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Fecondazione assistita, da gennaio al Niguarda le prime procedure

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All’Ospedale Niguarda di Milano è stata creata la Banca di crioconservazione dei gameti che fungerà da punto di riferimento per le fecondazioni eterologhe in regione.

Arrivati giovedì 19 dicembre nella Banca di crioconservazione dell’Ospedale Niguarda di Milano i gameti che saranno utilizzati, nel mese di gennaio, per effettuare le prime fecondazione eterologhe assistite in Regione Lombardia. In questi mesi di preparazione, mentre si allestiva la banca regionale di crioconservazione dei gameti maschili e femminili, presso il Centro di Diagnosi e Terapia della sterilità di Niguarda, diretto da Maurizio Bini, sono reclutate per la procedura 203 coppie. “La Regione ha investito 2 milioni di euro per il personale e l’avvio della banca dei gameti – commenta l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera – con sede presso il Niguarda e che funzionerà da hub per tutti i centri che, in Lombardia, si occupano di fecondazione assistita in convenzione con il servizio sanitario regionale.”

“Oltre ad accogliere e selezionare le coppie di aspiranti genitori, a Niguarda incontriamo anche coloro che sono disponibili a diventare donatori, che vogliono cioè aiutare a realizzare il desiderio di genitorialità di altre persone”, racconta Marco Bosio, Direttore Generale di Niguarda. La Banca di Niguarda si occupa, per conto degli altri centri lombardi che ne fanno richiesta, sia pubblici sia privati convenzionati, di acquisire i gameti da banche internazionali selezionate sulla base di bandi predisposti ad hoc. E finalmente ci siamo. “Con l’arrivo di questi primi gameti – commenta Maurizio Bini – a gennaio saremo pronti per effettuare le prime procedure di fecondazione eterologa alle coppie in lista di attesa”La procreazione medicalmente assistita eterologa entra così in funzione a tutti gli effetti per i cittadini lombardi tra le prestazioni offerte dal servizio sanitario nazionale.

La fecondazione eterologa è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA). A differenza di quella omologa in cui si utilizzano gameti della coppia (spermatozoi e ovociti), la fecondazione eterologa richiede l’utilizzo di gameti donati da individui esterni alla coppia. In Italia possono accedere alle tecniche di fecondazione eterologa con il Sistema Sanitario Nazionale coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi con un’accertata e certificata patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità per uno o per entrambi i partner. La procedura può essere ripetuta per un massimo di 3 cicli. Clicca qui per maggiori informazioni.