Inceneritore di Case Passerini: un progetto sbagliato

Dmitrij Palagi e Antonella Bundu (SPC) ed Enrico Carpini (Città Metropolitana Territori Beni Comuni) in un intervista riportata sul sito del Comune di Firenze hanno affermato che il progetto dell’inceneritore di Case Passeirni si è rivelato essere sbagliato.

“Abbiamo chiesto più volte in questi mesi se sono previste penali – poi da scaricare sull’utenza con le bollette – per il giusto blocco di ogni ipotesi dell’inceneritore di Case Passerini.

Risposte fumose, ma intanto ieri il Consiglio di Stato ha giudicato inammissibile il ricorso presentato da Q.tHermo, società di scopo nata nel 2012 con l’allora partecipata del Comune di Firenze Quadrifoglio (oggi Alia) al 60% e il Gruppo Hera al 40%. E le associazioni ambientaliste, assieme ai Comuni di Sesto Fiorentino e Cambi Bisenzio, si vedranno inoltre risarcite le spese processuali…

Basta. L’inceneritore di Case Passerini – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune in Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu ed il consigliere della Città metropolitana Territori Beni Comuni Enrico Carpini – non si deve fare. Lo dice il buon senso e lo confermano le sentenze, come lo avevano – lo avevamo – detto quelli che si sono opposti, mentre tanti “faciloni” dicevano che eravamo soltanto dei gufi, gli stessi “faciloni” che vogliono a tutti i costi l’aeroporto, insieme alle maggioranze politiche comunale, metropolitana e regionale. Appena sarà passata questa situazione ribadiremo la nostra richiesta di non mettere a carico dell’utenza eventuali penali. Perché gli errori sono stati di scelta politica e la cittadinanza attiva si è sempre opposta a questo errore.

Ma oggi intanto noi dobbiamo e vogliamo ringraziare tutti i movimenti impegnati in questi anni a contrastare decisioni sbagliate, dannose per la salute di chi vive i nostri territori, a partire dalle Mamme No Inceneritore.

Gratitudine che allarghiamo ovviamente a tutta quella Sinistra, insieme a noi, accusata con arroganza di essere nel torto. Pensiamo a quella di opposizione che ci ha preceduto in Palazzo Vecchio, a quella regionale e ai due Sindaci di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio.

Appena sarà passata questa situazione di emergenza – aggiungono Bundu, Palagi e Carpini – è necessario pretendere una definitiva cancellazione dell’inceneritore dagli strumenti di pianificazione, approvando un piano regionale all’altezza delle reali necessità del nostro presente nella Piana. Questo vuol dire saper valorizzare l’economia circolare e l’obiettivo rifiuti zero, investendo su raccolta differenziata e porta a porta. Ci sono numerose proposte, ormai storiche, che arrivano da comitati e cittadinanza attiva, oltre che da soggetti politici a forte sensibilità ambientalista: occorre tradurle in atti di governo, in discontinuità con gli errori del recente passato.

Come la Firenze tutta sbilanciata sul turismo che le giunte comunali degli ultimi dieci anni ci hanno costretto a subire, per poi, gli stessi personaggi, svegliarsi ieri con un’economia malata e sull’orlo del baratro.”




Centrodestra: “Disponibili a continuare il lavoro perché Firenze superi questo drammatico momento”

In un comunicato rilasciato oggi e firmato da Ubaldo Bocci coordinatore del Centrodestra, Federico Bussolin capogruppo di Lega-Salvini premier, Jacopo Cellai capogruppo Forza Italia e Alessandro Draghi capogruppo Fratelli d’Italia, il centrodestra di Firenze si è detto pronto a continuare a lavorare perché Firenze possa superare questo momento di emergenza.

Nel comunicato si legge: “Accogliamo con favore la disponibilità del sindaco a proseguire il tavolo di lavoro sulla gestione dell’emergenza sanitaria, sociale ed economica da noi proposto nelle settimane scorse. L’opposizione di centrodestra si è da subito resa disponibile a dare il proprio contributo al governo della città. Naturalmente sarà fondamentale definire il ruolo e le competenze che il tavolo stesso avranno.

Siamo consapevoli dei limiti economici che le amministrazioni locali hanno, così come siamo certi che andranno ridefinite alcune spese che il Comune aveva programmato. Per questo chiediamo una rilettura delle spese generali previste dal Dup.

Invitiamo il sindaco a sollecitare il governo centrale ad un contributo adeguato alle necessità che tante categorie economiche hanno in questo straordinario momento anche confrontando le cifre che altri governi europei hanno stanziato.

Chiediamo inoltre un intervento più forte verso il governo centrale perché si attivi con maggior vigore verso le istituzioni europee.

Confermiamo pertanto la nostra piena disponibilità a contribuire ad ogni sforzo necessario perché Firenze e i fiorentini possano superare questo drammatico momento”.




Forza Italia: “Necessario sostenere il settore di fiorai e vivai prima che sia troppo tardi”

Diversi esponenti di Forza Italia hanno fatto notare quanto sia importante sostenere il settore florovivaistico del nostro paese in questo momento.

Erica Mazzetti, deputato di Forza Italia e Coordinatore Provinciale azzurro di Prato, ha osservato: “Bene lo sblocco alla vendita per vivai ma serve un tavolo nazionale per superare questa crisi. Il settore florovivaistico a causa dei problemi creati dall’emergenza Covid-19 attraversa una crisi senza precedenti e lo sblocco alla possibilità di vendita nei centri di giardinaggio e nei vivai rappresenta soltanto un punto di partenza per risolvere i problemi nel settore florovivaistico”.

“La situazione resta assai complicata – le fa eco Jacopo Cellai, Capogruppo Forza Italia al Comune di Firenze e Coordinatore cittadino azzurro –. Dobbiamo pensare ad ulteriori misure straordinarie che possano aiutare le tante aziende toscane che si trovano sull’orlo del baratro”.

“Nell’ultimo mese – precisa Giampaolo Giannelli Vice Coordinatore Provinciale azzurro – sul settore florovivaistico e floricolo del nostro Paese si è abbattuto un vero e proprio tsunami causato dal blocco quasi totale in entrata e uscita dei prodotti con le dogane praticamente chiuse e per un settore come questo dove l’export è fondamentale si tratta di un gap profondo e non recuperabile se non con misure straordinarie. Ogni giorno – continua Giannelli – riscontriamo il dramma di aziende sane sul punto di chiudere tutto perché mentre i ricavi si sono azzerati sono costrette a continuare a pagare ingenti costi di gestione”.

“Serve quindi – concludono Mazzetti Cellai e Giannelli – un grande piano di aiuti straordinario che si leghi proprio a questo momento così difficile per tutti noi. Si potrebbe portare avanti un piano di promozione di vendita nei supermercati, favorire i pagamenti online, permettere le consegne dei prodotti a domicilio naturalmente garantendo la sicurezza sia del fornitore che del cliente”.




Arezzo: sorpreso a spacciare eroina

È stato arrestato in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio dai Carabinieri della Stazione di Montevarchi, un disoccupato nigeriano con precedenti di polizia, richiedente asilo, che negli ultimi giorni aveva tenuto comportamenti sospetti nel quartiere “Giglio”, al punto da allarmare i residenti della zona che hanno quindi informato i militari dell’Arma della locale Stazione.

I Carabinieri, nonostante i giorni di emergenza sanitaria, hanno avviato un’attività investigativa al fine di monitorare e pedinare il soggetto. Nel fine settimana il blitz dei Carabinieri che, avendolo notato nuovamente frequentare la zona con atteggiamento guardingo, hanno deciso di intervenire effettuando una perquisizione sul soggetto, rivenendo venti grammi di eroina suddivisi in ventidue dosi.

Le operazioni sono state estese all’abitazione del soggetto dove i militari hanno trovato 325 euro in contanti, ritenuto frutto dell’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti e tre telefoni cellulari che l’arrestato utilizzava per tenersi in contatto con i clienti.

L’uomo è stato arrestato e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, tradotto presso la casa circondariale di Arezzo oltre ad essere sanzionato per via amministrativa come previsto dal recente decreto del Governo per contrastare la diffusione del Coronavirus.

 




Coronavirus: morti 2 anziani casa riposo

Sono morti due anziani, positivi al Covid-19, ricoverati alla Rsa di Bucine (Arezzo) dove un altro ospite è deceduto alcuni giorni fa in ospedale, circostanza che fece rilevare altri 30 soggetti positivi tra ospiti e personale. I due deceduti sono un 81enne e un 92enne, entrambi di Cavriglia, e facevano parte dei 23 pazienti del ‘piano zero’ positivi al coronavirus rimasti ricoverati nella casa di riposo. La conferma arriva dal sindaco di Bucine, Nicola Benini: “Con grande dispiacere devo comunicare che nella notte sono venuti a mancare due degenti della Rsa di Bucine, anch’essi contagiati dal Covid-19 – annuncia -. Si tratta di due uomini di 81 e 92 anni. Ai parenti ed amici dei due defunti le più sentite condoglianze da parte dell’amministrazione e di tutta la comunità di Bucine”.




Realizzato un centro per l’isolamento volontario e la quarantena degli ospiti delle strutture di accoglienza dell’area fiorentina

L’ex Cas di Bivigliano nel Comune di Vaglia ospiterà le persone e i nuclei familiari provenienti dalle strutture di accoglienza, che sono in carico ai Servizi sociali del Comune di Firenze e della Città metropolitana e che sono o posti in isolamento volontario in via precauzionale e cautelativa o sono stati posti in regime di quarantena dall’Asl competente.
Nella struttura di Bivigliano queste persone potranno trascorre i giorni dell’solamento volontario in un luogo sicuro e adeguato, con un presidio 24 ore su 24 di un operatore sociale.
La struttura, dotata di 17 camere con bagno, è uscita dal circuito delle accoglienze per migranti gestite dalla prefettura ed è stata destinata a questa nuova funzione.
La Direzione dei Servizi sociali del Comune di Firenze coordinerà la struttura.
“La priorità in questo momento è contenere il contagio – afferma l’assessore a Sanità e Accoglienza Andrea Vannucci – attraverso la predisposizione di strutture che permettano di isolare i malati di Coronavirus. Nella nostra città abbiamo tante persone che vivono nelle comunità dell’accoglienza ed era necessario mettere a disposizione una struttura dove gli ospiti, al bisogno, possano trascorrere l’solamento volontario e la quarantena se necessario”.
“Da qui la decisone di predisporre un servizio come quello realizzato a Bivigliano – spiega l’assessore – aperto alle esigenze di tutto il territorio metropolitano. La salute pubblica non conosce i confini comunali ed è necessario che il Comune di Firenze si metta a disposizione in situazioni d’emergenza come questa”.
“Nell’emergenza Coronavirus, è ancor più importante tutelare le persone fragili, che vivono situazioni di marginalità di vario genere, a partire dall’assenza di una dimora – fa presente il consigliere della Città Metropolitana di Firenze delegato alla Promozione sociale Nicola Armentano -. Vuol dire prendersi cura della loro salute e della salute di tutti, perché garantire l’isolamento dei potenziali malati è fondamentale per contenere il contagio. L’individuazione di questa struttura, che sarà sorvegliata 24 ore su 24, va in questa direzione e risponde a una necessità urgente e fondamentale, mettere in sicurezza persone fragili, e quindi più esposte, e nello stesso tempo evitare la diffusione del virus, per preservare la salute pubblica e il nostro sistema sanitario, già in sofferenza in questo periodo complesso”.




Maggio Musicale Fiorentino: oggi concerto alle 18

È un omaggio a Narciso Parigi e alla sua composizione più famosa, la Canzone Viola, il motivo suggerito per il nuovo appuntamento con “La Città Incantata”, l’iniziativa, promossa con la collaborazione di Fondazione CR Firenze e del Comune di Firenze, che vedrà domani, domenica 29 marzo alle ore 18, i maestri e gli allievi del Maggio Musicale Fiorentino, della Scuola di Musica di Fiesole, del Conservatorio Cherubini e dell’Orchestra da Camera Fiorentina esibirsi dalle loro abitazioni.

La scelta di questa brano vuole essere un ulteriore segnale di appartenenza e di affetto alla città e alla memoria del suo cantone prediletto, Narciso Parigi, recentemente scomparso. Voci e strumenti suoneranno O Fiorentina, il nome con cui è universalmente conosciuto questo brano che fu composto rispondendo ad un concorso letterario e musicale che, nel 1930, bandì l’ Ordine del Marzocco, uno dei primi club di tifosi nella storia del calcio italiano, per dare un inno alla Fiorentina.

Così, nel 1931, vinse Canzone Viola e l’Ordine provvide a farne stampare il testo – scritto dal verseggiatore, allora dodicenne, Enzo Marcacci – su centinaia di volantini che furono distribuiti ai tifosi davanti allo stadio fiorentino. Incisa negli anni ‘50 da Narciso Parigi, O Fiorentina è da sempre cara a tutta la città.
I musicisti che si esibiranno domani invitano ad unirsi a loro quanti sanno suonare uno strumento musicale e coloro che cantano rinsaldando il legame che, grazie alla musica, tiene unita tutta Firenze, nonostante la lontananza fisica resa necessaria dalle misure per arginare la diffusione del Coronavirus.

#ioamolamusica #lacittàincantata




Bundu e Palagi: “Il buon senso non sempre può bastare, servono anche indicazioni precise”

“Viene detto che siamo in guerra, ma dobbiamo stare sereni nelle nostre case, senza una discussione pubblica sulle numerose difficoltà che questa situazione sta creando a tante famiglie e persone.

Esistono i preziosi numeri telefonici per l’assistenza a cui rivolgersi e il volontariato, assieme ai servizi per la tutela delle persone fragili, sta garantendo a tante persone un aiuto fondamentale.

La situazione però – proseguono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – impone un ruolo delle istituzioni e della politica inedito, simile a quello che hanno avuto nel secondo dopoguerra.

Gli enti locali non possono scegliere un impegno alterno sull’interpretazione delle norme nazionali. Abbiamo contestato la scelta di invocare droni, software di riconoscimento facciale ed esercito per le strade. Ora leggiamo incertezza nelle parole della Giunta quando risponde ai genitori rispetto all’uscita con i propri figli e le proprie figlie, o per chi è soggetto a handicap e esce con una persona accompagnatrice che non sia necessariamente il genitore, in un raggio di 200 metri dal domicilio.

Chiaramente siamo chiamati tutti e tutte a importanti sacrifici, ma l’esigenza manifestata anche con lettere aperte, è reale. Merita dialogo, ascolto, ricerca di soluzioni e interpretazioni dei DPCM certe, almeno per il nostro territorio.

Il buon senso delegato alla singola persona la rende vulnerabile di errori e soggetto passivo in caso di controlli. È capitato anche in queste ore, secondo alcune testimonianze ricevute. Rimanere nei dintorni dalla propria abitazione per far fare qualche passo alla propria figlia o al proprio figlio è consentito? Questo comunque avviene in una troppo diffusa cultura del sospetto, alimentata dalla scelta di non ragionare in modo politico e pubblico della quotidianità. E soprattutto in caso di situazioni al limite e contestabili, a chi si deve rivolgere il genitore o comunque la persona interessata?

Non vogliamo semplificare o polarizzare le situazioni, nemmeno pensiamo sia semplice affrontarle e non ci interessano le polemiche.

Vorremmo una politica capace di socializzare i problemi e cercare le soluzioni in modo aperto.

Anche perché – concludono Bundu e Palagi – la prima fase dell’emergenza si sta trasformando e ci attendono mesi difficili. Dobbiamo essere capaci di ripensare anche alle nostre pratiche, non solo chiedere di modificare i comportamenti alla cittadinanza”




Razzanelli: “Riapriamo, se restiamo chiusi la gente morirà di fame”

Mario Razzanelli condivide le parole del senatore Matteo Renzi rilasciate al quotidiano “Avvenire”: “Renzi – spiega Razzanelli –  ha detto che se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Io sono in piena sintonia con lui: siamo dentro una crisi economica e sociale senza precedenti che rischia di diventare una vera catastrofe per il nostro Paese e che deve essere affrontata oggi e non domani e perché potrebbe essere già tardi. Non voglio assolutamente minimizzare il dramma del Coronavirus, le vittime ci ricordano ogni giorno quanto il problema sia grande, ma non è possibile nemmeno immaginare di fermare tutto.

Faccio un esempio: se un supermarket può stare aperto perché non devono poterlo fare tutte le altre attività, nel rispetto totale delle regole seguite dai supermercati? E perché invece restano chiuse? Per non parlare di tutte le aziende e delle fabbriche che possono ricominciare a produrre. Se non sarà loro concesso di rimettere in moto la produzione tra poche settimane chiuderanno per sempre. Allora si conteranno purtroppo anche le vittime da mancanza di stipendio, non perché hanno contratto il Covid-19”.

Razzanelli poi ha aggiunto: “Il punto è proprio quello toccato da Renzi: questo virus ci farà male non per settimane, ma ancora per mesi come lo fece l’asiatica nel 1957. Il vaccino non c’è ancora e visto che saremo costretti a convivere con questa realtà, riapriamo con le dovute precauzioni. Apriamo e consentiamo alle persone di uscire di casa. Non vedo alternative”.




Guccione chiede tavolo con Associazione Comuni e Coni regionale

L’assessore allo sport Cosimo Guccione risponde all’appello lanciato lanciato questa mattina da Paolo Mangini, presidente del Comitato Toscana Figc-Lnd.

“Sto lavorando perchè, quanto prima, possa essere convocato un tavolo con Anci e Coni regionale. Ho già parlato con Damiano Sforzi delegato allo sport di anci regionale che si è subito adoperato in tal senso. Lo sport deve essere uno dei motori della ripartenza. Ringrazio Mangini – ha aggiunto l’assessore – siamo al suo fianco nel lavoro per portare avanti iniziative concrete a sostegno dell’attività sportiva e a salvaguardia della salute e solidarietà.

Non cè dubbio – ha sottolineato – che c’è bisogno di un un tavolo di coordinamento in cui siano presenti l’Anci regionale, che rappresenta i Comuni della Toscana, e il Coni regionale a tutela di tutti gli sport. Proprio ieri, alla giunta Coni, il ministro dello sport Spadafora ha ribadito le esigenze di unità e non di frammentazione di istanze e progetti che riguardano il mondo dello sport nella sua globalità.

Stiamo vivendo un momento drammatico – ha concluso l’assessore Guccione – e dobbiamo fare un lavoro di squadra per essere pronti non appena sarà possibile ripartire”.