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Coronavirus: a Bergamo terapia intensiva al completo, isolamento per chi rientra in Italia

La Lombardia è allo stremo e Bergamo è al collasso, non ci sono più posti in terapia intensiva.

Sono tutti occupati gli 80 letti di terapia intensiva riservati ai pazienti ricoverati in gravi condizioni per il Coronavirus all’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, la zona più colpita dall’epidemia. La drammatica situazione, confermata da fonti ospedaliere, è stata registrata in queste ore. Per i malati che avranno bisogno di ventilazione ed ossigeno si farà ricorso alla rete delle terapie intensive italiane. (

La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha firmato un decreto con il ministro della Salute che obbliga all’autoisolamento, per i 14 giorni successivi, per le persone che rientrano, anche se asintomatiche rispetto al COVID-19. Il dl riguarda chiunque torni in Italia con qualsiasi mezzo di trasporto. Il decreto è in vigore fino al 25 marzo.

Il presidente della Regione Calabria ha disposto la “chiusura” del Comune di Montebello Jonico, in provincia di Reggio Calabria.”Ho appena emanato l’ordinanza – ha dichiarato Santelli – una misura che si è resa necessaria a seguito del numero di casi di positività al Coronavirus registrati fra ieri e oggi”. Tra le persone risultate positive c’è anche il sindaco del centro reggino Domenico Crea.

La stessa strada era stata seguita dal governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha chiuso alcuni comuni, tra cui Ariano Irpino, per l’elevato numero di contagi.

Sta meglio il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Lo ha annunciato lui stesso in un video su Facebook.

Due lavoratori di Poste Italiane sono morti in provincia di Bergamo a causa del contagio da Covid-19. Lo rende noto Marisa Adobati, componente della segreteria della Slc-Cgil di Bergamo, ricordando che entrambi avevano “lavorato fino a pochi giorni fa, uno in un centro di recapito e l’altro in un ufficio postale di due comuni della provincia di Bergamo. Ora basta, è ora di chiudere gli uffici postali”.

Da alcune settimane la Slc-Cgil sostiene “l’inutilità di esporre al contagio i lavoratori di Poste Italiane della bergamasca, ed ovviamente non solo del nostro territorio, e ci viene ripetuto in maniera assillante che Poste deve garantire i servizi essenziali”. “Il recapito di un bollettino o la marea di avvisi di mancata consegna delle raccomandate – prosegue il sindacato – non crediamo siano da considerarsi espletamento di servizi essenziali. Molte scadenze fiscali ed invii di notifica sono stati, tra l’altro, sospesi per decreto. Il punto è che, ormai, ‘andare in Posta’ per molti è diventato il pretesto per fare una ‘giustificata’ passeggiata in paese”.

Serve ora un nuovo modello che i cittadini devono utilizzare per le autodichiarazioni. E’ presente una nuova voce con la quale l’interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’articolo 1, comma 1, lettera c, del decreto dell’8 marzo 2020 che prescrive il “divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus”. Ne dà notizia il Viminale.

 IL NUOVO MODELLO DI AUTOCERTIFICAZIONE DA SCARICARE

Gallera: “Ieri quasi zero posti in terapia intensiva” – Il “recupero” dei respiratori per l’ospedale nella Fiera di Milano, “deve avvenire nei prossimi tre-quattro giorni, almeno l’ordine, non si può aspettare settimane”. A dirlo è stato ad Agorà l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. “Noi – ha detto Gallera – lavoriamo sulle ore. Ieri eravamo quasi a zero posti letto di terapia intensiva. Quando alle dieci è arrivata la notizia dei respiratori donati dalla Croce Rossa di Milano mi sono quasi messo a piangere per la tensione della giornata e per la bellissima notizia”. Croce Rossa Italiana ha infatti donato 40 respiratori e diverse attrezzature per la terapia ospedaliera, in consegna oggi alla Fiera di Rho presso il Cargo 2.

 Oltre duemilacento le vittime finora in Italia per il Covid-19 (per la precisione 2.158), ma il trend di contagi è stabile, se non in calo. Le ultime cifre sui malati nel Paese accendono una prima fievole speranza: la curva dei nuovi infetti, ora al +11,9%, non cresce più al ritmo che si temeva. Sono complessivamente 23.073 le persone positive, con un incremento rispetto al giorno precedente di 2.470, quando l’aumento invece era stato di 2.853. 

 L’appello video degli infermieri, stremati e in prima linea nonostante i rischi, in questa dura emergenza del coronavirus.