Costrette a prostituirsi, sette arresti

 

I carabinieri della compagnia di Locri hanno eseguito un’operazione, denominata “Sex home”, che ha portato all’arresto di sette persone, tra cui tre donne, due marocchine e una dominicana, con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica.
Altre tre donne indagate nella stessa inchiesta, destinatarie anche loro di ordinanze di custodia cautelare in carcere, risultano irreperibili. Dall’indagine é emerso che alcune ragazze sarebbero state costrette a prostituirsi con minacce di morte e violenze che avrebbero potuto estendersi, in caso di rifiuto, alle loro famiglie d’origine. Per tre degli arrestati é stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre gli altri quattro sono finiti ai domiciliari.
Il giro di prostituzione avrebbe fruttato un migliaio di clienti ed ogni incontro veniva pagato dai 50 ai 200 euro.




Confiscati beni per 7 mln a imprenditore

 

Beni per 7 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Reggio Calabria a Roberto Morgante, di 60 anni, di Villa San Giovanni, imprenditore nel settore edilizio ed attualmente detenuto. L’uomo era stato arrestato nell’operazione “Tibet”, coordinata dalla Dda di Milano e condotta dalla Squadra mobile milanese con l’apporto della Dia reggina che seguiva Morgante in un’altra indagine. Per l’accusa, l’imprenditore era rappresentante e collettore di risorse economiche di cosche reggine coinvolte nelle attività gestite in Lombardia e, in particolare nel “Locale” di Desio (Monza e Brianza), dalla cosca allora capeggiata da Giuseppe Pensabene. L’uomo è stato poi condannato, con sentenza passata in giudicato, a 6 anni e 10 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La Cassazione aveva però annullato con rinvio la sentenza per la confisca dei beni. Con il provvedimento di oggi, il Tribunale di Reggio Calabria, ha ritenuto l’imprenditore portatore di pericolosità sociale.




Omicidio nel Crotonese,ucciso un 38enne

 

Omicidio nel Crotonese. Un uomo Alberto Luca Valentino, di 38 anni, incensurato, residente a Caccuri, è stato ucciso nelle campagne di Petilia Policastro, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, con un colpo di arma da fuoco che lo ha raggiunto allo zigomo destro.
Il cadavere di Valentino è stato trovato nella nottata in località Cavone Grande. Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone che hanno avviato le indagini.




Madre coordinava spaccio figli,arrestati

 

Sei persone, tra le quali una madre che era a capo della presunta organizzazione e i suoi tre figli, sono state arrestate all’alba a Benestare dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, supportati dallo squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con l’accusa a vario titolo di associazione finalizzata all’acquisto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura distrettuale di Reggio Calabria nell’ambito di un’operazione denominata Nikita. La donna, Teresa Pizzata, vedova, di 56 anni, secondo quanto emerso dalle indagini, attraverso un’attività di spaccio strutturata e intensiva coordinava i figli Giuseppe (33), Rosario (30) e Antonio (25) sia nella vendita ai consumatori finali sia nella fornitura ad altri spacciatori, gli altri due arrestati: Giovanni Argirò (40) e Mario Bottari (47).




Incendi nel Catanese, Canadair in azione

 

Prosegue dalla giornata di ieri l’intervento dei vigili del fuoco per un vasto incendio di boschi che si è sviluppato a Caltagirone e a San Michele di Ganzaria. Durante le operazioni, a scopo precauzionale, è stata evacuata una masseria. Sono tre i Canadair al lavoro da stamani per le operazioni di spegnimento.




Rapina in villa e omicidio,un arresto

 

E’ accusato di essere l’autore, assieme ad un complice, di una rapina in una villa di Filadelfia, nel Vibonese, finita tragicamente con la morte di un uomo di 75 anni. Un cittadino bulgaro è stato arrestato a Roma dai carabinieri di Vibo Valentia e tradotto nel carcere di Rebibbia. L’arresto è stato fatto dai militari, in collaborazione con la Compagnia aeroporto, giunti nell’aeroporto di Fiumicino. L’accusa è stata quella di omicidio, rapina ed incendio aggravato. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia.




Abusi su figlio 15enne, arrestato

 

Un 55enne è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale sul figlio minorenne. L’uomo, nei cui confronti è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, si era reso irreperibile ma oggi è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro in collaborazione con lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia. Dalle prime indagini, era emerso che il 55enne, pastore, già noto alle forze dell’ordine, si era rifugiato in una casa rurale sulla sommità di una collina nel territorio di Corigliano. Partite le ricerche dei carabinieri di Corigliano Calabro supportati dai Cacciatori di Calabria, l’uomo è stato individuato ed arrestato. L’uomo, che dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata sul figlio di 15 anni, è stato portato nel carcere di Castrovillari.




Scambio pedopornografia online, arresto

 

Un uomo di 50 anni, C.P., di Reggio Calabria, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale con l’accusa di detenzione e scambio di materiale pedopornografico online.
L’arresto del cinquantenne, dipendente della Pubblica amministrazione, è stato disposto dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura reggina.
Il provvedimento è stato eseguito dai militari che, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura reggina, hanno proceduto anche al sequestro della strumentazione informatica utilizzata dall’indagato nell’ufficio in cui lavora.




Strage di giovani sulle strade: morti cinque ragazzi in due incidenti

 

Tre giovani sono morti all’alba d’ieri in un incidente stradale avvenuto sulla Trasversale delle Serre nel territorio di Spadola, in provincia di Vibo Valentia. A scontrarsi, per cause in corso di accertamento, un’auto sulla quale viaggiavano le vittime, tutte di Soriano, e un autocarro.

Le vittime sono Salvatore Farina, di 21 anni, un cugino omonimo di 23 e Natale Chiera, di 19 anni. Un quarto occupante della vettura, G.N., ha 23 anni, rimasto gravemente ferito, è ricoverato con diverse fratture all’ospedale di Catanzaro. Ferito in modo non grave l’autista del camion.

I giovani avevano probabilmente trascorso la serata in una discoteca del Soveratese, sulla costa ionica catanzarese. A causa dell’incidente l’arteria è stata temporaneamente chiusa al traffico dall’Anas all’altezza di Simbario e il traffico è provvisoriamente deviato in loco sulla viabilità locale.

Un altro incidente mortale con giovani vittime è avvanuto in Toscana. Un 28enne e un 29enne di Empoli (Firenze) ma residenti a Lastra a Signa (Firenze) sono morti, intorno alle 5, sulla Firenze-Pisa-Livorno, tra Montopoli (Pisa) e Santa Croce sull’Arno (Pisa), in direzione Firenze. L’incidente ha coinvolto tre mezzi. I due uomini deceduti erano a bordo di una Polo che si è capovolta. Ferita e trasportata all’ospedale di Empoli una persona che viaggiava su una Golf. Illesa una famiglia di quattro persone, straniere, che si trovava su una Megane. Il conducente della Polo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia stradale, non avrebbe visto fermi, in corsia di marcia, la Golf che aveva tamponato la Megane.

L’incidente è avvenuto in un tratto rettilineo ed è probabile, secondo quanto riferito dalla Polstrada, che la causa sia da attribuirsi alla distanza e alla forte velocità.




Traffico droga con impiego minori, fermi

 

Operazione dei carabinieri per l’esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro nei confronti di 24 persone.
I reati contestati sono quelli di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, dall’ingente quantitativo e dall’aver indotto minorenni a commettere il reato, nonché di detenzione illegale di armi da fuoco, furti ed altro.
All’operazione, condotta nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Milano, partecipano oltre 200 militari della Compagnia di Soverato e del Comando provinciale di Catanzaro, con il coordinamento della Dda diretta dal procuratore Nicola Gratteri. In corso anche il sequestro di beni per un valore di oltre mezzo milione di euro.