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Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne

Domani un minuto di silenzio e l’allestimento dei bibliopoint nelle anagrafi. Nel primo semestre di quest’anno, 1.629 donne si sono rivolte alla rete antiviolenza Milano, 22 novembre 2023 – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Milano organizza una serie di iniziative di sensibilizzazione.

Domani, giovedì 23 novembre, dalle 9 alle 13, in otto sedi anagrafiche (via Larga 12, via Padova 118, piazzale Accursio 5, via Oglio 18, via Baldinucci 76, viale Tibaldi 41, via San Paolino 18, via Quarenghi 21) verrà realizzata l’iniziativa “Biblioteca nelle anagrafi”, con il coinvolgimento del sistema bibliotecario e della rete dei centri antiviolenza.   Nei bibliopoint allestiti nelle anagrafi verrà proposta una selezione di libri dedicati alla sensibilizzazione di adulti e bambini sul tema dei diritti delle donne e della violenza di genere.   Nella sede centrale di via Larga, dove saranno presenti anche le operatrici della Rete antiviolenza comunale, alle ore 11, gli assessori Gaia Romani (Servizi civici), Lamberto Bertolé (Welfare e Salute) e Tommaso Sacchi (Cultura), la delegata del Sindaco alle Pari opportunità Elena Lattuada e la presidente della Commissione consiliare Pari opportunità e diritti civili Diana De Marchi introdurranno un minuto di silenzio, che verrà osservato nello stesso momento in tutti gli uffici comunali, in ricordo delle vittime di violenza e successivamente leggeranno dei brani sul tema.   Venerdì 24, poi, i Centri Milano Donna (CMD) distribuiranno materiale informativo nei pressi di una panchina rossa nei nove municipi.   Gli assessori Romani e Bertolé saranno presenti alle ore 10.30 al banchetto posizionato nei pressi della panchina rossa davanti all’anagrafe di via Sansovino, per raccontare il lavoro svolto quotidianamente sul territorio da questi presidi, che fanno attività di prevenzione della violenza di genere e organizzano corsi di promozione culturale e formazione rivolte alle donne di tutte le età.   Di seguito luoghi e orari dove saranno posizionati i banchetti informativi:   via Filzi dalle 9.30 alle 12.30;  via Sansovino 9 dalle 9 alle 12;   via Oglio 18 dalle 11 alle 12.30;   via Montegani/angolo via Barrili dalle 16.30 alle 17.30;  viale Legioni romane 64 dalle 10.30 alle 14,30;  via Fleming 15 dalle 11 alle 15.30;  via Quarenghi dalle 10 alle 12;   via Ciaia dalle 10 alle 12.   “È oramai chiaro che non si possa parlare di emergenza – dichiara l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani – perché i femminicidi scandiscono purtroppo la nostra quotidianità. A due giorni dal ritrovamento di Giulia Cecchettin, un’altra donna, Rita Talamelli, è stata strangolata da suo marito, diventando la 106esima vittima di quest’anno. Omicidi che, nella maggior parte delle volte, avvengono in un contesto domestico e per mano di un padre, fratello, compagno o ex. Non elimineremo mai la violenza di genere se non cancelliamo la cultura patriarcale profondamente radicata nella nostra società. La nostra è una battaglia culturale, che va condotta ogni giorno e in tutti gli anni della crescita con l’educazione all’affettività, con il coraggio di contrastare gli squilibri di genere esistenti. E la scelta di essere qui, nel salone dell’anagrafe, non è casuale: vogliamo che l’Amministrazione e le istituzioni tutte si facciano carico di questo impegno, entrando nella vita quotidiana di ogni persona e diventando promotrici di una cultura capace di contrastare quei paradigmi culturali, da cui scaturiscono episodi violenti, e di veicolare una cultura femminista”.

“Come dimostrano i recenti fatti di cronaca, – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé – la violenza degli uomini sulle donne è ancora prepotentemente protagonista della nostra quotidianità. Contrastarla significa non solo perseguire gli aggressori e mettere in campo strumenti di supporto per chi la subisce, ma anche costruire e diffondere una cultura del rispetto che, soprattutto i più giovani, possano respirare e interiorizzare fin da piccoli. Devono farlo le istituzioni insieme, ma anche la scuola e le famiglie, in uno sforzo coordinato che ci vedrà sempre in prima fila. Perché le ragazze come Giulia Cecchettin e Giulia Tramontano possano vivere serenamente senza doversi preoccupare che un uomo – che sia il loro compagno, un loro familiare, un amico o uno sconosciuto – possa ritenere ammissibile o in qualche modo giustificabile limitarle nella loro libertà o far loro del male. La Rete antiviolenza che abbiamo costruito insieme a tante realtà cittadine è impegnata non solo nell’offrire accoglienza e orientamento, ma anche nella promozione di questa consapevolezza”.   “Sono ancora troppi i ‘tanto a me non capita’, ‘non posso lasciarlo solo per uno schiaffo’, e frasi del genere, dette alle amiche da ragazze che poi non sono più tornate a casa – ha dichiarato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi –.  Bisogna educare al riconoscimento dei segnali d’allarme dei comportamenti oppressivi e liberticidi, prima ancora della violenza fisica. Bisogna educare a una costruzione diversa dell’identità maschile, che non deve e non può andare in pezzi per una perdita. È un lungo percorso quello che ci aspetta, perché si svolge a livelli psicologici e culturali molto profondi e radicati, e dovrà necessariamente coinvolgere istituzioni, scuole e famiglie in uno sforzo congiunto. Il presidio culturale delle nostre biblioteche civiche è uno dei tanti strumenti culturali attivi in città: fino al 25 novembre, le biblioteche organizzano mostre, incontri, letture e laboratori per riflettere sulla violenza di genere e contribuire alla formazione di una cultura che riconosce e garantisce pari diritti e vera uguaglianza”. Il sostegno del Comune di Milano alle donne che subiscono violenza si manifesta, grazie all’azione della Rete antiviolenza cittadina, attraverso nove centri antiviolenza e nove case rifugio dove è possibile trovare ascolto, attraverso colloqui telefonici o in sede, supporto psicologico, orientamento legale civile e penale, assistenza sanitaria. Nel 2022 sono state 2.147 le donne che si sono rivolte alle strutture convenzionate e sono state supportate. Nel primo semestre 2023 sono state invece 1.629. Di queste, 61 hanno concordato un percorso di accoglienza nelle case rifugio cittadine.  La maggior parte delle donne seguite nel 2023 ha un’età compresa tra i 21 e i 39 anni (50%), ma il numero è significativamente alto anche nella fascia tra i 40 e i 60 anni (oltre il 30%). Le donne che subiscono violenza sono nel 65% dei casi italiane e solo nel 43% dei casi sono economicamente autonome. Quasi sempre la violenza subita è di tipo psicologico (86% dei casi) o fisico (60%), anche se non mancano i casi di violenza di tipo economico (oltre il 20%), sessuale (22%) e stalking (16%) e molto spesso si sovrappongono e coesistono diversi tipi di soprusi. Il 60% delle donne supportate ha figli – spesso minori – che quindi, quasi sempre, hanno assistito alla violenza nei confronti della madre. Nell’80% dei casi le donne subiscono abusi da parte di un familiare (il 70% delle volte si tratta di mariti, conviventi, fidanzati o ex).  Per quanto riguarda l’attività della Polizia locale, dall’inizio del 2023 il Nucleo Tutela donne e minori ha trattato 240 fascicoli relativi a maltrattamenti in famiglia, stalking, violenze sessuali, revenge porn e pedopornografia. Inoltre, il Nucleo è impegnato in attività di formazione sia dei nuovi agenti e ufficiali del Corpo sia delle donne iscritte a Sicurezza in Rosa, il corso gratuito del Comune dedicato alle donne, per l’autodifesa e una maggiore consapevolezza. Per rafforzare il coordinamento cittadino fra le istituzioni e gli enti pubblici e privati che si occupano del contrasto alla violenza di genere, il Comune di Milano ha promosso la stipula del protocollo interistituzionale territoriale antiviolenza che vede come firmatari, oltre all’Amministrazione, circa 40 soggetti: i nove Municipi, i soggetti gestori dei centri antiviolenza e delle case rifugio della rete cittadina, il Tribunale ordinario, quello per i minorenni e le rispettive Procure, le Forze dell’ordine e la Prefettura, il sistema sanitario con l’Ats e le sue ASST, la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, l’Ufficio Scolastico Territoriale e il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione. L’obiettivo è quello di mettere in rete le risorse e le professionalità per creare metodologie di lavoro comuni e condividere buone pratiche e dati raccolti, definendo modalità operative di intervento per garantire una gestione integrata del supporto alle donne che subiscono violenza e anche delle attività di prevenzione.  Fino al 25 novembre le biblioteche civiche organizzano mostre, incontri, letture e laboratori per riflettere sulla violenza di genere e contribuire alla formazione di una cultura che riconosce e garantisce pari diritti e vera uguaglianza. Sono iniziative gratuite, aperte a tutti e tutte (link al calendario completo).  Tra queste, si segnalano, in particolare, l’appuntamento di sabato 25 novembre alle ore 15.30 quando, nel giardino della Biblioteca Sormani, si svolgerà l’inaugurazione di una panchina rossa. Interverranno l’assessore Sacchi, Stefano Parise, direttore dell’Area Biblioteche, Diana De Marchi, presidente della Commissione consiliare Pari Opportunità e Diritti Civili. A seguire, il monologo teatrale “Stupro” di Franca Rame a cura di CETEC Spazio Alda Merini e l’inaugurazione della mostra “We say stop” a cura del corso di Design della Comunicazione del Politecnico di Milano.  Il programma completo delle iniziative qui 

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