ITALIA

dall'

Solo notizie convalidate
giovedì 30 Giugno 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

EDIZIONI REGIONALI

Imprese: un convegno sulla lotta alle mafie ed alle infiltrazione criminali nell’economia del territorio

La toccante testimonianza di Tiberio Bentivoglio, imprenditore di Reggio Calabria che si è rifiutato di pagare il pizzo, ha aperto questa mattina, venerdì 10 giugno, al Business Center dell’M9 District a Mestre, l’incontro di sensibilizzazione per la lotta alle mafie ed alle infiltrazione criminali nell’economia del territorio, intitolato “L’altra economia: impresa e criminalità organizzata”, organizzato dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo, Sezione regionale del Veneto Albo Gestori ambientali, in collaborazione con Libera, Associazioni, Nomi e numeri contro le mafie.

Per il Comune di Venezia è intervenuta l’assessore alla Sicurezza, che ha affrontato il tema della legalità sottolineandone il valore assoluto per l’Amministrazione comunale e ringraziando le Forze dell’Ordine per il loro lavoro. 

Bentivoglio aveva un negozio di articoli per la prima infanzia, tra i più ricercati e forniti della provincia di Reggio Calabria. Si è rifiutato di pagare il pizzo, ha denunciato i suoi aggressori e questa scelta ha cambiato la sua vita di imprenditore e di cittadino e quella della sua famiglia. Negli anni ha subito eventi dolosi, come incendi e la distruzione di mezzi di lavoro e ha rischiato di morire quando è stato vittima di una sparatoria. “Il mafioso oggi può essere chiunque – ha spiegato – non dobbiamo immaginarlo come una persona ‘losca’, perché può essere chiunque: un medico, un vicino di casa, un professionista di qualsiasi settore. La mafia sta entrando nelle scuole, nelle università: non cercano giovani che sappiano sparare, ma usare un pc”. 

La denuncia di Bentivoglio però non riguarda soltanto i malavitosi, ma la sua accusa è rivolta anche allo Stato che lo ha costretto ad indebitarsi, ipotecare la sua abitazione, non poter pagare la pensione ai suoi dipendenti: “Denunciare significa avere lo Stato al proprio fianco – ha concluso esprimendo la sua amarezza – non contro. Non voglio essere definito come una ‘vittima di mafia’, lo è chi paga il pizzo. Io sono un ‘testimone di verità in attesa di giustizia’, non un ‘testimone di giustizia’. Mi sono messo a disposizione dello Stato e, ora, lo Stato mette all’asta la mia casa che, probabilmente, sarà acquistata da un mafioso”.

Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio Venezia Rovigo, Massimo Zanon, il presidente della Sezione regionale del Veneto Albo Gestori ambientali, Siro Martin e il coreferente di Libera Veneto, Piermario Fop. All’incontro hanno preso parte anche il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, un deputato veneziano della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, e il giornalista ed esperto del fenomeno delle infiltrazioni criminali nell’economia, Antonio Massariolo. 

L’illegalità è presente nel nostro territorio e riguarda non solo le imprese che operano nel settore ambientale – hanno precisato i relatori – ma in senso più ampio la nostra economia, come anche la società, l’ambiente e la salute pubblica. Lo scopo dell’incontro di oggi ha avuto infatti l’obiettivo di rendere consapevoli le imprese e le istituzioni del territorio sui rischi delle infiltrazioni criminali che si possono incontrare nello svolgimento di qualsiasi attività, economica e non, e l’intento di mantenere sempre vigile l’attenzione sui fenomeni della criminalità organizzata.