. Tuttavia, l’FBI ha riscontrato una crescita di segnalazione di molestie subite su un volo, soprattutto quelli a lunga percorrenza, quando le luci si spengono. Questa crescente voglia di raccontare potrebbe essere il segno che magari la tendenza a dimenticare sta diminuendo, mentre cresce la voglia di alzare la voce e ribellarsi a queste ingiustizie. Anche perché, talvolta, le vittime sono dei minori che viaggiano da soli

Un fenomeno che spesso passa sotto silenzio; i consigli dell’FBI per evitare le violenze e su come affrontarle

Per un motivo o per l’altro, molti incidenti di questo tipo non vengono segnalati. A volte è più facile dimenticare, o almeno provarci. Ma portando alla luce questo fenomeno sempre più diffuso, o magari solo più raccontato, si può lavorare su più fronti affinché venga garantita la sicurezza sugli aerei per tutti. Nel 2017 la Association of Flight Attendants – CWA (AFA – CWA), il sindacato statunitense organizzato “da assistenti di volo per assistenti di volo”, ha pubblicato un sondaggio che ha fornito un’immagine allarmante. Dei duemila assistenti di volo intervistati, circa il 20% di loro avevano assistito a episodi di abusi sessuali, o ne erano stati informati. Inoltre, secondo un altro sondaggio del 2018, il 68% degli assistenti di volo è stato vittima di molestie, ma solo il 7% di loro ha denunciato l’episodio ai superiori. “Si tratta di un’epidemia silenziosa nel nostro paese”, ha detto a CNNMoney la presidente di AFA Sara Nelson, assistente di volo per oltre 23 anni. “È un’industria arenata in un passato sessista”, ha aggiunto.

L’FBI ha redatto una lista di consigli che possono essere utili per prevenire episodi di questo genere, anche se il problema andrebbe risolto a monte, equipaggiando gli assistenti di volo dell’addestramento necessario a gestire queste situazioni, sia che ne siano vittima sia che ne siano testimoni. Ecco i consigli rilasciati dall’Agenzia:

  • Prendi coscienza del fatto che mischiare alcol e sonniferi o altri farmaci durante un volo notturno aumenta il rischio (e la vulnerabilità, ndr)
  • Fidati del tuo istinto. Spesso gli aggressori testano le loro vittime, a volte fingendo di sfiorarle per vedere come reagiscono, o se si svegliano.
  • Se il passeggero accanto a te è uno sconosciuto, non importa quanto possa sembrare educato, tieni abbassato il bracciolo che sta in mezzo a voi.
  • Se stai organizzando un viaggio per un bambino non accompagnato, prova a prenotare un posto corridoio, in modo che gli assistenti di volo possano sorvegliarlo da vicino.
  • Se si verifica un incidente, segnalalo immediatamente all’equipaggio e chiedi al personale di volo di prendere nota dell’identità del molestatore e riportare l’incidente.

Storie di violenze ad alta quota: due uomini risponderanno dell’accusa federale di contatto sessuale abusivo su un aereo.

Nei giorni scorsi, i procuratori federali degli Stati Uniti hanno depositato due distinti atti di accusa a danno di due uomini che avrebbero perpetrato violenze sessuali su donne che viaggiavano accanto a loro in voli diretti all’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma. Il primo caso riguarda Babak Rezapour, 41enne californiano, in volo su un velivolo della Norwegian Air decollato da Londra. L’uomo avrebbe usato la sua giacca per nascondere il presunto atto di violenza, ai danni di una donna che si era addormentata dopo aver bevuto vino e preso medicine per l’ansia. Nel secondo caso, Nicholas Matthew Stevens, 37enne dell’Alaska, fingeva di essere addormentato mentre palpeggiava la donna seduta accanto a lui su un volo dell’Alaska Airlines partito da Anchorage. I due rischiano fino a due anni di carcere.

Anche in Italia si sono già verificati simili episodi, e c’è già stata una condanna. A bordo di un volo da Valencia a Milano, un uomo di 30 anni sarebbe stato molestato da un altro uomo di 35 anni, seduto accanto a lui. La vittima ha raccontato che l’uomo ha iniziato a palpeggiarlo nelle parti intime mentre dormiva, e credeva che fosse intenzionato a rubargli il portafoglio. Così ha aspettato a vedere quali fossero le reali intenzioni del molestarore, forse per coglierlo in flagrante mentre lo derubava, fino a che l’uomo non gli ha aperto la cerniera dei pantaloni. Al momento i magistrati credono alla versione della vittima, e l’aggressore è stato condannato in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di un risarcimento di 100mila euro.

La lezione di Randi Zuckerberg, anche lei vittima di molestie.

Randi Zuckerberg, attrice, scrittrice, imprenditrice, e sorella del padre di Facebook Mark Zuckerberg, è stata vittima di molestie mentre era a bordo di un volo dell’Alaska Airlines diretto in Messico. È successo quasi un anno fa, mentre Randi si trovava nel suo sedile in prima classe accanto ad uno sconosciuto. Il suo compagno di sedile si lamentava che “le millennial non sono più disposte a dare via il sedere per trovare un lavoro”, e ha continuato per tre ore a esternare pensieri osceni; nel frattempo continuava a farsi servire dell’alcol. Poi si è rivolto a Randi, fantasticando sul toccarsi e chiedendo alla donna se avesse fantasie sulla sua collega. Dopo che Zuckerberg ha segnalato il disagio agli assistenti di volo, le è stato proposto di cambiare posto.

Le molestie sessuali possono prendere varie forme, non necessariamente fisiche, e non sempre è facile decidere come reagire. Randi Zuckerberg ha pubblicato la sua storia sui social, coinvolgendo oltre un milione di persone, evidenziando “una situazione che è decisamente troppo comune”. Ha mandato una lettera alla compagnia aerea raccontando che, inizialmente, gli assistenti di volo le avevano detto di “non prenderla sul personale”, che l’uomo era un cliente abituale della Alaska Airlines e che, semplicemente, non aveva filtri. La risposta della compagnia conteneva in primo luogo delle scuse, e la promessa che al molestatore sarebbero stati negati i privilegi di viaggio. Una piccola vittoria, forse, ma la strada è ancora lunga per eradicare anche questa sfaccettatura di una cultura del non rispetto fin troppo diffusa. Un punto di partenza, sicuramente, è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, come ha fatto Randi.

 

di A.C.