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I sottosegretari che ci devono dare

 

Tra domani e martedi Giuseppe Conte annuncerà chi sono i nuovi vice ministri e sottosegretari. In questo governo tendente al meridionalismo di stampo democristiano, Roma Capitale ne chiede gia’ uno. E vai!

Poi ci saranno da soddisfare le correnti del Pd e dei Cinquestelle. Poi le esigenze di rappresentanza territoriale. E qui aspettiamo con ansia che Genova e la Liguria siano soddisfatte.

Otto parlamentari sono grillini, tre piddini e uno di Liberi e Uguali. Ergo, il professore avvocato può sbizzarrirsi e scegliere chi deve rappresentare un territorio fortemente in crisi (basta pensare all’Ilva), su cui bisogna investire nella strategia dei porti, ma soprattutto un capoluogo drammaticamente isolato.

Ci aspettiamo che i due partiti che hanno dato vita al governo Salvacidasalvini

tengano conto di questa situazione reale che, nella ricostruzione del ponte sul Polcevera e di un nuovo attesissimo sistema di collegamenti con il Nord, Roma e la Francia ha il suo irrinunciabile fulcro.

Sennò? Se non fosse cosi? Se il Professore avvocato e i suoi soci si dimenticassero di queste esigenze che non sono elemosine ma problemi nazionali che cosa succederebbe? Come minimo che i genovesi e i liguri se ne dovrebbero ricordare quando fra pochi mesi saranno chiamati alle urne per il voto regionale, che, non ci stanchiamo d ripeterlo, sara’ anche letto e considerato come un voto nazionale pro o contro il governo in carica.

Sara’ bene che i dirigenti del Pd ligure e del M5s , i parlamentari e gli ex ministri e sottosegretari, lo vadano a spiegare a Zingaretti e soci gialli.