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Forza Italia attacca il governo: “Su terremoto solo slogan. Ora le popolazioni colpite sono tradite e abbandonate”

È il secondo attacco di Forza Italia ai danni del governo M5S-Lega in merito alle vicende del sisma del 2016 e del 2017

Norcia, Amatrice, Arquata del Tronto, Accumuli, Ussita e – non ultima – Ischia.  Sono passati quasi due anni dai tragici terremoti che hanno devastato il Centro Italia e uno da quello che ha colpito l’isola campana, si sono avvicendati due governi, eppure sembra che la situazione non sia stata affrontata con le dovute attenzioni, soluzioni e prese di coscienza.

Coro unanime del centro destra contro le promesse non mantenute del neo governo gialloverde nei confronti delle popolazioni e delle zone colpite dagli eventi sismici del 2016 in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e del 2017 in Campania.

La prima a lanciare l’allarme è stata la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini, che, in occasione di una conferenza stampa indetta in seguito all’approvazione del decreto “Milleproroghe, ha accusato il governo di aver tradito i propri elettori e le promesse fatte in campagna elettorale. All’evento hanno partecipato anche una decina di sindaci dei comuni del Centro Italia e di Ischia colpiti dai recenti fenomeni sismici.

«Prima il decreto legge terremoto che non ha affrontato le emergenze dei comuni colpiti dal sisma del Centro Italia e dell’Isola d’Ischia. Ora il Milleproroghe, sul quale il governo e la maggioranza non hanno dato risposte nonostante gli impegni assunti. Tutti i nostri emendamenti non hanno avuto accoglienza. Ci sentiamo traditi da un governo e da una maggioranza che fanno solo promesse, che vanno avanti a slogan ma le popolazioni terremotate sono state abbandonate a se stesse», ha dichiarato la Bernini. «Siamo molto delusi – ha insistito l’esponente azzurra – e siamo qui con una folta delegazione di sindaci dei comuni colpiti a testimoniare il loro e il nostro disappunto e diciamo che bisogna porre rimedio in ogni modo alle omissioni del governo. C’è poi un terremoto, quello che ha colpito l’Isola d’Ischia, completamente dimenticato. Lì non è stato nemmeno nominato un commissario per il terremoto, tutto è fermo, una cosa indicibile. Serve immediatamente un decreto Ischia».

Sugli scudi anche la senatrice azzurra Fiammetta Modena: «Il governo ha fatto la campagna elettorale sul terremoto – ha detto la senatrice  – ma ha preso in giro le popolazioni non approvando le richieste dei sindaci che noi avevamo trasformato in emendamenti».

Per il senatore Nazario Pagano, quelli del governo fino ad ora sono stati «solo slogan», ma ora servirebbe «un’azione forte e costante come fu per L’Aquila con il governo Berlusconi che intervenne dopo appena pochi minuti dal tragico evento».

«Siamo di fronte – ha dichiarato il senatore Andrea Cangini – al plateale tradimento dei 37.000 italiani sfollati e abbandonati dopo essere stati utilizzati dal governo in campagna elettorale e poi abbandonati».

Duro anche l’attacco del senatore Francesco Battistoni, secondo cui «questo Governo sta agendo in continuità con il precedente. Le uniche promesse finora mantenute sono quelle del Presidente Tajani: oltre ai 2 miliardi arrivati dall’Europa, ha mantenuto viva l’attenzione anche devolvendo a 3 comuni simbolo del terremoto, Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli, il ricavato collegato del Premio Carlo V». Battistoni ha anche rinnovato l’impegno di Forza Italia che «resterà vicina alle popolazioni terremotate per risolvere le emergenze e dare loro un futuro, per non farli sentire più invisibili».

Quello di Forza Italia è il secondo attacco frontale in pochi giorni contro l’esecutivo penta-leghista, accusato di abbandonare le popolazioni colpite dal sisma. Il 19 luglio scorso, infatti è diventato legge il dl sul Terremoto, il provvedimento conteneva una serie di misure urgenti per le popolazioni del centro Italia. Già all’epoca era stata denunciata dagli esponenti del partito guidato da Silvio Berlusconi, una scarsa collaborazione, che aveva rifiutato qualsivoglia confronto «costruttivo e intelligente», respingendo tutti i loro emendamenti.

I forzisti lamentano il mancato recepimento nel decreto legge, ora convertito in legge, di una serie di emendamenti che avrebbero modificato il provvedimento e ascoltato quelle che erano le «istanze dei territori e delle categorie produttive martoriate.

Tra le correzioni richieste che non hanno però avuto seguito, l’aumento delle rate da 60 a 120 e la riduzione al 40% dell’ammontare dovuto per la sospensione dei versamenti di tributi e contributi, l’anticipazione delle spese per la ricostruzione per poi accedere successivamente a rimborso, la sospensione nel triennio 2018-2020 dei mutui contratti dai Comuni, e non solo quelli con Cassa Depositi e Prestiti, la destinazione del 4% del fondo per la ricostruzione così da consentire uno sviluppo economico, sociale e culturale dei comuni del sisma.

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