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Il “Padre Nostro” cambia forma. Innovazione o ritorno alla tradizione?

Dopo l’incoraggiamento dello stesso Papa Francesco, l’assemblea generale della Conferenza episcopale Italiana, approva la nuova versione della preghiera più cara ai cristiani.

È ufficiale! Il “Padre Nostro” adesso ha nuova versione. Il vecchio “non ci indurre in tentazione” diviene “non abbandonarci alla tentazione”.

Potrebbe rappresentare un’innovazione per i cristiani ma in realtà è semplicemente un ritorno alla tradizione.

Perché?

Il versetto in questione della preghiera infatti, sarebbe stato modificato già negli anni assumendo una traduzione non letterale, quella del “non ci indurre in tentazione”, la nuova versione pertanto riprende solo le parole esatte del Vangelo.

Il Presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha sottolineato nella conferenza stampa di ieri, che: “«Non è solo una questione di traduzione ma è un passo avanti nel Concilio».

Ha poi aggiunto che i primi a chiedere riguardo i tempi dell’entrata in vigore della novità, sono stati i vescovi e che prima della pubblicazione della nuova traduzione del Messale romano, si dovrà aspettare la conferma della Santa Sede.

In ogni caso chiunque voglia, potrà cominciare a recitare il nuovo “Padre Nostro” da subito, già dalla messa di Domenica.

Altresì il “Gloria” subisce una trasformazione, infatti il versetto “pace in terra agli uomini di buona volontà” sarà sostituito con “pace in terra agli uomini amati dal Signore”. Come per l’altra preghiera, anche questa rappresenta la versione più vicina a quella del Vangelo.