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Coronavirus, 13 in osservazione a Roma. Cina: 259 morti, 12 mila contagi

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Restano stazionarie le condizioni della coppia di cinesi positivi al coronavirus e ricoveratiall’ospedale Spallanzani di Roma. Lo comunica il nuovo bollettino medico, in cui si rende noto che la donna, 65 anni, ha accusato “nausea e vomito”, mentre il compagno 66enne presenta “un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale” e “febbre associata a tosse e astenia”. E’ risultato invece negativo al virus l’operaio romeno che lavora nell’hotel di Roma dove alloggiavano i due, mentre sono in buone condizioni le 20 persone (ricoverate a scopo precauzionale) che hanno avuto contatti con la coppia cinese. Alcuni però resteranno sonno osservazione. E all’isituto romano sono in corso i test su 13 pazienti, tutti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia.

L’allarme coronavirus è poi scattato, ieri sera, all’ospedale di Merate (Lecco) per un bambino di 7 anni, che da quattro giorni manifestava febbre alta in seguito ad un’influenza. I primi esami sembrano escludere il contagio. Rientrano anche due casi sospetti, uno a Palermo (sempre un turista cinese) e uno ad Aosta (bambina di sei anni e mezzo proveniente da Hong Kong e in vacanza con i genitori a Champoluc). 

A Fiumicino è stato allestito dalla Protezione Civile una sorta di dormitorio per i cinesi bloccati all’aeroporto Leonardo da Vinci. Quattrocento brandine e quattrocento coperte sono a disposizione dei passeggeri bloccati in attesa della cessata emergenza. Sono invece in isolamento e ci resteranno per 14 giorni due ricercatori cinesi arrivati ieri a Trento: i due non presentano sintomi ma hanno accettato le misure previste dal Ministero della Salute. 

L’epidemia di coronavirus di Wuhan ieri ha visto la giornata più nera con 46 nuovi decessi e 2.102 nuovi casi confermati. I dati sono forniti dalla Commissione sanitaria nazionale cinese. Il conteggio totale dei morti sale a 259 e quello dei contagi accertati a quota 11.791. Ma Pechino cerca anche di tranquillizzare il resto del mondo spiegando che dalla nuova polmonite si guarisce anche. Così dai ufficiali si evidenzia il record di pazienti dimessi, dopo aver superato la polmonite di Wuhan. In un solo giorno 72 sono usciti dall’ospedale, e adesso sono in tutto 243 le persone scampate al nuovo virus.

Nel mondo il numero di contagi accertati si avvicina a 12mila, i 259 morti sono al momento tutti in Cina. Ecco il numero dei contagi e delle vittime, divise per paesi e aree geografiche:  Cina “continentale”: 11.791 contagi (259 morti); Hong Kong: 13 contagi; Macao: 7 contagi; Taiwan: 10 contagi; Resto dell’Asia: 83 contagi (tre nuovi in Giappone); Europa: 19 contagi; America settentrionale: 10 contagi; America meridionale: nessun contagio; Australasia: 9 contagi; Resto del mondo: 4 contagi. 

Confermato invece dal ministero della Sanità di Madrid il primo caso di coronavirus in Spagna, a La Gomera, nelle isole Canarie. Il paziente è un turista di nazionalità tedesca, si trova attualmente in isolamento in un ospedale dell’isola.

Intanto l’Australia blinda i confini. Il primo ministro Scott Morrison ha annunciato di aver negato l’acceso ai cittadini provenienti dalla Cina a meno che non siano connazionali o residenti. L’ingresso nel Paese sarà negato a chiunque partirà o transiterà dalla Cina a partire da oggi, primo febbraio. Inoltre i cittadini australiani provenienti dalla Cina verranno posti in quarantena per due settimane. Ieri sia Singapore che Washington hanno annunciato che non permetteranno l’ingresso nei loro Paesi a persone che hanno viaggiato in Cina negli ultimi 14 giorni, il tempo di incubazione del virus.

Secondo i media australiani infatti Sidney e Melbourne sono le città al di fuori dell’Asia a più alto rischio sul fronte coronavirus. Lo mostra uno studio: nei prossimi tre mesi dei due aeroporti più importanti del Paese potrebbero passare quasi 400mila passeggeri cinesi in arrivo da 18 città considerate ad alto rischio. Di conseguenza le compagnie aeree australiana Qantas Airways, seguita dalla Air New Zealand, hanno deciso di sospedere i voli, la prima su Pechino e Shanghai dal 9 febbraio al 29 marzo, la seconda sulla tratta Auckland-Shanghai per lo stesso periodo. 

Anche la Cina fa rientrare i cinesi all’estero, residenti nella provincia di Hubei. Due aerei carichi di passeggeri sono atterrati nel capoluogo Wuhan, nell’ambito del piano di rimpatri deciso da Pechino. La Gran Bretagna ha annunciato il ritiro di alcuni suoi dipendenti dell’ambasciata e dai consolati in Cina a causa del coronavirus a partire dal 31 gennaio.

Il timore per l’epidemia ha spinto le autorità cinesi a chiedere alla popolazione di rinviare i matrimoni e di ridurre i tempi dei funerali, per contenere la diffusione del coronavirus nel Paese. ”Si consiglia di annullare i matrimoni previsti per il 2 febbraio di quest’anno, spiegando la situazione”, si legge in una nota del ministero degli Affari civili. Non a caso l’annuncio, infatti oggi, 2 febbraio 2020, è considerata una data fortunata per le nozze per la sequenza di numeri “02022020” che è possibile leggere nei due versi. E proprio per l’occasione Pechino, Shanghai e altre città offrivano, prima dell’emergenza, la possibilità di sposarsi in questa data, nonostante ricorra di domenica quando normalmente gli uffici sono chiusi.

Apple ha deciso i chiudere tutti i suoi punti vendita, uffici e contact center in Cina fino al 9 febbraio prossimo. E la Hyundai Motor, Corea del Sud, ha fatto sapere di aver sospeso la produzione del Suv Palisade per difficoltà nei rifornimenti dalla Cina.

In gernerale il coronavirus ha effetti negativi su tutti i mercati. Pioggia di vendite a Wall Street dove il Dow Jones ha bruciato ieri 603 punti con un calo del 2,1%, il più pesante dallo scorso agosto. Lo S&P 500 ha chiuso in rosso dell’1,8% mentre il tecnologico Nasdaq ha lasciato sul terreno l’1,6. Le possibili ripercussioni sulla crescita globale hanno piegato anche le principali Borse europee, tutte in rosso di oltre l’1% venerdì, compresa Londra nell’ultima seduta prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

Altra “vittima” eccellente del coronavirus è il petrolio: in forte calo. Il prezzo del greggio è ai minimi da maggio 2019 a New York e da novembre 2018 a Londra. L’Opec sta pensando di organizzare una riunione straordinaria già alla fine di questo mese. Secondo gli analisti “i prezzi del petrolio sono stati estremamente vulnerabili all’epidemia” nel senso che più il virus si diffonde, maggiore è il potenziale impatto economico e l’impatto sul consumo di petrolio.

I circa 80 italiani a Wuhan rientreranno lunedì con un velivolo KC-767A del 14esimo Stormo dell’Aeronautica Militare. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha riferito che “circa 500 concittadini tra coloro che si trovano in Cina, ma non a Wuhan, hanno chiesto di rientrare in Italia e stanno facendo domande su come possono fare”, visto il blocco aereo.