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Controlli sui “compro oro” per il contrasto della ricettazione a Bergamo

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Chi compra oro e preziosi deve assicurarsi di poter risalire al venditore, in caso si trattasse di oggetti rubati.

I Carabinieri della Compagnia di Bergamo hanno eseguito dei servizi di controllo su 14 attività di “compro oro” presenti in città e nei comuni dell’hinterland, per verificare il rispetto della normativa che impone vari obblighi ai titolari, con l’intento di contrastare la ricettazione ed il riciclaggio di oro e oggetti preziosi provento di furto.

Il servizio straordinario ha riguardato 14 attività di “compro oro” presenti nel territorio della Compagnia Carabinieri di Bergamo, per verificare il rispetto della nuova regolamentazione che impone vari obblighi ai titolari, fra i quali l’iscrizione nell’apposito registro, l’identificazione del cliente, la descrizione dell’oggetto prezioso da conservare per almeno 10 anni e la tracciabilità delle varie operazioni relative all’acquisto e alla vendita di oro. 

In particolare, la tenuta dei registri delle operazioni consente di controllare e verificare la correttezza delle compravendite allo scopo di recuperare eventuali preziosi rubati. A capo dei rivenditori, inoltre, corre l’obbligo di segnalare le operazioni sospette alle Forze di Polizia, sia in ordine alla normativa sul riciclaggio, sia per le persone che più volte nel bimestre effettuano operazioni di vendita. Pertanto, ogni titolare di licenza di commercio di preziosi, ancor prima di valutare la possibilità di acquistare un monile da un privato, è obbligato a identificare la persona che propone operazione di compravendita.

Nel corso delle operazioni, i Carabinieri hanno riscontrando che negli ultimi mesi 6 negozi hanno chiuso la propria attività, mentre gli esercizi ancora aperti hanno fornito ben 4.210 fotografie d’oggetti preziosi con relativa scheda allegata alla foto di coloro che avevano ceduto i monili. Le verifiche hanno permesso di accertare che tra coloro che avevano venduto preziosi figuravano soggetti con precedenti, nei confronti dei quali sono in corso ulteriori accertamenti.