Crescono i morti in Valle d’Aosta a 48

I contagiati sono 529 e i ricoverati 106 (27 in Rianimazione)

 

Cresce ancora il numero di morti provocati dal coronavirus Covid-19 in Valle d’Aosta. Secondo il bollettino dell’Unità di crisi sono 48 (ieri erano 42), di cui 35 uomini e 13 donne, tra i 60 e i 98 anni. Aumentano anche i contagiati, che sono 529, tra cui 106 ricoverati all’ospedale Parini di Aosta (27 in Rianimazione) mentre gli altri sono in isolamento domiciliare. I guariti sono due. Infine sono 2.521 le persone per le quali i sindaci hanno predisposto un’ordinanza per “isolamento domiciliare precauzionale”, sotto sorveglianza medica.au




Tricolore su Cervino, la Svizzera omaggia l’Italia

Comunità Zermatt mostra solidarietà

 

E’ un omaggio che la comunità di Zermatt ha deciso di fare per mostrare la sua vicinanza con la popolazione italiana. Dopo il tramonto la cima della Gran Becca sarà illuminata con il tricolore per un segno di solidarietà con l’Italia. Le proiezioni, create dall’artista della luce Gerry Hofstetter, dovrebbero durare fino al 19 aprile (dalle 20 alle 22) “nel segno della speranza, della solidarietà e della gratitudine”.




I morti per Covid-19 in Valle d’Aosta sono 39

 Secondo il bollettino dell’Unità di crisi sono 39 (ieri erano 35), di cui 30 uomini e 9 donne, tra i 60 e i 98 anni.

Aumentano anche i contagiati, che sono 457, tra cui 97 ricoverati all’ospedale Parini di Aosta (26 in Rianimazione) mentre gli altri sono in isolamento domiciliare. I guariti sono due. Infine sono 2.452 le persone per le quali i sindaci hanno predisposto un’ordinanza per “isolamento domiciliare precauzionale”, sotto sorveglianza medica.




12 positivi in residenza anziani Verrès

Sono 12 gli anziani ospitati nella microcomunità di Verrès che risultano positivi al coronavirus Covid-19

 E’ la seconda struttura valdostana, dopo quella di Pontey, in cui si registra un contagio importante. “E’ stato attivato un protocollo, i locali sono stati sanificati- spiega il sindaco di Verrès Alessandro Giovenzi – e le persone contagiate sono state collocate in un piano separato: per ora non risultano grossi problemi sanitari”. .




Nominare urgentemente commissario straordinario regionale per gestire in maniera coordinata il virus

Lo chiedono i coordinamenti regionali di Forza Italia e di Fratelli d’Italia e il gruppo PnV-Area Civica-Front Valdôtain, “preso atto della situazione di estrema gravità che ha ormai investito la Valle d’Aosta e l’ospedale Umberto Parini

   “Siamo già in grande ritardo – aggiungono – perché i numeri dei contagiati sono ormai in crescita esponenziale e le dotazioni tecniche e i dispositivi di protezione individuale non stanno arrivando nella nostra regione. Per questo la nomina di un commissario straordinario con poteri decisionali forti avrebbe potuto (e potrebbe ancora) ovviare all’attuale situazione di stallo venutasi a creare con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, attivando tutti quei canali di approvvigionamento di camici, mascherine e di ulteriori dotazioni tecniche per l’esecuzione dei tamponi rimasti fino a oggi del tutto inesplorati, così come le reti interregionali di collaborazione medico-sanitaria. In poche parole, l’emergenza da contagio Covid-19 sul territorio valdostano non può assolutamente più essere gestita in colpevole solitaria come avvenuto finora”. 




Fermato per un controllo di routine dalla guardia di finanza ed arrestato per droga

Fermato in auto per un controllo sulla mobilità nell’ambito dell’emergenza coronavirus, un giovane di origine marocchina è stato arrestato per spaccio di stupefacenti.

Il giovane era in auto con altri tre giovani connazionali. Nella serata di giovedì 19 aprile il gruppo è incappato in un controllo a Sarre, comune diverso da quello di residenza. Le giustificazioni fornite alle fiamme gialle non sono sembra convincenti e i precedenti per droga di tre di loro hanno fatto sì che i militari approfondissero i controlli in caserma, dove con l’aiuto dei cani antidroga è stato trovato lo stupefacente.




La regione Valle D’Aosta ieta attività motoria all’aperto.

Lo stop vale anche per tutti i cantieri ancora in corso

 il presidente della Regione Valle d’Aosta ha vietato l’attività motoria e sportiva sia a piedi che in bicicletta. Lo spostamento a piedi sarà consentito solo per lavoro, necessità o salute. Viene disposta anche la chiusura di tutti i cantieri. 
   




Asva- “I giornalisti non sono carne da macello”

“I giornalisti non sono carne da macello”. Lo scrive l’Associazione stampa valdostana

 Si sono verificati almeno due casi di contagio da Covid-19 contratto da personaggi pubblici locali, che fino a pochi giorni fa hanno partecipato a eventi o conferenze stampa e che sono stati avvicinati e/o intervistati. In nessuno dei due casi i cronisti interessati hanno ricevuto alcuna comunicazione diretta né sono stati contattati dalle autorità amministrative o sanitarie per avere istruzioni sul comportamento da attuare. Non è sufficiente inviare generici comunicati stampa per garantire la nostra sicurezza. Non si può pretendere che la decisione di rivolgersi o meno alle strutture sanitarie sia lasciata al buonsenso individuale”. 




La Polizia resta senza mascherine

Intervista a Elvio Vulcano, portavoce del sindacato di polizia LeS: Siamo stanchi di aspettare quanto ci è dovuto.

Sono ormai settimane che le forze di polizia di stato aspettano i Dispositivi di Protezione Individuali ai qualli hanno diritto, eppure le forniture tardano ad arrivare ed i poliziotti continuano a rischiare di mettere a repentaglio la loro salute senza essere tutelati.

Vi presentiamo le risposte di Elvio Vulcano, il quale si fa portavoce del sindacato di polizia LeS (Libertà e sicurezza), illustrandoci la difficile situazione nella quale si trovano le forze di polizia in questo periodo.

Se non abbiamo capito male, il personale della Polizia di Stato non ha ancora ricevuto dal Ministero le mascherine per proteggersi dal Coronavirus?

Esattamente, o meglio, le quantità distribuite sono talmente scarse che, in effetti, le hanno solo pochissimi colleghi e colleghe.

Ci spieghi meglio.

“Il presidente Conte lo scorso 14 marzo ha firmato un documento che fornisce specifici indirizzi per la tutela dei lavoratori a causa della pandemia in atto. Tuttavia, a monte, c’è sempre il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, e cioè il decreto legislativo n. 81 del 2008 che all’articolo 74, definisce i DPI come una qualsiasi “attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute durante il lavoro”.”

“Cosa rischia il datore di lavoro se non fornisce guanti e mascherine al dipendente?”

R.: “Nel caso in cui venisse accertata l’omissione, il datore di lavoro rischia la reclusione da due a quattro mesi e un’ammenda dai 1.644 ai 6.576 euro o procedimenti penali se, da una inadempienza, dovesse derivare un danno più o meno grave come un infortunio o la morte. Però sino ad ora la legge, malgrado i nostri appelli ai vertici della Polizia di Stato, non è stata rispettata in toto o in parte, o volutamente elusa.”

Forse perché i DPI, come ha detto lei, non sono stati forniti a tutti i poliziotti?

“Esattamente, infatti i DPI sono stati dati solo ad alcuni e, giustamente, dico io, è stato prioritario fornirli al personale delle Volanti, ma pur avendo fatto una scelta restrittiva, i dispositivi sono stati forniti solo a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Oltretutto, per esempio, le mascherine, sono state date una ad operatore, ma non una al giorno, una e basta, con la raccomandazione di usarla solo in caso di necessità. Non vogliamo le mascherine prima degli operatori sanitari, ma ci chiediamo perché si deve arrivare alla necessità di stabilire delle priorità e quali sono i criteri per queste priorità, visto che anche medici ed operatori del 118 hanno perso la vita, per soccorrere le persone. E noi poliziotti svolgiamo un servizio di enorme importanza per la collettività e non è giusto che dobbiamo correre altri rischi, oltre quelli che normalmente corriamo”

Vista la penuria, come dovrebbero usare questa unica mascherina i suoi colleghi?

“Il personale operante deve prima essere in grado di valutare se la situazione che deve fronteggiare richiede l’uso dei DPI, poi indossare i dispositivi e procedere all’intervento.”

E se, in questo frattempo, ad esempio, il ladro o lo scippatore o il rapinatore o il violentatore fugge?

“E’ esattamente quello che potrebbe accadere. Ci troveremmo davanti ad una situazione paradossale ed abnorme, con colleghi e colleghe che, per non rischiare una sanzione disciplinare, devono rischiare la salute, procedendo ad arresti che, spesso, richiedono colluttazioni o, comunque contatti estremamente ravvicinati con i malviventi, senza aver indossato alcun dispositivo di protezione o, nel migliore dei casi, avendo indossato dispositivi ormai inservibili”.

Se l’operatore di polizia si dovesse contagiare?

“Altra situazione paradossale perché il datore di lavoro ne uscirebbe pulito, senza rischiare nulla, avendo fornito i DPI, mentre la responsabilità ricadrebbe sul poliziotto che non ha indossato la mascherina. Siamo consapevoli che il problema è che le mascherine sono introvabili, ma ci chiediamo: chi gestisce le forze dell’ordine non doveva prevedere uno scenario del genere? Le epidemie ci sono sempre state e si ripetono in maniera quasi cadenzata, basti pensare al colera di Napoli nel 1973, alla SARS nel 2003 o al virus N1-H1 nel 2009! Chi ha sbagliato, continuando a sottovalutare scenari periodici, forse è giusto che paghi!”.

Si spieghi meglio.

“Come LeS, stiamo valutando se non sia il caso di procedere con la denuncia al nostro datore di lavoro, ovvero il soggetto che ha l’obbligo giuridico di valutare i rischi e di provvedere di conseguenza alla prevenzione e alla protezione dei lavoratori che da lui dipendono, che, nel nostro caso, sono i Questori, i Direttori d’Istituti di formazione, etc.”. Che dire? Uno scenario certamente non simpatico e speriamo che, dopo il provvedimento firmato da Conte, alle forze dell’ordine i DPI siano forniti prima della prossima epidemia!

Che dire? Uno scenario certamente non simpatico e speriamo che, dopo il provvedimento firmato da Conte, alle forze dell’ordine i DPI siano forniti prima della prossima epidemia!

Ufficio Stampa Segreteria Nazionale.

Roma, 16/03/2020




Denunciato un uomo che ha violato la quarantena

Denuncia per epidemia colposa, fa mezz’ora di passeggiata a Valtournenche.

 I fatti sono avvenuti sabato 14 marzo nella Valtournenche, verso l’ora di pranzo. L’uomo, di circa 30 anni e residente fuori Valle, abita in una seconda casa. Ai militari risulta essere arrivato in Valle d’Aosta non da una ‘ex zona rossa’ e da prima che scattassero le limitazioni alla libertà di spostamento.