Cornigliano, auto abbandonate rimosse in via Bagnara .

Nuovo intervento della polizia Locale e del carro attrezzi a Cornigliano per rimuovere i veicoli abbandonati in strada che, oltre a occupare i parcheggi, contribuiscono ad aumentare il degrado.

I vigili sono intervenuti in via Bagnara, sotto via Ansaldo, su segnalazione del consigliere comunale Maurizio Amorfini, da tempo impegnato in una “mappatura” dei veicoli abbandonati nel quartiere. Una decina le auto rimosse, e nelle prossime ore Amiu si occuperà di bonificare l’area.

«In questa zona urge installazione di una telecamera di video sorveglianza – ha detto Amorfini – mi attiverò con l’assessore alla Sicurezza, Stefano Garassino».“




Serre per la marijuana a Viganego e spaccio a Marassi, arrestato 33enne

Quello strano via vai intorno a un’abitazione di viale Bracelli, a Marassi, ha finito per insospettire i residenti: persone alle ore più disparate del giorno e della notte, e poi l’uomo che vi abita, che spesso esce con la macchina per “spedizioni” sospette.

Alla fine nel quartiere è arrivata la polizia, che ha deciso di perquisire sia l’appartamento di Marassi sia l’altra casa di cui l’uomo, un 33enne genovese, è proprietario, un piccolo immobile sulla carta disabitato e privo di utenze e mobilio a Viganego, in val Trebbia.

Proprio nell’abitazione sui monti della val Trebbia i poliziotti del commissariato Pré hanno trovato tre serre, una delle quali contenente 20 rigogliose piantine di marijuana illuminate dalle luci riscaldanti attaccate al contatore generale con un impianto elettrico improvvisato.

Nella stessa casa gli agenti hanno trovato anche delle ceste con le inflorescenze (circa 300 grammi) e lo scarto della pianta, una vera e propria “filiera” che da Viganego portava sino all’appartamento di viale Bracelli, dove il 33enne confezionava le dosi: qui i poliziotti hanno trovato, oltre a una macchina sigillatrice e a numerose bustine di cellophane, anche 900 euro in banconote di piccolo taglio.

Il 33enne, volto noto alle forze di polizia proprio per reati legati alla droga, è stato arrestato e trasferito nel carcere di Marassi.




Antimafia: commissario ponte blocca ditta

n seguito ad accertamenti richiesti dalla Struttura Commissariale alla Prefettura di Genova, nell’ambito del Protocollo Antimafia, è stato bloccato l’accesso al cantiere del ponte sul Polcevera di una azienda di autotrasporti per la quale la Prefettura di Reggio Calabria ha emesso un provvedimento di interdizione. La ditta avrebbe dovuto eseguire alcune consegne nel cantiere di ricostruzione del Ponte. Appena verificata la segnalazione il sub-contratto con la ditta “è stato immediatamente risolto”. L’azienda, riferisce il Commissario, “non ha mai avuto accesso al cantiere”. “Quanto accaduto mette in luce l’utilità e l’efficienza dei controlli svolti di tutte le aziende che orbitano attorno al cantiere di ricostruzione del Viadotto Polcevera” dice la struttura.
    L’azienda interdetta è la Nemesis con sede a Motta San Giovanni (Reggio Calabria). Una prima interdittiva antimafia per una azienda che lavora al ponte era stata presa a maggio 2019 con un provvedimento notificato dalla Dia alla Tecnodem di Napoli.




Internet: due liguri su tre lo usano

Secondo i dati che emergono da uno studio, realizzato dal Censis, in Liguria, su una popolazione di oltre 1,5 milioni, due persone su tre usano internet, di queste almeno 100 mila sono ultra 65enni. Tra i servizi utilizzati emerge che più della metà usa home banking, molto diffusa PagoPA, il sistema di pagamenti online della pubblica amministrazione, mentre le carte di identità elettroniche si attestano al 14%. Fra le province, Genova ottiene il miglior punteggio per la trasformazione digitale, ma Savona è la città con la più alta percentuale di utenti internet. Tra coloro che non utilizzano Internet, il motivo principale è “il non saperlo fare” (55% dei non utenti). Parte da queste cifre l’operazione “Risorgimento Digitale” di Tim che punta a realizzare una “scuola” di Internet, della durata di 4 settimane, a Imperia (24/2), Loano (2/3), Rapallo (9/3) e Sarzana (16/3), con obiettivo, di accelerare il processo di trasformazione digitale della Liguria.




Amputata gamba a operaio,altra a rischio

 I chirurgi non hanno potuto salvargli una gamba e anche anche l’altra è a rischio amputazione. E’ la situazione clinica di Armando Biorci, 56 anni, camionista nato a Savona e residente a Carcare, rimasto gravemente ferito ieri all’interno del cantiere per il rifacimento ferroviario della stazione di Genova Voltri. Un palo di acciaio, utilizzato per realizzare la linea elettrica della ferrovia è caduto da un camion durante le operazioni di scarico e lo ha investito. Il camionista ieri all’ospedale San Martino è stato sottoposto ieri a un intervento chirurgico agli arti inferiori, durato 9 ore e concluso in serata. Una gamba è stata amputata. Gli specialisti ortopedici e vascolari stanno valutando la situazione dell’altra gamba, anche questa a rischio amputazione.
   




Selfie sui binari, denunciato un 14enne

 Selfie e video in mezzo alle rotaie, sassi contro un treno in transito e uno poggiato sul binario poco prima che passasse. A Carpi, in provincia di Modena, dopo le indagini dei carabinieri, sono stati identificati tre minorenni, uno di 14 anni e due più giovani.
    Nei confronti dell’unico imputabile si procede per attentato alla sicurezza dei trasporti e getto pericoloso di cose.
    L’accaduto è stato segnalato alla Procura per i minorenni. L’episodio, come riferiscono i militari dell’Arma di Carpi, è avvenuto venerdì verso le 17.30, quando un automobilista di passaggio ha allertato i carabinieri con una telefonata, riferendo della presenza di persone sui binari di via Lama. I carabinieri hanno quindi avvertito le Ferrovie dello Stato, così da segnalare il pericolo al macchinista e di fargli quindi diminuire la velocità. Quando il treno è arrivato e ha suonato, i giovani si sono messi a ridere, prima di allontanarsi alla vista dei carabinieri.




Uccisa karaoke: Condannatemi, ma avrei sparato anche a uomo

 “Non l’ho uccisa per gelosia, di lei non mi importava più nulla. L’ho fatto perché mi aveva rubato il futuro e portato via tutto. Se fossimo stati due uomini sarebbe finita nello stesso modo. Tante menzogne sono state dette su di me, ma io non ho mai maltrattato nessuno.
    Condannatemi, è giusto, ma non fatemi passare per un mostro”. Lo ha detto Domenico “Mimmo” Massari, l’uomo che il 13 luglio 2019 ha ucciso l’ex compagna Deborah Ballesio mentre cantava in un karaoke a Savona, leggendo una lungo testo all’udienza di fronte alla Corte d’Assise. Per Massari l’uccisione di Deborah non è un femminicidio, ma un fatto legato a questioni economiche. “Quando ci siamo fidanzati mi ha confidato il sogno di aprire un locale di lap dance. Io non potevo comparire in società perché avevo un debito di 600 mila euro con Equitalia, quindi l’ho intestato solo a lei, investendo 400 mila euro in contanti frutto anche del traffico di droga. Poi lei mi ha estromesso e per questo le ho bruciato il locale”




Maschere anti virus esaurite a Genova

“Le mascherine con le valvole e più filtri sono esaurite in tutte le farmacie di Genova, così come i gel alcolici per la disinfezione delle mani, mentre le mascherine monouso senza valvole, che servono a poco per prevenire il contagio dal coronavirus, in alcune farmacie si riescono ancora a trovare”. Così il vice presidente di Federfarma Genova Giuseppe Castello stamani contattato al telefono dall’ANSA fa il punto sulla situazione delle mascherine sanitarie andate a ruba nell’ultime settimane a Genova per prevenire il rischio contagio da coronavirus.
    In numerose farmacie non sono più disponibili. “Sono in prevalenza italiani gli acquirenti, che magari devono viaggiare in aereo, in treno o all’estero in luoghi affollati – commenta una farmacista di via Assarotti, che le ha esaurite da giorni -.
    Ma ci sono anche numerosi cinesi che le inviano ai loro familiari in Cina via pacco postale”.




Mezzo kg di cocaina in auto, arrestato

 I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Savona hanno arrestato la notte scorsa un 31enne albanese per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’uomo, residente in Francia, ma domiciliato a Vado Ligure, aveva in auto 520 grammi di cocaina. La sua auto è stata fermata per un normale controllo, ma è apparso nervoso ed evasivo alle domande dei militari. Così i carabinieri hanno deciso di perquisire lui e l’auto, trovando lo stupefacente. Nella successiva perquisizione dell’abitazione i carabinieri hanno trovato alcuni bilancini di precisione e materiale vario utilizzato per il confezionamento delle dosi che hanno testimoniato la sua attività di spaccio. Lo straniero è stato trasferito nel carcere di Marassi.




Nave delle armi, protesta nel porto di Genova

 Protesta in porto a Genova per l’arrivo della nave cargo saudita Bahri Yanbu accusata da molte associazioni di trasportare anche materiale bellico e per questo contestata in molti porti europei dove le viene impedito di caricare e scaricare attrezzature per uso militare. Da questa mattina il Collettivo autonomo lavoratori portuali e diversi volontari di associazioni come Amnesty International sono in presidio contro l’arrivo del cargo. I manifestanti hanno bloccato il varco Etiopia, che consente di accedere al terminal Gmt dove dovrebbe attraccare la nave. La nave, dopo le proteste dello scorso maggio che impedirono di caricare alcuni materiali, per lo spedizioniere di uso civile, per le associazioni di uso civile, caricherà a Genova solo materiali civili. Ma il problema, secondo gli organizzatori della protesta, è un altro: anche se dopo la mobilitazione di maggio la Bahri a Genova non carica più armi, nella sua pancia ci sono armamenti ed esplosivi destinati alla guerra in Yemen. Non solo: la legge 185/1990 vieta espressamente non solo il traffico di armi verso i Paesi che come l’Arabia Saudita in Yemen sono accusati di non rispettare i diritti umani, ma anche il transito di questi armamenti. Alla mobilitazione non partecipa questa volta la Cgil, che ha scelto venerdì una protesta politica in Prefettura per chiedere l’intervento del Governo. Partecipano invece il coordinamento delle sinistre di opposizione di Genova (Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Resistenze Internazionali, Rifondazione Comunista), Amnesty international, Emergency e i sindacati Usb e Si.Cobas.