Picchiata dal compagno perché ha acceso i termosifoni. Donna salvata dal cane

Un uomo di Formia, di 40 anni, è stato arrestato nelle scorse ore a Roma grazie al “Protocollo Eva”, ossia una modalità di primo intervento che consente alle forze dell’ordine di intervenire in caso di violenze o maltrattamenti.

Nello specifico, il 40enne aveva iniziato a litigare con la propria compagna poiché quest’ultima, vista la presenza del figlio neonato, aveva acceso i riscaldamenti per combattere il freddo. L’uomo, stando a quanto appreso dalla Questura di Roma, l’avrebbe prima aggredita verbalmente e poi le avrebbe messo le mani addosso. Per fortuna della donna, però, è intervenuto il loro cane che, fiutando il pericolo, si è avventato sull’uomo e ha consentito alla donna di divincolarsi e chiamare la polizia di Stato.

Sono quindi intervenute due pattuglie delle Volanti, alle quali la donna ha raccontato di avere iniziato a convivere col 40enne da circa die anni e che, mentre all’inizio la relazione andava a gonfie vele, da quando lei era rimasta incinta lui aveva iniziato ad avere comportamenti nervosi e aggressivi nei suoi confronti.

Stando al racconto della donna, l’uomo l’avrebbe più volte picchiata e lei si era già rivolta alle forze dell’ordine ed era stata portata in ospedale: è per questo che è stata attivata la pratica del Protocollo Eva, anche se lei non aveva mai denunciato alcunché in quanto il compagno l’avrebbe minacciata di toglierle il figlio in caso di segnalazioni contro di lui.

Stavolta, però, gli agenti la hanno rassicurata definitivamente e accompagnata al Pronto soccorso per le cure del caso: i medici le hanno prescritto una prognosi di 10 giorni. Poi è scattata la denuncia in commissariato che ha portato il 40enne all’arresto e alla conseguente traduzione nel carcere di Regina Coeli. 




Colpisce l’agente, la Fsp Polizia: “Un pugno in faccia alla legalità”

“Un pugno in faccia alla legalità”. Così la Fsp Polizia di Stato (già Ugl Polizia), commenta quanto accaduto il 13 febbraio scorso all’ingresso posteriore della Questura di Latina, quando un uomo ha picchiato un agente di polizia. ” Il fatto di cronaca lo conosciamo tutti – spiega il sindacato in una nota diramata questa mattina – ma la nostra preoccupazione è che l’episodio passi come un circoscritto fatto di cronaca e di violenza di un singolo che ” avrebbe perso la testa”. No la realtà non è assolutamente questa, è un’azione intimidatoria ben strutturata e diretta agli operatori di Polizia; il messaggio che deve passare secondo il loro modus operandi è lo stesso che viene riservato al resto della cittadinanza, cioè “nessuno deve osare sfidarli contrastarli, ribellarsi” ed il feedback a tale messaggio arriva forte e chiaro, perché mentre per altre notizie di cronaca diffuse sul social media “Facebook” dalle testate giornalistiche locali i commenti arrivano copiosi e decisi, quando si tratta del clan Di Silvio e parenti o affini, i messaggi di reazione sono decisamente pochi e contenuti, segno tangibile di un timore che è penetrato nel tessuto sociale di questa città, ed è proprio per questo che la reazione del clan è stata quella della sfida aperta ad un episodio di per sé banale. Si trattava di un normale controllo di Polizia che avrebbe avuto come eventuale epilogo la contestazione di violazioni al Codice della Strada, ma la reazione è smisurata proprio perché il fine è quello di far arrivare il messaggio che ” Neanche la Polizia si deve permettere di toccarci”. Così la cittadinanza già sufficientemente intimorita possa dire ” se fanno questo a chi dovrebbe tutelarci…”.
E’ proprio per questo che auspichiamo una reazione decisa dei vertici istituzionali con il Questore in testa e una punizione esemplare che la magistratura deve irrogare nei confronti di chi non si macchia di una semplice aggressione, ma utilizza un metodo di chiara matrice mafiosa, considerato come si è sviluppata l’intera vicenda. Concludiamo esprimendo la nostra solidarietà nei confronti del collega vittima della vile aggressione, auspicando che l’episodio non rimanga confinato in un “episodio come tanti” perché non lo è, e non accettiamo che nessuno possa riuscire a farlo passare come tale”.




Incidenti mortali, le tragedie del medico e della biologa hanno sconvolto tutti

Sono ore di lutto, a Pomezia, per la morte del medico 58enne Vincenzo Rosato e della biologa 36enne Barbara Monteleone, entrambi deceduti in due incidenti stradali che si sono verificati a distanza di poche ore l’uno dall’altro.

In particolare, per stabilire nel dettaglio le cause di entrambi gli schianti, sarà necessario attendere i risultati delle autopsie che i magistrati di Velletri e Roma hanno disposto – rispettivamente – sui corpi del medico di base e della biologa dell’ospedale “Sant’Eugenio” della Capitale.
Il primo ha trovato la morte mercoledì pomeriggio sulla via del Mare, a Pomezia, nei pressi della rotatoria dei Colli di Enea: per cause che sono tuttora al vaglio della polizia locale pometina, l’uomo è caduto dal proprio moto-scooter Suzuki Burgman e ha sbattuto violentemente sull’asfalto. Un impatto fatale, con i soccorritori che, nonostante i diversi tentativi di rianimazione, non hanno potuto far altro che dichiarare il suo decesso.

La donna, invece, ha perso la vita sulla Laurentina, nel territorio di Roma, in zona Selvotta: aveva lasciato poco prima la propria casa di Pomezia per recarsi nella Capitale. Giunta al chilometro 21, per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della polizia locale di Roma Capitale (IX Gruppo Eur) è finita contro un camion che viaggiava nell’opposta direzione di marcia. Un impatto fatale: la giovane biologa è deceduta nella sua Citroen C1.

Per quanto riguarda il medico, nel pieno rispetto delle sue volontà terrene, non sarà celebrato alcun funerale: da capire, invece, dove si terranno le esequie della Monteleone.




Bambino investito da un’auto. Attimi di terrore

Si sono vissuti attimi di paura, nel tardo pomeriggio di oggi in via Cilea, nel quartiere Q4 Nuova Latina, per l’investimento di un ragazzino di 12 anni. È stato colpito infatti da un’automobile che percorreva la strada in quel momento, ma dopo lo stordimento iniziale ha ripreso conoscenza e le sue condizioni non sembrano essere preoccupanti. Vista la dinamica comunque un’ambulanza del 118 lo ha soccorso e trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti per gli accertamenti del caso. Stando a una prima ricostruzione della Polizia Locale, intervenuta per i rilievi, il ragazzino avrebbe attraversato la carreggiata di corsa per raggiungere gli amici in un parco dall’altra parte della strada e l’automobilista non ha fatto in tempo a vederlo per frenare. Una versione che troverebbe conferma anche nelle dichiarazioni di persone che si trovavano a passare in quel momento e hanno visto la scena.




Panico in centro per un incidente: finisce con l’auto contro la fermata del bus

Un incidente stradale è avvenuto questa mattina in pieno centro a Latina, in piazza del Quadrato, sulla circonvallazione. Per cause in fase di ricostruzione la conducente di una Lancia Y blu, una donna di 88 anni,  ha perso il controllo della vettura e ha buttato giù una palina dell’autobus finendo poi sul marciapiede.

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Subito è scattato l’allarme alla sala operativa del 118 ed è intervenuta una ambulanza, ma fortunatamente le condizioni dell’anziana, che ha rifiutato il ricovero, erano buone: è rimasta illesa. La dinamica dell’incidente ,che è autonomo e quindi senza il coinvolgimento di altri veicoli, è in fase di accertamento da parte degli agenti della polizia locale di Latina.




Morto nell’incidente, l’Inail risarcisce la famiglia. Ma ora vuole i soldi dal Comune

Morì a causa di un incidente stradale avvenuto nel territorio di Pontinia. Ora l’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, batte cassa: chiesto al Comune il rimborso dei soldi che l’istituto ha erogato e sta erogando ai familiari della vittima.

La tragedia risale a circa quindici anni fa, quando un uomo di quarantotto anni morì in un incidente stradale. La sua auto finì nell’Ufente mentre la vittima stava percorrendo la Migliara 54 per andare a prendere il treno alla stazione di Fossanova. L’incidente avvenne all’alba, ma fu scoperto solamente diverse ore dopo e per il quarantottenne non ci fu più nulla da fare. Gli eredi, in un giudizio incardinato nel 2008, hanno citato il Comune di Pontinia. Una prima sentenza è arrivata nel 2017. Successivamente, altri eredi hanno presentato un altro ricorso, ancora pendente, chiamando in causa l’Ente locale.

Gli strascichi giudiziari per il Comune di Pontinia non sono finiti qui. A fine novembre dello scorso anno, infatti, è stato notificato l’atto di citazione al Tribunale civile di Latina promosso dall’Inail contro l’ente locale. L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha chiesto il rimborso di 292.913 euro erogati ed erogandi agli eredi dell’uomo deceduto a causa dell’incidente stradale avvenuto nel 2005.

Nei giorni scorsi, la Giunta municipale presieduta dal sindaco Carlo Medici si è riunita per decidere di costituirsi in giudizio. il Comune di Pontinia ha incaricato l’avvocato Silvestro Carboni, che è già stato legale di fiducia dell’Ente nei precedenti procedimenti relativi a questa vicenda.

Adesso gli uffici, come precisato nella delibera, effettueranno i successivi adempimenti gestionali necessari per conferire l’incarico formale al legale.

Sul ricorso presentato dall’Inail, invece, è chiamato a pronunciarsi il Tribunale civile di Latina.




Donna pedinata e rapinata sotto casa: è caccia ai banditi

Se le uniche speranze degli investigatori, nelle indagini sulla rapina consumata giovedì sera ai danni di una donna sotto casa sua nella zona di via Tarquinia, sono riposte nella possibilità che siano le telecamere di video sorveglianza della zona a rivelare dettagli sui banditi, probabilmente gli accertamento ruotano attorno al negozio nel quale la vittima è entrata prima di fare ritorno a casa. Ovvero il panificio che si trova non lontano dalla villetta dove la donna vive e dove ricorda che un uomo la osservava con sguardo indiscreto mentre lei apriva il portafogli per pagare. Se i suoi sospetti fossero fondati, allora le telecamere di quell’attività commerciale potrebbero rivelare il volto dell’uomo che la spiava, magari uno dei banditi che poi l’ha aggredita oppure un complice. E se questa circostanza fosse fondata, potrebbe voler dire che i banditi hanno sfruttato un’occasione favorevole, è probabile che non avessero pianificato tutto con largo anticipo: insomma, può essere che l’occasione ha fatto l’uomo ladro. Pur restando il fatto che, ad agire, sarebbero state comunque persone piuttosto avvezze a questo genere di reati. I due indisturbati hanno seguito poi la donna e, una volta entrata nel cortile di casa, approfittando del cancello lasciato accostato, l’hanno raggiunta, bloccata e derubata della borsa con 800 euro all’interno.




Latina, bambino di pochi mesi sta per morire soffocato sugli spalti dello stadio .

E’ una storia a lieto fine quella che accaduta ieri a Borgo Hermada, a Latina: una vita salvata appena in tempo da un accompagnatore atletico che, per puro caso, è anche infermiere. Un miracolo che reso la giornata stupenda quando invece poteva trasformarsi in tragedia.

A darne notizia è la società Ssd Hermada sulla propria pagina Facebook.

“Oggi doveva essere solo una giornata di sport per i piccoli calciatori che si affrontavano al della Vittoria e per i genitori e parenti presenti sugli spalti, in una bella giornata soleggiata, ma ad un tratto un signore, scendendo dagli spalti con un bambino piccolo in braccio ha chiesto aiuto perché il figlioletto non stava bene.
Da lì a poco il panico generale perché il piccolo, sotto l’anno di età, non stava respirando, si era irrigidito e aveva gli occhi chiusi.
Per fortuna nell’impianto era presente Raffaele Raponi, accompagnatore della SSD Hermada che è infermiere.
Raffaele appena ha sentito che c’era un problema e serviva aiuto, da dentro il campo ha scavalcato rapidamente la recinzione alta 3 metri, ha preso il bambino ed ha iniziato a fargli la tecnica anti soffocamento.
Dopo i primi colpi il bambino ha iniziato ad espellere muco e piano piano ha iniziato a riprendere a respirare con grosse difficoltà.
Sono stati attimi veramente brutti, ci sentivamo tutti impotenti ed il momento era veramente drammatico.
Solo la rapidità e la preparazione di Raffaele hanno evitato il peggio.
Poi sono intervenuti i sanitari del 118 di Terracina con il medico che hanno preso in cura il piccolo e dopo lo hanno trasportato al Goretti di Latina.
L’intervento è stato tempestivo, in circa 10 minuti sono arrivati al Borgo ambulanza ed auto medica.
Successivamente ci hanno confermato che il problema c’è stato a causa di convulsioni dovute alla febbre alta e vie respiratorie ostruite da muco e catarro.

La SSD Hermada e sicuramente anche i familiari del piccolo ringraziano Raffaele Raponi per aver evitato una tragedia”.




Aprilia (LT): ingente sequestro di materiale esplosivo ed armi, un uomo arrestato.

Aprilia (LT): ingente sequestro di materiale esplosivo
ed armi, un uomo arrestato.

il 4 febbraio 2020,
alle ore 19.00, in aprilia via parigi 8, a seguito di attività d’indagine, i
carabinieri del del locale norm, hanno tratto in arresto un 67 enne di reggio
calabria il quale, a seguito di perquisizione domiciliare, estesa anche
all’interno di cantine comunali abusivamente occupate, è stato trovato in
possesso di:

  • una pistola
    semiautomatica walter ppt cal 10×22, completa di 4 cartucce, di provenienza
    illecita;
  • 38 cartucce
    cal. 6,35;
  • 10 cartucce
    riportanti la scritta k69 455;
  • 89 candelotti di materiale esplodente, privi di marca e descrizione;
  • 503 artifizi pirotecnici, parte dei quali di genere vietato.

il tutto sottoposto a
sequestro e nel corso delle operazioni svolte sul posto, è sopraggiunta la squadra
artificieri ed antisabotaggio del comando provinciale cc di roma per la messa
in sicurezza degli artifizi recuperati.

l’ arrestato sarà trasferito presso la casa circondariale di latina.

Materiale sequestrato dai carabinieri di aprilia




Morto dopo un inseguimento, prima udienza in Assie del processo alla guardia giurata

E’ stata rinviata al 7 aprile prossimo l’udienza a carico di Giovanni Trupo, la guardia giurata di Aprilia accusata di omicidio preterintenzionale nei confronti di Hady Zaitouni, inseguito in auto la notte del 29 luglio 2018 dall’imputato insieme a una seconda persona con la quale stava effettuando una ronda contro i furti. Gli inseguitori erano convinti che il 43enne di nazionalità marocchina fosse un ladro. 

La macchina sulla quale viaggiava la vittima era finita contro un muretto poi Trupo avrebbe sferrato un pugno a Hady Zaitouni provocandone la morte.

Questa mattina davanti alla Corte di Assise di Latina presieduta da Gianluca Soana la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Nicola Pisani ed Emilio Siviero, ha chiesto un rinvio per attendere una decisione della Corte di Cassazione davanti alla quale i legali hanno impugnato il rifiuto di rito abbreviato da parte del gip Giuseppe Cario.“