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Duecento firme per evitare l’ampliamento di Palazzo dei Diamanti. Il sindaco si difende

Sgarbi: “La raccolta firme serve a difendere l’integrità, minacciata da una visione utilitaristica, di un monumento che appartiene alla umanità”

FERRARA – In oltre duecento, tra intellettuali, artisti e politici, hanno firmato la petizione per dire “no” al progetto di ampliamento del polo espositivo del Palazzo dei Diamanti, icona di Ferrara progettata da Biagio Rossetti. La raccolta firme è promossa dalla Fondazione Cavallini Sgarbi e indirizzata al ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.

L’elenco dei firmatari

Tra i firmatari Pupi Avati, Albano, Sergio Castellitto, Massimo D’Alema, Philippe Daverio, Claudio Magris, Dacia Maraini, l’ex ministro Massimo Bray.

Il testo della petizione

Il palazzo simbolo della città del Rinascimento, si legge nella petizione, “sta per essere aggredito, nella sua perfezione, da un progetto di ‘ampliamento’ del costo di 3,5 milioni di euro, su cui si è già espressa negativamente ‘Italia Nostra’”, onlus per la protezione dei beni culturali e ambientali. L’intervento, scrive la Fondazione, “soffoca il rapporto dell’edificio con lo spazio aperto della città. E assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia o all’Orlando Furioso”. La raccolta di firme, aggiungono i promotori, “non e’ contro nessuno, ma per difendere l’integrità, minacciata da una visione utilitaristica, di un monumento che appartiene alla umanità.

Tra i promotori dell’iniziativa c’è appunto il critico d’arte e parlamentare Vittorio Sgarbi che sulle colonne del quotidiano Il Giornale definisce l’appello degli intellettuali per salvaguardare lo storico immobile e non consentire l’ampliamento architettonico “un grido di dolore contro la mortificazione dei principi umanistici che regolano i nostri rapporti con la storia e indicano nei monumenti testimonianze definite e intoccabili, come quelle della letteratura, della pittura, della scultura”. “Qualcuno – prosegue Sgarbi -penserebbe di poter aggiungere due figure alla Flagellazione di Piero della Francesca? o al Giudizio universale di Michelangelo? o di portare a compimento la Pietà Rondanini? Per l’architettura non solo si può pensarlo, ma addirittura indire un concorso internazionale per realizzarlo. Una convocazione al crimine nella città del museo della Shoah”.

E ancora: “Solo i barbari o architetti senza nome e senza onore potrebbero pensare di procedere all’ampliamento di Palazzo dei Diamanti”.

La difesa del comune

Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani risponde alle polemiche della petizione lanciata dalla Fondazione Sgarbi contro il restauro e restyling di Palazzo Diamanti, chiamando tutti al confronto e smentendo l’adesione di alcuni degli annunciati firmatari. «Anche se ho ricevuto messaggi di gente che smentisce di averlo fatto», precisa subito il primo cittadino, presentando i dati finali della mostra ‘Courbet e la natura’, che si è appena conclusa, appunto nel ‘contenitore’ del palazzo storico. «C’è necessita’ di fare chiarezza sul progetto che prevede il restauro dei Palazzo e la realizzazione di un padiglione esterno all’edificio, che possa contenere più opere e attività relative ai percorsi espositivi di qualità proposti», dice. Per questo motivo, il confronto auspicato dal sindaco si concretizzerà nell’intenzione dell’amministrazione comunale insieme a Ferrara Arte di esporre pubblicamente tutte le tavole descrittive del progetto e in occasione di un convegno universitario a Ferrara. Il progetto prevede di realizzare un padiglione all’inglese in vetro e acciaio, all’esterno, per permettere di unire le due ali museali di Palazzo Diamanti, evitando di indossare il cappotto per attraversare l’attuale ‘tunnel in tessuto’. Entro primavera sono attesi i pareri della Soprintendenza al progetto approvato nel novembre 2017, quindi dovrebbe essere bandita la gara per l’affidamento dei lavori.

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