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Dl Genova, si vota al oltranza. Ostruzionismo del Pd contro condono per Ischia

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I deputati di Fdi hanno srotolato una lunghissima bandiera tricolore per l’intera altezza dei banchi da loro occupati

Oggi si vota alla Camera per la approvazione del Decreto Genova. Una votazione che si credeva potesse essere praticamente immediata si è trasformata in un’odissea, consumata a colpi di accuse, insulti, fino a degenerare quasi in un confronto corpo a corpo. E ancora si sta votando.

Sin dai primi minuti i deputati del Partito democratico, spalleggiati dai colleghi di Liberi e uguali, hanno alzato un muro di ostruzionismo per rallentare i lavori della Camera, costringendo la conferenza dei capigruppo a stabilire la prosecuzione dei lavori “a oltranza”, per evitare di lasciare appeso il provvedimento durante il ponte di Ognissanti. Pomo della discordia è stato soprattutto il condono per la ricostruzione delle case non in regola, crollate a causa del sisma del 2017. Anche se poi la polemica si è allargata sulla misura sui limiti di idrocarburi nei fanghi di depurazione.

Le Norme – approvate da Lega e M5S – hanno fatto gridare allo “scandalo” le opposizioni.

Nel corso della giornata si sono avvicendati numerosi esponenti politici che si sono scambiati battute al vetriolo e scarichi di responsabilità. La linea del Pd è apparsa subito chiara. L’ex premier e attuale senatore Matteo Renzi ha definito «squallore puro» la scelta del governo: «L’Italia è flagellata dal maltempo e questi votano un condono nascondendolo dietro il dramma di Genova». L’accusa dell’ex segretario dem è stata rilanciata e rinforzata dal presidente del Partito democratico, Matteo Orfini: «Siamo pronti a votare il decreto, ma togliete il condono edilizio per Ischia». Insomma un vero è proprio attacco al governo e ai Cinquestelle, la cui replica non si è fatta attendere.

«La decisione del Pd di fare ostruzionismo su un provvedimento così importante è uno schiaffo alla città», tuona il ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro. Mentre per il deputato genovese del M5S, Sergio Battelli, «l’ostruzionismo dell’opposizione dimostra tutta la sua miopia e svela la mancata volontà di trovare una soluzione condivisa e costruttiva. È vergognoso». Da Twitter, il ministro Danilo Toninelli, la cui assenza ha generato ulteriori polemiche, ha ribadito la posizione del governo: “Con un ostruzionismo ipocrita, il Pd sta bloccando i fondi per Genova”. Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri in quota Cinquestelle, invece parla di «farsa del Pd dai banchi dell’opposizione, dopo aver governato male l’Italia nella scorsa legislatura».

Al dibattito si sono uniti anche il governatore della Regione Liguria Giovanni Totti e il sindaco di Genova e commissario per l’emergenza Marco Bucci. I due amministratori in una nota congiunta scrivono: “Fare ostruzionismo su un decreto che aspettiamo da tempo e su cui è già stato fatto grande lavoro, non è tollerabile e neppure rispettoso delle sofferenze di questa terra”. La deputata Lella Paita spiega il perché di questa strategia da trincea del Pd: «Tutte le misure per Genova sono state approvate e la maggior parte delle votazioni si sono chiuse già lunedì. Il problema è che il decreto è diventato un mostro legislativo, un inaccettabile mix di abusi e condoni».

La polemica, però, riguarda anche il tema ambientale, in particolare l’innalzamento di 20 volte, da 50 a 1.000 mg per chilo, del limite da non superare nei fanghi ai fini dell’utilizzo in agricoltura per elementi come idrocarburi policiclici aromatici, Toluene, Selenio e Berillio, Arsenico e Cromo totale.

Dopo aver invocato a più riprese la presenza in aula del ministro Costa, dal Pd è l’ex Guardasigilli e ex ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, a denunciare di non aver ricevuto “nessuna risposta” dall’esecutivo alla sua richiesta di «verificare gli effetti sui processi aperti della norma che rivede i limiti sui fanghi contaminati». Il M5S però replica stizzito: «I reflui delle nostre abitazioni sono sempre stati usati come concime in agricoltura» e «oggi si usano i fanghi che derivano dalla depurazione di questi scarichi, che sono ben diversi da quelli industriali». Dunque, «abbiamo semplicemente colmato un vuoto normativo fissando un limite agli idrocarburi e ad altre sostanze inquinanti. Questo significa rendere finalmente efficaci i controlli e colpire chi inquina. La salute delle persone in questo modo è più tutelata».

Come se non fosse bastato il caos generato dalla guerra fredda tra Pd e maggioranza, i deputati di Fdi srotolano una lunghissima bandiera tricolore per l’intera altezza dei banchi da loro occupati. Ed è subito bagarre: il presidente Fico ordina di rimuoverla, ma i deputati di Fdi non la consegnano ai commessi: Sandro Del Mastro Delle Vedove la ripiega velocemente e scappa nel retro Aula.

Pochi minuti fa è stata anche scongiurata una rissa tra esponenti del Pd e di Fdi

I commessi sono posti in mezzo tra alcuni deputati di Fdi e altri del Pd che erano scesi dai banchi e si erano avventati reciprocamente. A dare una mano ai commessi anche Guido Crosetto che ha strattonato e rimandato nei propri banchi i suoi colleghi del gruppo.

 

A cura di Giovanni Cioffi